0
Kamabokoita
25 Jan
2012

- FRONT


- SAMPLE


- BACK


Titolo: Kamabokoita
N° Pag: 24 + 2 speciali
Formato: B4
Caratteri: Stampati
Genere: Gag
Provenienza: Tales of Destiny
Personaggi: All Cast

Pubblicato nel Maggio del 1998 da Hiyoko Niwatori e Kino Kosuzume, “Kamabokoita” si presenta al pubblico come un volume di storie brevi suddivise in due “macro-narrazioni”. Nella prima Philia cerca disperatamente di cucinare qualcosa di buono, ma nonostante i suoi sforzi nei suoi piatti finiscono sempre dei vermi. Nella seconda Lion, durante la notte, ha degli incubi nei quali suo padre, assunta una forma un po’ spettrale, gli rivela di sapere tutti i suoi più intimi segreti. Alla fine del doujinshi, poi, Marian si ribella al suo rapimento e colpisce in testa l’uomo, mentre lo spadaccino tenta di salvarsi nella grotta. Una caratteristica peculiare dell’opera è che tutti i personaggi sono stati resi in stile tra il deformed e il super deformed il che, purtroppo, a volte guasta dando un senso di eccessivo infantilismo e di notevole confusione. Purtroppo il tratto non è sufficientemente maturo. I fondali sono quasi del tutto assenti, mentre l’uso dei retini è globalmente buono. La cover è realizzata in cartoncino lucido, mentre le pagine interne, se pur lisce e dotate di una certa consistenza, tendono ad ingiallire.

 

Postato da Marylain, alle 11 : 16
(permalink) (Doujinshi Database, Tales of Destiny)


5
Megupload e i diritti negati
24 Jan
2012

Tanto si è detto in questi giorni sulla chiusura di Megaupload (e conseguente smantellamento di altri file sharing, molti di questi diventati a carattere prettamente privato come Dropbox).
In risposta alle proteste di molti è stato specificato che il creatore del noto servizio, il quale, a quanto pare, era arrivato a generare il 5% del traffico internet, non era stato arrestato per via dei file “illegali” inseriti dagli utenti – e quindi non da lui! – sui suoi server, ma per altre accuse tipo: riciclaggio, racket e chi più ne ha più ne metta.
Fin da subito, però, questa notizia mi è puzzata come il solito e bieco espediente per gettare addosso alla reputazione di un individuo affinché l’opinione pubblica non lo sostenga più, ma che, anzi se ne discosti.
Se fossero state veramente quelle le accuse come mai, nelle ore direttamente successive alla chiusura di Megupload, Filesonic e Fileserve sono diventati hosting personali, mentre molti altri hanno fatto piazza pulita di moltissimi file?
Sì, okay, potrebbe benissimo essere che abbiano cercato di tutelarsi, ma se la notizia fosse stata chiara non credo che ci sarebbe stata una mobilitazione di massa così grande.

Qui qualcosa non torna.

A parte l’infame legge SOPA e PIP(p)A, ciò che mi fa più paura, al momento, è una certa frammentazione in seno a Internet, quando invece la Rete, essendo attaccata oggi pesantemente, dovrebbe rimanere coesa sempre e comunque e seguire, per quanto possibile, un filo comune.
Ad esempio, mi sono dovuta sorbire scambi infelici di battute da parte di comunità di Torrent ed Emule che recitavano più o meno così:
“Ben gli sta a quelli del DD! Avevano sempre la pappa pronta! Sono degli egoisti perché volevano tutto e subito! Ora finalmente torneranno sui nostri circuiti!”
Pura follia.
In primo luogo perché i circuiti non dovrebbero scontrarsi l’uno contro l’altro, ma si dovrebbero fondere armonicamente e cercare di offrire un servizio multimediale – nel senso di “multi mezzo” – di modo che l’utente possa scegliere dove e come scaricare.
Non spetta a NESSUNO giudicare le motivazioni per cui un navigatore sceglie di scaricare da Megaupload anziché da Emule.
Non si tratta di una questione morale perché il principio che muove la diffusione di un file è sempre lo stesso: la sua condivisione con il mondo intero come è giusto e lecito che sia.

Oltre a questa fetta di utenti, ce ne sono altri che, non si sa perché, sostengono le major e le istituzioni il che, in un ambiente democratico mi può anche star bene purché il tuo giudizio sia ben supportato da una chiara cognizione di causa cosa, che, purtroppo, mi sembra manchi.
Ad esempio: molti fanno della chiusura di Megupload una semplice questione legata ai diritti d’autore senza considerare minimamente che le disposizioni verso il noto sito di file sharing sono, per come la vedo io e per come la vedono in tantissimi altri, nient’altro che delle prove per spingersi oltre.
Al di là dei gusti personali, sostenendo l’arresto dell’owner sostieni, di riflesso, LA CENSURA che nasce non dal tentativo di difendere l’arte e/o la cultura, bensì i biechi interessi economici dei soliti noti, quali major ed editor che, nell’epoca di Internet stanno diventando sempre più superflui, sempre più inutili.
E questa cosa gli rode.
Come rode il fatto che sulla Rete circoli informazione LIBERA e che grazie alla filosofia meritocratica del mondo digitale si possano realizzare opere altrimenti impossibili.

