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Corso di disegno
14 Oct
2011

Come vi avevo accennato poco tempo addietro, ho iniziato a frequentare un corso comunale di disegno dal vero (e anche di pittura, a onor del vero e di completezza).
L’iniziativa è scaturita da diversi fattori:

1) Il costo è davvero irrisorio: 33€ per un mese o 55€ per due. Una lezione a settimana della durata di 2 ore. Non credo si possa trovare qualcosa di più economico a questo prezzo, sopratutto considerando il fatto che ti forniscono tutti i materiali necessari per disegnare.
2) Sto attraversando un periodo non proprio facile e l’unica panacea a qualsiasi tipo di stress che la natura mi ha concesso è proprio il disegno. Se mi trovo di fronte ad un foglio bianco, per quanto merdosa possa essere una giornata, il mio cervello ha la straordinaria capacità di staccare completamente la spina e di regalarmi qualche attimo di sollievo.
3) Un paio di settimane fa sono rimasta quasi sempre a casa e stavo letteralmente sbroccando. Avevo persino in mente di chiudere il blog da quanto ero giù di morale, ma poi mi sono ricordata di tutti i bellissimi momenti che ho vissuto con voi lettori e sono riuscita a superare la crisi. Resta il fatto che almeno una scadenza, un impegno li DEVO avere. Questo mi consente di rendere meno monotono lo scorrere dei giorni.

In linea teorica il corso consiste in disegno dal vero che può andare dal copiare una brocca a ritrarre un busto.
In linea pratica, però, ho visto che le lezioni sono strutturate in un modo decisamente più consono al mio modo di vedere “arte” e cioé: non c’è un’aula con un insegnante che ti dice come fare una mano o un braccio, ma un laboratorio, anche piuttosto grande, posto all’ultimo piano di un palazzo che ospita pure una scuola di musica (che bello disegnare con i ragazzi che provano qualsiasi tipo di strumento al piano di sotto! ) nel quale la lezione non è una vera e propria lezione.
Entri, ti accomodi, scegli un cavalletto, te lo prepari tu con gli strumenti che ti chiede il docente e poi inizi a disegnare quello che desideri.
In altre parole, se ti interessa concentrarti su determinati “soggetti” puoi farlo perché ciascuno ritrae e si esercita come preferisce, ma sempre con la supervisione dell’insegnante che ti dice dove stai sbagliando, come devi fare per sistemare un disegno, in che cosa devi migliorare, etc etc.
Già dalla prima lezione avevo notato questa impostazione e ho chiesto a C., il docente, di preservarmi da brocche, paesaggi e frutte, ma di farmi fare corpi, corpi e ancora CORPI (anatomia rulez! Sto iniziando seriamente ad adorarla! )
E così è stato, senza, però, disdegnare un po’ di sperimentazione di nuove tecniche.
Ieri, ad esempio, ho provato la colorazione con i gessetti artistici e, a parte le mani lerce a fine lezione, non mi è affatto dispiaciuto l’effetto che questi colori danno alla tela.

E… tra le altre cose, per fortuna la mia “ansia da cavalletto” già al secondo appuntamento è andata scemando: vi sembrerà assurdo per una che ve l’ha menata con il disegno da quando ha iniziato a scrivere sul diario, ma non mi ero MAI avvicinata ad un cavalletto in vita mia, però ammetto che disegnarci è dannatamente comodo perché avere la tavola in perfetto piano verticale ti impedisce di fare alcune cappellate che solitamente facevo con quello reclinato che uso per fare le tavole e le illustrazioni a casa mia.

Per ciò che concerne gli altri studenti… siamo tutte donne e, a parte una ragazza, più o meno coetanea, sono tutte donne di mezza età decisamente molto fini, ma anche educate ed espansive.
E’ vero che da un lato questo mi isola un po’ dal contesto “manga”, ma dall’altro mi consente di concentrarmi solo sulla teoria – che poi è sempre la stessa, sia se fate un corso comunale che un blasonato corso di fumetto.
Per ora ho pagato solo il mese di Ottobre, ma se mi ci dovessi trovare bene (cosa che penso e spero ) mi sa che al prossimo giro faccio l’iscrizione bimestrale che è ancora più economica!