Mi riferisco, tra le tante cose, alla produzione artistica in generale.
Un mese prima della chiusura di Megaupload, infatti, era stato fatto un annuncio che dichiarava come, di lì a poco, il sito di file sharing avrebbe proposto al pubblico due servizi aggiuntivi.
- Megabox: Questo servizio avrebbe sfruttato l’altissima visibilità di Megaupload per permettere a nuovi artisti emergenti (e non!) di vendere le proprie opere con un guadagno del 90% ad una comunità di circa 150 MILIONI di utenti che usavano regolarmente la piattaforma.
ma sopratutto…
- Megakey: Questo servizio avrebbe consentito di far guadagnare l’artista dal download GRATUITO della propria opera. Qualsiasi essa fosse. Il sistema era stato testato precedentemente su circa un milione di utenti e funzionava alla perfezione.
Come se non bastasse, molti artisti di fama mondiale, erano già pronti a firmare l’accordo dichiarando di essere stanchi di seguire un modello di business ormai vetusto e superato.

Il che mi porta dritto al mio pensiero… quello che ho sempre avuto fin da quando il Web ha iniziato ad evolversi.
Se prima l’unico modo per pubblicare – letteralmente… rendere PUBBLICA - la propria opera era quello di rivolgersi a un editore o una casa discografica adesso gran parte dell’informazione passa attraverso Internet e alla sua orizzontalità.
Ci si può far conoscere in totale autonomia.
Ci si può promuovere in totale autonomia.
E questo fa paura a molti, a mio avviso.

Postato da Marylain, alle 11 : 26
(permalink) (Real Life)
Il mio Ego  emoticon


0
Sailor V (2)
23 Jan
2012

Sono ancora sotto shock per quanto riguarda la questione del file sharing (perché, a quanto pare, stanno attaccando tutti i siti che fornivano questo tipo di servizio, non solo Megaupload).
Meno male che questo post lo avevo già preparato la scorsa settimana altrimenti non credo che avrei avuto la voglia di scrivere sul blog oggi pensando che in alcune ore si è tornati a diversi anni addietro quando Megupload non era diffuso e l’unico modo per scaricare decentemente era il Mulo e il Torrent.
Mi auguro di ritrovare le parole perdute per domani.
Nel frattempo ricordo che tra Sailor V e le Short Stories inserirò le mie “first impression” su Glass no Kamen e FMA, per cui portate un attimo di pazienza.

Secondo ed ultimo volumozzo del prequel sailormoonesco nel quale si concludono tutte le vicende legate a Sailor V e al suo passato di guerriera prima ancora che Usagi si svegliasse dal suo torpore e incominciasse a lottare pure lei nei panni di una guerriera Sailor.
Redigere un riassunto su questo tankobon è, tutto sommato, piuttosto semplice: Sailor V continua ad essere impegnata in numerose battaglie contro i vari scagnozzi di Danburite tra cotte passeggere, delusioni amorose, situazioni comico-demenziali, momenti nonsense e chi più ne ha più ne metta. Solo nelle ultimissime pagine la giovane Minako riuscirà ad ottenere un ruolo in un film nel quale recita un noto ed affascinante attore di nome Ace del quale la ragazza, guarda caso, è innamorata – va bene che sei la Dea dell’amore e della bellezza, ma datti una regolata…
Durante questa missione Sailor V sta quasi per consacrare il suo sentimento più puro ad Ace salvo poi scoprire, nel giro di pochissime pagine che:
– In realtà egli è un nemico che fa parte della Dark Agency;
– In realtà è proprio il capo della Dark Agency, quel famoso Danburite che si vedeva sempre nell’ombra;
– In realtà la sua seconda identità super-segreta è quella di Adonis, un soldato pazzamente invaghito di Sailor Venus che aveva fatto di tutto pur di raggiungere quella guerriera e attirare la sua attenzione.
Si ripercorrono, dunque, i ricordi di quando Minako serviva fedelmente, in qualità di principessa di Venere, la principessa Serenity sottolineando il fatto che la giovane sia, di fatto, la prima a riacquistare la memoria del passato. Grazie a questo momento epifanico la ragazza prende coscienza di sé e del suo VERO ruolo, getta la maschera e il costume di Sailor V e si scopre Sailor Venus.
Con la Dark Agency ormai fatta a pezzi, alla protagonista non resta che cercare le sue compagne.

Fatta eccezione per gli ultimi capitoli del tankobon, il senso di insoddisfazione nella lettura di questo volume è rimasto decisamente molto alto, fino a toccare picchi estremi come a pagina 113 dove abbiamo uno scambio di battute a mio modesto avviso, piuttosto infelici, che vi riporto brevemente.
Artemis: “Non sarà che… per aver mangiato troppe patate a pranzo…”
Mina: “Cosa ti metti a pensare? Questa non è una mia scorxxgia!” <- (come se, mettendo due “x” non si capisse che parola sia… )
(…)
Mina: “Venere, il mio pianeta madre riesce a trasformare in meravigliosa giustizia persino l’odore delle scorxxge!”
Ora.
Capisco la demenzialità, comprendo l’umorismo imperante – e a volte fin troppo pressante – dell’opera, ma, davvero… fare dell’ironia sulle score o su produzioni corporali mi sa tanto di opera bambinesca di serie B.
D’altra parte i problemi del manga non sono certo finiti qui: come accennai in occasione del mio “hand on” sul primo volume, Minako, che, se non altro nell’anime manteneva una certa serietà, catapultata, come era, in uno scenario ben più drammatico che la elevava al di sopra delle altre, qui fa la figura della perfetta imbecille e oca.
In tutta franchezza mi è davvero difficile stabilire come delle fan di questo personaggio possano trovare diletto nella lettura di “Sailor V”.
Che genere di eroina dovrebbe essere, in definitiva?
Indubbiamente la sua vitalità e la sua energia sono fattori positivi, ma altrettanto non si può dire dei suoi numerosissimi difetti e, sopratutto, del suo voler gettare continuamente la spugna per poter realizzare il “sogno di ogni ragazza”, ovvero quello di trovare un fidanzato bello e aitante per poi sposarselo.
Ma anche no.
E, in ogni caso, tutto questo servilismo femminile ben si scontra, a mio avviso, con il taglio che la stessa Takeuchi dà al resto della sua opera caratterizzata da donne che assurgono tranquillamente il ruolo di uomini, tris di fanciulle che diventano padri e madri di una figlia, amori totalizzanti che non guardano alle differenze di genere e molto altro ancora. Tutto nella più completa indipendenza dai canoni comuni.
In definitiva, dunque, trovo “Sailor V” non tanto un vero e proprio prequel a “Sailor Moon”, quanto un embrione della serie principale, tutto sommato ben collegato a quest’ultima.

Postato da Marylain, alle 22 : 19
(permalink) (Angolo Manga)


0
[Frozendale] Pandora Hearts ep 22 – La rappresaglia dei perdenti
20 Jan
2012

…continua

Postato da Marylain, alle 09 : 56
(permalink) (Anime, Pandora Hearts)


3
Loss of Memory
19 Jan
2012

- FRONT


- SAMPLE


- BACK


Titolo: Loss of Memory
N° Pag: 12 + 2 speciali
Formato: B4
Caratteri: Stampati
Genere: Gag / Drama
Provenienza: Tales of Destiny 2
Personaggi: All Cast

Pubblicato nel Luglio del 2004 dal circolo Pentacles di Ei Maisumi, “Loss of Memory” si presenta al pubblico con una raccolta di storie brevi a tema variabile che spazia tra l’introspettivo dalle tinte drammatiche alla gag pulita e mai demenziale. Per quanto riguarda il primo genere, le tavole conclusive ci mostrano un’ipotetica versione alternativa di quello che è il finale del videogioco: in questo caso Judas non è stato “bloccato” nello spazio-tempo, ma ha fatto naturalmente ritorno al tempo di Kyle. Lì egli donerà dei soldi all’orfanotrofio di sua sorella e si toglierà per sempre la maschera proprio quando sta andando via, alle spalle del suo vecchio amico e del figlio di lui. Un simpatico siparietto comico lo abbiamo, invece, verso metà doujinshi quando Riala entra in scena uscendo da una porta anziché apparire in fasci luminosi come era accaduto nel videogioco. Rendendosi conto che l’entrata in scena era tutt’alro che dignitosa, la ragazza decide di rifarla da capo. I disegni di Maisumi, benché con qualche incertezze, sono decisamente molto gradevoli: il suo tratto è pulito e vagamente somigliante a quello della Inomata stessa. L’uso dei retini è appropriato, gli sfondi sono presenti, anche se non brillano per cura nei dettagli. Il volume presenta una cover patinata e pagine che, se pur dotate di una certa consistenza, tendono ad ingiallire.

Postato da Marylain, alle 08 : 50
(permalink) (Doujinshi Database, Tales of Destiny)


6
Il senso del sacrificio
18 Jan
2012

Raccomandazioni prima di partire a palla con questo articolo:

- E’ pieno zeppo di spoiler. Avrei tanto voluto evitarli, ma per poter argomentare le mie posizioni sono stata costretta a fare delle anticipazioni.
– Trattandosi di un post che propone una valida alternativa ad un titolo “main stream” è chiaro che se per voi Code Geass è un indiscutibile verbo, la lettura di questo brano non è per nulla consigliata.
– Lo dedico a Harujon perché è dalle sue osservazioni che ho preso spunto.

Detto questo direi di passare all’incipit della questione che si potrebbe, in realtà, riassumere con queste due semplici immagini:

VS

Al di là della presenza di mecha e di tematiche fantapolitiche (buttate un po’, tanto per…), sia dalle considerazioni di Harujon che da quelle di molti altri sostenitori della saga, mi sembra di aver capito che il succo della questione, il motore trainante del “fascino” di Pelouche Daperugia risiede sia nel suo ruolo che nel senso di “sacrificio” di cui egli si farebbe, a quanto pare, portavoce.
Ormai ho parlato di Code Geass fino alla nausea, per cui cerco di farla breve e di concentrarmi SOLO sul personaggio senza divagarmi sui vari plot hole e deus ex machina presenti nella trama.
In sostanza, Pelouche è un anti-eroe che ottiene un potere maledetto, lo usa (male) per vendicarsi della morte di sua madre e per creare un mondo migliore per sua sorella Nunnaly. Passo dopo passo, però, il suo ruolo di leader ha il sopravvento su tutto sicché il giovane si trova persino a geassare prima Euphemia, che incestuosamente amava, e poi sua sorellina.
Le vicende dell’anime ci suggerirebbero che il tanto combattuto diciassettenne abbia sacrificato tutta la sua vita per il Bene del mondo, passando il messaggio, per altro abbastanza opinabile che è molto meglio vivere nella menzogna perché il mondo non riesce ad accettare la Verità – e infatti i personaggi che sostenevano quest’ultima vengono tristemente eliminati dalla scena.
Sempre per la stabilità mondiale, Pelouche pensa bene di diventare lui stesso l’Imperatore di Britannia, dopo la dipartita insensata di suo padre, e di passare la maschera  al suo migliore amico Suzaku sicché egli potrà ucciderlo, in veste di Zero proprio davanti alla folla, ristabilendo l’ordine, la pace e l’armonia tra i popoli ed ergendo ancora una volta Zero come simbolo di ribellione e di libertà.
I pianti e le lacrime del protagonista, uniti a qualche sfiga qua e là, hanno colpito molti spettatori – tendenzialmente di sesso femminile -.
Si è formata, dunque, un’opinione comune che vede Lelouch come:

1) Un grande tattico e/o stratega (tanto per molti è la stessa cosa );
2) Un ottimo leader;
3) Un povero martire che ha compiuto un gesto di estremo sacrificio con la sua morte, voluta, all’ultima puntata;
4) Una persona che ha vissuto continuamente nella sofferenza perché ha perduto le persone che ama;

Eppure basta guardare fuori dal seminato del mainstreaming per capire che non basta qualche lacrima per creare angoscia, non basta farsi uccidere per creare il senso di martirio, non basta piazzare qualche bomba in terra per essere considerati grandi tattici.
Anche distaccandomi da quella che è la mia personale visione dell’anime di Code Geass, c’è un personaggio, nascosto in un manga semi-sconosciuto e non eccellente in quanto a veste grafica, che è capace di ergersi ben al di sopra di Lelouch.
Ed è basandomi su questo personaggio che vorrei spiegare la differenza tra un “finto anti-eroe” e un VERO “anti-eroe”.
Alla fine della lettura vi posso assicurare che troverete la vita del principino di Britannia tutto sommato gradevole, piatta e spensierata.
Detto questo… detto tutto.

Mi sto riferendo a Rosa Rossa Strauss, protagonista del fumetto “Record of Fallen Vampire”.
Non mi voglio dilungare troppo su una recensione dell’opera perché non è questo il mio intento, sicché andrò direttamente al succo.

Strauss, così come è Lelouch è un leader, ma non di un gruppo di fanatici terroristi, bensì di un intero regno… ovvero quello della Notte, abitato da vampiri e Damphir.
E così come nel caso di Code Geass, gran parte della trama viene spesa a favore della fantapolitica: per riassumere brevemente, Strauss scopre di essere un vampiro talmente potente da non essere scalfito dalla luce del sole. Questo (e altri fattori, quali la sua grande competenza politica) gli desteranno non pochi problemi destabilizzando, di fatto, l’equilibrio tra i territori abitati dagli umani e quelli abitati dai vampiri.
In una incursione in un villaggio, Strauss prende con sé una fanciulla umana di nome Stella della quale si innamora perdutamente. Stella rimane presto incinta di lui e sembra che questo possa ristabilire l’ordine se non fosse che Maria, la madre putativa di Stella e leader degli umani, vergognandosi della condotta della giovane e piena di rabbia verso Strauss, la uccide, la smembra (letteralmente!) e scompare nel nulla.
Le tensioni continuano ad aumentare e Strauss, senza star lì a versare lacrimucce, mette da parte tutta l’angoscia per l’orribile perdita della sua compagna affinché il suo dolore non finisca per creare odio e disprezzo verso gli esseri umani. Alla fine, però, Strauss accetta di essere condannato a morte per portare fine alla guerra e per poco non viene eliminato.
Adelaide, la sua promessa sposa, che fino a quel momento si era tenuta da parte anche per via di Stella, prima cerca di prendersi la colpa della morte di lei al fine di alleviare la responsabilità di Strauss, ma poi, alla vista della sua morte, la principessa va del tutto in berserk provocando panico e distruzione.
Quel periodo di forte crisi è, paradossalmente (ma nemmeno tanto!), l’occasione in cui umani, vampiri e damphir si uniscono per far fronte a un problema comune.
Da lì il protagonista, scampato al decesso, capisce che NON deve morire.