Postato da Marylain, alle 16 : 33
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7
Videorecensioni artbook & guide
13 Oct
2011

Dopo tanto attendere, dopo l’ennesima uscita del corriere (che continua a provarci spudoratamente con me – la scorsa volta mi ha pure lanciato un bacio per aria. Io gli avrei lanciato per aria un coltello, ma va beh ) e dopo aver pagato 9€ per i dazi doganali sono riuscita a spacchettare tutto e a fare una sorta di unboxing poco decente.
Il risultato non è dei migliori, me ne rendo conto, ma sono stata felice di aver fatto qualcosa di diverso che non fosse una videorecensione di Ragnarok Online 2.
Ho ripreso tutto con la mia videocamera… il regalo dei miei per la laurea triennale che ho usato purtroppo pochissimo a causa di una batteria la cui durata è scandalosamente breve (1 ora circa di ripresa… WTF?! ).
Semmai dovessi rifare qualche altro video mi preparerò il giorno prima per montare il cavalletto (anche se tenere in mano la videocamera è sicuramente molto più comodo e versatile se si vogliono fare delle riprese a dei particolari).

Ho pensato di linkare tutte le recensioni fatte tramite la cover di ciò che ho effettivamente recensito. Tenete presente che sia l’artbook di Xenoblade che quello di Akira Caskabe hanno una recensione divisa in due parti.

Fatemi sapere se le recensioni vi sono piaciute - tenendo presente che, trattandosi di un unboxing era tutto ovviamente improvvisato – altrimenti sarebbe diventata una videorecensione a freddo come quelle che ho già fatto in passato.


(Seconda parte relativa ai sondaggi inseriti nell’artbook e considerazioni finali su entrambi i prodotti)


(Seconda parte – a dirla tutta più lunga della prima, ma ho tagliato il video a metà in modo del tutto casuale)

 

Postato da Marylain, alle 14 : 22
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1
Wish 3
12 Oct
2011

- FRONT


- SAMPLE


- BACK


Titolo: Wish 3
N° Pag: 12 + 2 speciali
Formato: B4
Caratteri: Scritti
Genere: Gag / Drama
Provenienza: Tales of Destiny
Personaggi: Lion / Stahn

Pubblicato l’1 Luglio del 2001 da Kogetsubou, “Wish 3″ si presenta come una storia unica che prosegue nel volume 4 e forma una serie di fanzine. Gli eventi riprendono esattamente al punto in cui erano stati lasciati: dopo aver scoperto la natura demoniaca dell’insolito compagno, Lion e Stahn lo affrontano insieme. Dopo una cruenta battaglia i due credono di averlo sconfitto salvo poi trovare l’avversario ancora in piedi e perfettamente in grado di combattere ancora. Il doujinshi si chiude proprio nel momento in cui la creatura sta per sferrare il suo colpo decisivo; per qualche strana ragione egli non riesce ad usare la devastante tecnica ed inizia irrimediabilmente ad impazzire. Il problema dei baloon giganti segnalati nel secondo volume sono stati parzialmente risolti anche se non è ravvisabile un miglioramento artistico da parte dell’autore (nonostante sia passato un anno dalla precedente pubblicazione). L’uso dei retini è decisamente limitato, ma nel complesso gradevole, gli sfondi qui sono, invece, quasi del tutto assenti. Notevoli problemi anche nelle scene di combattimento che risultano essere troppo rigide e confusionarie. Dal punto di vista tecnico “Wish 3″ si assesta su livelli medio-alti. La cover è realizzata con un cartoncino ruvidissimo e dalla consistenza molto particolare, mentre la carta usata per le pagine interne è liscia e bianca.

Postato da Marylain, alle 10 : 41
(permalink) (Doujinshi Database, Tales of Destiny)


0
[Frozendale] Pandora Hearts ep 15 – Chi ha ucciso la povera Alice?
11 Oct
2011

…continua

Postato da Marylain, alle 10 : 17
(permalink) (Anime, Pandora Hearts)


4
Viaggio in Inghilterra (seconda parte)
10 Oct
2011

Continuo con il mio resoconto di Londra.
Come ho già scritto in precedenza, mi focalizzerò unicamente su ciò che abbiamo visto senza dilungarmi troppo nei famigerati “cavoli miei” che penso interessino il giusto.