Prendendo i punti che ho elencato prima, direi di congiungere i primi tre in un unico nodo.
Lelouch è mosso dalla vendetta e si fa uccidere alla fine della serie pretendendo di propinarci la sua giustificazione come Verità indiscussa.
Poiché lui era il tiranno, va da sé che se si fa uccidere, tutti i conflitti avranno fine.
In realtà Lelouch compie la scelta in assoluto più FACILE, STUPIDA ed EGOISTICA che si potesse intraprendere.
Facile perché non c’è nulla di più semplice che perdere la propria vita.
Stupida perché così egli dimostra di non aver capito NULLA di politica estera.
Egoistica perché così egli impone, di fatto, la sua visione delle cose, ovvero quella di costringere il popolo ad una continua messa in scena privandolo della Verità.
Anche Strauss veste i panni del tiranno di turno, ma lo fa con un’intelligenza e una sensibilità che hanno del disarmante.
Egli, infatti, sa bene che per mantenere l’armonia tra i popoli DEVE restare in vita. Così facendo egli sarà il nemico comune e lo sarà fino a che lui avrà la forza di muoversi e di reagire. Rosa Rossa non penserà MAI di vendicarsi di Stella uccidendo Maria, ma si concentra su ciò che è bene per tutti.
Strauss, a differenza di Lelouch che realizza la cosa solo dopo il piagnisteo di Shirley, sa benissimo fin dall’inizio che sarà costretto ad uccidere delle persone, ma fa in modo di limitare AL MASSIMO i decessi continuando, però, a focalizzare tutto l’odio e il rancore su di sé.
In una scena Rosa Rossa elenca, in ordine di uccisione, tutti i nomi di chi aveva eliminato.
Questo elenco è il modo che ha lui per dimostrare quanto fossero importanti quelle vite e quanto lui avrebbe voluto preservarle, se questo fosse stato possibile.
Non è un ragazzino che gioca a scacchi ben nascosto nell’ombra dove nessuno può toccarlo, pensando che ogni pedina sia la sua pedina, un essere inanimato e senza alcun valore, ma è un “uomo”, un re, un leader.
Anzi.
IL LEADER.
Mentre Lelouch si fa infilzare e chi s’è visto s’è visto, Strauss, pur desiderando la morte, continua a vivere, braccato, isolato, disprezzato da tutti, persino dalla sua figlioccia. Continua a vivere e a lottare in nome della pace per il suo popolo… e per fare questo ci vogliono due attributi grandi così.
Rosa Rossa è il coraggio con la “C” maiuscola.

Quanto al terzo punto molte lacrime sono state spese sulla morte di Euphemia e di Shirley e sul fatto che Lelouch ha tanto penato per la loro triste dipartita in un aumento forzato della drammaticità legata al personaggio.
Tra coloro i quali gli danno la caccia, Strauss ha un nemico più potente di tutti gli altri… il Cigno Nero.
Si tratta di una creatura, dall’aspetto di una ragazza, che ad ogni decesso si reincarna ed eredita tutta l’esperienza e la forza accumulate dagli altri cigni neri.
Ebbene: questo essere è stato creato da Maria in persona dai CADAVERI di Stella e della bambina che portava in grembo.
Il Cigno Nero è, insomma, la reincarnazione unificata della compagna e della figlia messi assieme, creata APPOSITAMENTE per uccidere Strauss il quale, ben consapevole di questo e sempre per il senso di sacrificio ASSOLUTO cui sopra è COSTRETTO a eliminare ancora.
E ancora.
E ancora.
E ancora.
Mentre Lelouch dice addio a Euphemia e a Shirley, quasi impazzendo di dolore per una morte provocata, indirettamente, dai suoi egoistici interessi, Rosa Rossa è vittima delle circostanze e vive nella morte dell’amata, ciclicamente.
Come se, per assurdo, Lelouch avesse 50 fidanzate e ad ogni puntata gliene morisse una.
Immaginatevi… dopo quante si sarebbe fatto di Refrain? Poche… MOLTO poche, a mio avviso.

Non credo, in definitiva, che sia necessario spendere altre parole su cosa sia veramente dramma, sacrificio e dolore.
La sola storia di Rosa Rossa parla per sé e lo fa con un grido lancinante che copre quel poco di luttuoso presente in Code Geass.
Un grido che proviene dall’Abisso.
Quello vero, però.

Postato da Marylain, alle 09 : 49
(permalink) (Angolo Manga, Anime)


9
Un caldo febbraio
17 Jan
2012

L’altra volta mi ero dimenticata di raccontarvi una cosa abbastanza “lol” che mi è capitata al corso di disegno dal vero. Non so perché, ma l’avevo rimossa dalla coscienza.
Una delle allieve, una donna sulla quarantina, aveva espresso il desiderio di fare una pittura “in lungo” da poter appendere, poi, sopra al letto di sua figlia, raffigurante un’immagine onirica – lei ha fatto anche un paio di mostre di arte astratta!
Benché il disegno fosse, in realtà, inventato, quasi tutti i vari elementi che lo componevano erano, in realtà, presi da quadri o da foto.
In pratica si tratta di un paesaggio un po’ deformato, sull’orizzonte il mare e in primo piano, ai lati, due fanciulle che suonano la cetra e una sorta di mandolino, mentre nel bel mezzo della composizione due uccelli in posa dinamica.
Più nello specifico la donna aveva portato diverse foto di uccelli, ma ne aveva scelta una perché era l’unica in cui i due animali non erano fermi.
Il laboratorio è molto grande e io, ci tengo a precisare, sono, rispetto a lei, dall’altra parte, per cui ascoltavo, ma non potevo vedere che cosa stava accadendo.
La donna fa a C.:
“Io userei questa foto perché qui gli uccelli stanno lottando.”
Silenzio.
Non capivo perché non le dicesse nulla in proposito…
“Sì, anche se non so se stanno davvero lottando, sai?”
Il tono era divertito, ma sulle prime non mi era chiaro che cosa ci fosse di tanto spassoso nella foto di due uccelli.
Solo dopo, a fine lezione, dopo quello scambio di battute dai toni così strani, mi avvicino al quadro e, con una scusa, chiedo di vedere le foto di riferimento.
Gli uccelli… herr… COL CAVOLO che stavano lottando. Si stavano intrattenendo in faccende ben più GRADEVOLI!
Non so chi o cosa mi ha trattenuta dal rivelare alla donna cosa stava veramente ritraendo perché lei ancora non lo ha capito… e non sto scherzando!