HMS Belfast: Sempre per sfruttare il nostro London Pass, io e Serchan siamo entrati nell’incrociatore britannico che distava molto poco dal Tower Bridge. Non capendo assolutamente NULLA di certe cose, ho accettato di entrarvi più che altro per lui, ma devo dire che alla fine sono rimasta particolarmente colpita anche io. Innanzi tutto l’incrociatore non è un mausoleo abbandonato. Dentro ci sono un sacco di statue di cera messe per aiutare i visitatori a capire come si svolgeva la vita sulla nave da guerra. I telefoni funzionavano e si sentivano le comunicazioni dei capitani, la radio era accesa e anche alcune strumentazioni. Un’altra cosa particolarmente attraente di dell’HMS Belfast è che… praticamente te lo fanno visitare tutto. E quando dico tutto è… TUTTO.
Io e Serchan avremmo passato un paio d’ore a salire e a scendere in tutti i vani, compreso quello dei motori che era parecchio in basso. Gli scalini erano qualcosa di… eccezionale. Mi ci è voluto un attimo per capire come si scendesse, poi mi sono ricordata come facevano nei film ed è andata meglio.
Può non essere l’attrazione principale di Londra, ma considerate che i londinesi sono fissati con i musei di guerra… la loro è quasi una tradizione.

British Museum: Se a Parigi i Louvre costava una decina di euro (una miseria, se pensate le meraviglie che ci sono dentro), a Londra i musei più imponenti sono addirittura… gratis. Ripeto: GRATIS. L’unico costo deriva dalla mappa (che comunque viene poco meno di un pound) ed eventualmente di vari altri accessori. I soldi che risparmiate del biglietto potreste usarli per mangiare lì o per comprare dei souvenir.
Tonikaku. Il museo si trova in una zona piuttosto residenziale caratterizzata dalla mancanza quasi totale di locali nelle immediate vicinanze. Questo vi costringerà o a comprarvi il pranzo al sacco prima e papparvelo fuori nel pratone o a pranzare direttamente lì. Il take away serve solo panini e roba simile, mentre il ristorante è qualcosa di sublime ed elegante. I prezzi, però, non sono pompatissimi come, invece, ci si aspetterebbe.
Non appena entrati troverete un banco con le mappe e le audioguide e delle cassette dove potrete inserire in forma del tutto LIBERA qualsiasi offerta in pound voi vogliate fare.
Io e Serchan lo abbiamo fatto perché se lo meritano.
Il museo, infatti, è magnifico: c’è una sezione coreana e giapponese che è qualcosa di semplicemente divino. In alcuni locali le luci erano, forse, un po’ troppo basse, ma nulla che potesse precludere il fascino del posto.

London Eye: Se da noi l’Enel al massimo ti rompe le balle perché non hai pagato la bolletta, a Londra la EDF Energy, per dimostrare la propria magnificenza ha patrocinato la realizzazione di un’attrattiva che ha del meraviglioso… il London Eye. Si tratta, per quei pochi che non lo sapessero, di una gigantesca ruota panoramica le cui cabine hanno una capienza di circa 15-20 persone e che continua a girare quasi ininterrottamente. La foto che ho scattato ritrae la vista che si gode dalla cima dell’Occhio di Londra.
L’unico inghippo è la gigantesca coda che vi dovrete sorbire sia per acquistare il biglietto (non coperto dal London Pass e sfortunatamente anche abbastanza caro) sia per salire effettivamente dentro.
In compenso ogni cabina è refrigerata, anche se con un metodo un po’ spartano, ed inoltre il “tour” dura la bellezza di 30 minuti circa. Io non ci volevo credere, ma effettivamente è proprio così! Avrete, dunque, tutto il tempo materiale per fare foto, riprese e anche per riposarvi sulla panchina.