Quanto al resto, la notizia è già stata ampiamente diffusa da tempo, ma mi sono dimenticata di commentarla.
Praticamente è stato mostrato il cast del film di Gyakuten Saiban, solo che…. hum… a me pare che manchino diversi elementi, sopratutto tra i testimoni. Dato, però, che la memoria fa spesso cilecca, prima di entrare in modalità “criticona” ON, sarà mia cura dare un’occhiata ai casi nel videogioco.
Il cast è, comunque, di tutto rispetto tranne per due elementi: uno è Manfred Von Karma, mentre il secondo è LUI:

Sicuramente sarà un attore di tutto rispetto, ma mi spiegate che cosa c’entra con Dick Gumshoe?!
E’ magrolino, senza barbetta incolta, ma sopratutto… GIOVANE.
Caxxo!
Anche un cieco capisce che, nel gioco, il povero detective Sciattone è un UOMO sulla trentina!
Quanto a Manfred, la faccia ci stava pure, ma nel suo caso il problema è l’opposto: mi pare un po’ troppo in carne, mentre il vero Von Karma sembrava ciucciato dalle streghe.

A parte il film di Gyakuten Saiban e la messa in onda su Rai4 di Madoka Magica che mi rivedrò per farmi tanto male (e per farmi venire un altro attacco di bile acuta), tanto per rimanere in tema di masochismo inconsulto, uscirà non uno, ma DUE titoli dedicati a quella magnificente “perla” che è l’universo insensato di Codice Gesso:
- Nunnaly in the Wonderland (e su questo mi auguro che anche i fan stendano un velo pietoso )
e
- Code Geass Gaiden
Il mio fisico non riuscirà a sopportare il primo titolo, ma il secondo me lo vedrò. Se non ci sono di mezzo Spinzaku e Peluche da Perugia FORSE potrebbe essere DECENTE. Ripeto… FORSE.

Sul lato dei videogiochi, come ho scritto nel post dedicato a Xenoblade… Febbraio sarà BOLLENTE.
In uscita, dei soli titoli che mi interessano sul serio, ci sarà:
- Catherine
- Tales of Graziella Ffuuuu (seriamente: Tales of Graces F)
- The Last Story (che per ragioni mistiche in Europa si intitolerà “The Last World” perché evidentemente la parola “Story” è pedopornografica)
- Final Fantasy XIII-2
Una nota GIGANTE come una casa sull’ultimo titolo, che per altro ho già prenotato: NON lo compro per il gioco di per sé, ma per due ragioni:
1) Deliziarmi la vista con Hope cresciuto
2) Deliziarmi l’udito con la voce del Dio Liam O’Brien che interpreta Caius
Per il resto credo che riuscirò al massimo a prenotare The Last World più che altro per la versione limitata boxata in metallo, ma dovrò attendere per i primi due videogiochi. In particolare, la versione limitata europea di Catherine non mi convince quanto la “The Love is Over” sicché è probabile che mi prenderò la versione standard per Xbox 360 e poi acquisterò la versione NTSC limitata per PS3.
Non so.
Devo ancora pensarci.

Post pieno di elenchi. ZOMG!

Postato da Marylain, alle 08 : 54
(permalink) (Real Life)
Il mio Ego  emoticon


2
Codename Sailor V (1)
16 Jan
2012

Okay, prometto che riprenderò al più presto anche Ubel Blatt, ma nel frattempo devo assolutamente mettermi in pari con Sailor Moon. Vi chiedo, dunque, di portare pazienza un altro pochino.
A parte questo vi dico subito che tra Sailor V e le storie brevi volevo inserire le first impression di due numeri:
- l’ultimo di Full Metal Alchemist che è da una vita a prendere polvere, poveretto;
- il 47 di Glass no Kamen che andrò a prendere in fumetteria questo sabato
Dopo Sailor Moon vedrò di tornare un po’ più sul fantasy, che mi manca molto!

Ammetto la mia ignoranza: a differenza della serie canonica che avevo avuto modo di leggere, se pur a pezzi e bocconi, nelle vecchissime riviste che uscivano quando io ero solo una ragazzina, Sailor V mi era completamente sfuggita nonostante la pubblicazione in Italia della quale ignoravo completamente l’esistenza.
Ho quindi aperto di buon grado questo bel volume gigante, parecchio incentivata dalle recensioni adulanti di molte fan che definivano il prodotto, in un certo qual senso, migliore di Sailor Moon.
Devo dire, però, che le mie aspettative sono state lievemente deluse.
Prima di passare a palla con le considerazioni personali, una breve sintesi sull’opera: questo “gaiden” vede come protagonista Minako, alle prese con le sue primissime missioni in qualità di Sailor Venus, accompagnata da Artemis e guidata da “Boss” (con ogni probabilità Luna stessa). Il suo compito, oltre a quello di sgominare comunissimi criminali (e soffiare il lavoro alla polizia giapponese), è quello di contrastare i piani diabolici della Dark Agency capitanata da Kunzite in persona. Nel corso delle vicende, le strade di alcune Inner Senshi si uniranno in un tocco fugace, ma di grande presa per chi avesse già letto tutta la serie canonica.
A parte la curiosità di vedere che cosa combinava Sailor Venus prima di congiungersi, in qualità di leader, alle altre combattenti, non ho trovato quasi nulla di veramente interessante in questa lettura e, credetemi, mi sono davvero sforzata a pensare il contrario.

Di Minako indubbiamente apprezzo molto la sua presenza di spirito e la sua forza interiore, ma appena si esce da questo seminato e si va a finire sulle relazioni interpersonali l’ammirazione si trasforma in odio.
La protagonista mortifica immediatamente la sua indipendenza caratteriale con questa continua, spasmodica e quasi nauseante ricerca del fidanzato… proprio lei che dovrebbe avere SOLO 13 anni  quando l’aspetto e l’atteggiamento sono quelli di una diciottenne. Sembra quasi di vedere il precursore di quei prodotti per bambine stile Winx, così nocivi a quella femminilità in via di sviluppo.
Se tralasciamo la petulanza di Minako in fatto uomini, sono state molte le occasioni che mi hanno lasciato allibita.
Tanto per cominciare la migliore amica della protagonista, tale Hikaru, sembra uguale identica a Ami e infatti l’ho immediatamente confusa con lei. Sempre Hikaru cambia taglio di capelli con una frequenza che ha dell’impressionante.
La storia, serializzata, ci propina AD OGNI INIZIO DI CAPITOLO, l’introduzione al personaggio principale, alla sua doppia identità e alla strana compagnia del suo gatto parlante.
Leggersi ventordici volte:
“Ciao! Sono Minako Aino, ho tredici anni e in realtà sono Sailor V”
… non è la cosa più gradevole del mondo.
Gran parte della critica, per giustificare la preferenza verso questa mini serie ha dichiarato che qui la Takeuchi prende il suo tempo in quanto gli eventi da narrare sono di molto minori rispetto a quelli di Sailor Moon.
E’ vero che la sostanza è poca, ma è altrettanto vero che il ritmo resta sempre elevato tanto che il senso di caos e di confusione pervade le tavole anche di questo gaiden proponendoci una serie di eventi talmente frenetici da risultare irritanti, come quello in cui, in poche pagine, il capo ispettore di polizia, innamorata di Sailor V, per cercarla prima va alle Hawaii in aereo e poi si dirige in Grecia.
Come al solito, poi, la traduttrice ci mette del suo con la solita punteggiatura errata, insegne localizzate arbitrariamente, frasi per nulla “musicali” come:
“La vergine dea della caccia, dea della luna e sorella del dio del sole Apollo, si chiamava Artemis!”
e termini abbastanza opinabili come:
“I QUADRI sono belli e l’effetto tridimensionale è incredibile.”
In riferimento al videogioco “Luga La Cyber Fighter”.
Con ogni probabilità la parola giusta era “livello di gioco” al quale corrispondeva, un tempo, una data ambientazione.

Tirando le somme, una lettura piuttosto piacevole e di “completamento” all’opera principale, ma che non riesce ad elevarsi né a risolvere le problematiche tipiche dei manga della Takeuchi.

Postato da Marylain, alle 19 : 25
(permalink) (Angolo Manga)


6
Xenoblade 006
13 Jan
2012

Mi sono ricordata, solo all’ultimo momento, che, in realtà, avevo un bel po’ di argomenti da trattare nel post generico tra commenti di alcune news e approfondimenti a caso.
Dato che, comunque, siamo in tema di Jrpg, ci terrei giusto ad accennare una domanda che mi sorge del tutto spontanea:

Perché, dico io, a Febbraio, dopo mesi di calma quasi piatta, esce IL MONDO?!

Io e Serchan dovremo fare i salti mortali per riuscire a prenotare due dei moltissimi titoli in uscita dovendo rimandare tutto il resto.
Ho già in mente una sorta di “piano di marcia”, ma dato che non voglio uscire troppo dal seminato, preferisco rimandare la discussione a martedì.

YouTube Preview Image

Non fate molto caso al fatto che non imbroccavo un danno a catena che fosse uno.  So che è da dementi, ma mi ci è voluto un po’ per capire come funzionasse il sistema.
Quanto alla storia, beh… in questa clip abbiamo IL punto di svolta:
Fiora muore.
Ricordo che, a suo tempo, sono stati versati fiumi di lacrime per lei nei forum tra mille mila commenti in tag spoiler che esprimevano cordoglio e disperazione per la sua dipartita.
Ora… non vorrei risultare eccessivamente cinica, ma a me l’evento non ha fatto né caldo né freddo e non perché Fiora mi stesse antipatica, ci tengo a precisare. Semplicemente sono dell’avviso che 40 minuti di gioco circa sono davvero troppo pochi per potersi affezionare a un personaggio, per quanto carismatico possa essere.
Nello specifico Fiora non si scopre quasi per nulla: di lei sappiamo solo che è la sorella di Dunban, che prepara tramezzini spacciandoli per chissà quale ricercata prelibatezza culinaria e che è una ragazza gioviale e serena. La tipica ragazza gioviale e serena, aggiungerei.
Per quale ragione al mondo, mi chiedo, dovrei disperarmi se ha scelto di fare la kamikaze adosso ad un Mechanis terrificante?!
E per ciò che concerne il Mechanis con il volto… non so se sono smaliziata io o che, ma fin dal primissimo istante in cui ho visto la scena ho capito buona parte di ciò che stava dietro al mistero.
La luce rossa… il fatto che la Monade non funzionasse su di lui...
Uno più uno fa due e mi è giunto spontaneo il pensiero:
“Non sarà che questo Mechanis è in parte umano sicché l’arma non ha effetto su di lui?!”
Così ho riflettuto… così era, a quanto pare.

Postato da Marylain, alle 14 : 00
(permalink) (Xenoblade)


7
Paranormal Armadi
12 Jan
2012

Prima di parlare di armadi paranormali e di altre amenità legate alla mia Real Life (in questo periodo decisamente piattina), ci terrei a scusarmi con Yuffie per lo spam inconsulto sul suo blog, ma davvero… ho seri problemi a commentare.
Per questa ragione ho deciso, in via eccezionale, di rispondere qui.
Innanzi tutto non ti ho proposto di essere hostata da me perché, leggendo che stavi cercando un dominio tuo, ho capito che volevi avere una piattaforma indipendente. Questo lo specifico perché avevo già dato la mia disponibilità sia a Grants che a Presea.
In secondo luogo, è un peccato che l’inglese sia un ostacolo, perché le aziende italiane non è che brillino particolarmente in quanto a professionalità e a stabilità dei server. Non conosco bene l’azienda che hai linkato… sicuramente sarà seria dato i prezzi elevati che propone per lo spazio e l’indirizzo.
Personalmente con la società (nostrana) che teneva il dominio ho veramente chiuso: a parte che dovetti aprire un ticket per permettere a un esperto di smanettare con i record e fare in modo che l’hosting puntasse al dominio… roba che qualsiasi altro servizio di domini stranieri fa fare all’utente in piena autonomia, ma poi i settaggi venivano di continuo sconfigurati e il blog di quando in quando non era raggiungibile.
In ogni caso, per quanto concerne il dominio, come ho detto, è possibile spostarlo quando vuoi tenendo conto, però, che il blog ti andrà un attimo down, ma l’hosting di per sé no. Potrai, però, farti una copia di backup del diario e di tutto quello che hai inserito nello spazio a te concesso. L’operazione di esportazione di WP non è per nulla difficile, ma dovrai comunque reinstallare il layout e far sì che tutte le parti dello stesso puntino sul nuovo hosting.
Insomma: meglio cercare di andare a colpo sicuro.
Per quanto mi riguarda sul mio hosting tengo solo il diario e poche altre cose. Tutte le immagini sono su Flickr, di modo che, se dovessi cambiare servizio, l’impatto sul trasferimento sarebbe minimo.
Tra le altre cose, limitare quanto possibile la mole di file su di un hosting è sempre un bene perché garantisce che tutta la banda venga usata SOLO per visualizzare la pagina garantendo tempi di caricamento minori.

Sempre restando in tema di comunicazione con vari utenti, volevo dire a Nanami-chan che io non ho ricevuto alcuna email. Se per caso lo avessi mandato fammelo sapere che controllo meglio perché anche nello spam non c’era nulla.

Passando a ben altri argomenti, direi che le uniche cose diverse dalla solita routine quotidiana che mi sono capitate in questi giorni sono state:
1) La ripresa del corso di disegno
2) Il fantasma nell’armadio

E a proposito di “arte”, era da tempo che l’avevo nella memoria del mio cellulare, ma non ho mai avuto occasione di mostrarvelo. Questo è, in assoluto, l’annuncio più lol che abbia mai visto attaccato alla bacheca della mia ex-università:

Il modem che fa: “Hi!” e la frase: “Senza loschi individui” sono epici!

Herr… tornando a noi…

1) Okay, direi che queste settimane senza avere a che fare con un cavalletto hanno influito negativamente. Mi si spostava sempre e ho avuto problemi a terminare la seconda scheda che mi era stata assegnata.
Per fortuna non ero la sola ad aver perso l’abitudine… eravamo tutte un po’ fuori, forse complici le feste e sopratutto… GLI ALCOLICI!
In ogni caso sarebbe bello che riorganizzassero una mostra come avevano fatto in passato. Gli studenti erano perfino comparsi su alcuni numeri del giornale locale e hanno lavorato a delle scenografie teatrali tutti assieme.
Vi giuro, sarebbe troppo bello se un giorno la scuola venisse coinvolta ancora in un progetto del genere!

2) Abbiamo rilevato un fantasma nell’armadio dei vestiti – i miei, il che mi fa presupporre che si tratti di un fantasma maschio e anche maniaco perché lo si sente sopra al cassettino dove tengo le mutandine e i reggiseni.
Praticamente, SOLO la notte, quando ci mettiamo a letto, lui compare facendo degli strani ed inquietanti ticchettii nel muro che è tra l’armadio e la cucina. I gatti, durante queste mattine, erano parecchio irrequieti e controllavano, non a caso, proprio il muro dove sono state rilevate queste attività paranormali.
Ho avuto modo di studiare con attenzione il fantasma: oltre a scoprire dove si trova, ho saputo anche che si sveglia e provoca quei rumori solo se apro l’acqua calda. Forse l’acqua calda lo eccita. O forse è morto in una vasca bollente.
Chi lo sa.
Sta di fatto che sia ieri che oggi sono stata costretta a lavarmi, prima di andare a dormire, con l’acqua gelida e lui non si è fatto sentire.

Dovrei vendere il video dell’attività paranormale… magari ci faccio dei soldi.

Postato da Marylain, alle 09 : 57
(permalink) (Real Life)
Il mio Ego  emoticon