The Globe: Ovvero il teatro ricostruito di Shakespeare e anche quello dove hanno girato il film.
Non so se è per via del fatto che si trattava dell’UNICO posto in cui entravo con un minimo di cultura alle spalle, ma penso sia stata l’attrattiva in assoluto più interessante di tutto il mio viaggio nella capitale anglosassone.
Il biglietto è coperto dal London Pass e incluso nel prezzo potrete prendere anche l’audioguida e fare un tour con una guida in carne ed ossa dentro al The Globe!
La prima parte è solo un museo con dentro dei modellini e degli abiti di scena usati in quel periodo. Se, però, avrete l’accortezza di attendere il tour guidato… vedrete che non ve ne pentirete!
La nostra guida era bravissima e parlava un inglese così pulito che persino Serchan ha capito tutto quello che diceva!
Spiegava tutto con grandissima passione e coinvolgimento, ha spiegato al gruppo ogni singola particolarità del The Globe e persino la situazione socio-politica di quel periodo, senza scadere, però, in noiose enumerazioni di eventi. Il tour dura circa 20 minuti. Il coinvolgimento è stato tale che per me sono sembrati solo 2.

Postato da Marylain, alle 09 : 29
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1
Xenoblade 004
07 Oct
2011

Forse a causa del link presente nel testo, ma il commento di Devib è finito, inspiegabilmente, nella lista degli interventi che richiedono la mia approvazione per essere pubblicati. Ho rimediato stamani mattina stessa.
Inoltre, sempre restando in tema di Xenoblade, oggi il pacco con dentro guida e artbook (più quello di Akira Caskabe) è partito dall’hub di Bologna a… QUI.
Mi sa tanto, quindi, che se sono fortunata, me lo vedrò recapitare lunedì stesso e io sarò lì pronta con la telecamera a fare una bella recensione!

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Unici due appunti per quanto riguarda il video.
1) Facevo davvero pena in battaglia all’inizio. Praticamente non avevo capito come premere “b” al momento giusto e infatti questo difetto me lo porterò dietro fino alla colonia 6 quando mi sono rispulciata le istruzioni presenti nei menu e ho scoperto le modalità di utilizzo di questa funzione.
2) Mi dispiace aver lasciato, verso la fine, il menu di salvataggio del gioco. Questo mi deve ricordare di guardare tutta la clip in fase di editing prima di encodarla e upparla su Youtube.
Per il resto cercherò di terminare Eternal Sonata quanto prima, forse anche dal prossimo video.

Postato da Marylain, alle 09 : 23
(permalink) (Xenoblade)


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Inghilterra e ultime nuove
06 Oct
2011

Questi ultimi giorni sono stati lievemente più “pieni” rispetto a quelli precedenti e, cosa più incredibile, si prospettano settimane con impegni (roba che non mi accadeva dai tempi dell’università!) di vario genere.
Tra ieri ed oggi sono andata dal veterinario a portare Loki e Cloe per il vaccino. Avrei voluto fare un post sulla loro “avventura”, ma volevo accompagnarlo con delle foto decenti che però non ho avuto molta voglia di cercare e sistemare.
Oltre a questo mi è venuta voglia di provare un corso di disegno dal vero. Lo avevo adocchiato già un anno fa e ne parlai qui sul blog, ma allora ero ancora incasinata con l’università e finii con il non chiamare. A questo giro, però, ho deciso di farmi avanti e dato il costo irrisorio di 33€ al mese, ho deciso di provarlo almeno questo Ottobre.
Mi sa tanto che accorperò questi due argomenti la prossima volta, ma nel frattempo qualcosa mi dice che mi dedicherò a un post che ho rimandato per troppo tempo: la mia vacanza a Londra.
Onde evitare di annoiarvi con i tipici “caxxi miei”, ho pensato di ridurre al minimo le informazioni inutili e cercare di recensire tutte le “attrazioni” che io e Serchan abbiamo provato.

Londra in generale: Sia il primo giorno che l’ultimo, abbiamo vissuto la città prevalentemente dall’esterno girando per le vie più famose e per i dintorni di esse (mi sto riferendo a Regent Street e Oxford Street). Il nostro albergo era molto ben posizionato e non abbiamo avuto molti problemi a raggiungere l’ufficio del turismo vicino a Piccadilly Circus.
Lì il cambio è umano e non ci sono costi di commissione, inoltre potete fare tutti gli abbonamenti che volete, sia di metro che il London Pass tenendo, però, presente che per i turisti le metropolitane sono off limits fino alle 9:30 del mattino per consentire ai lavoratori di circolare senza particolari disagi.
I mezzi di trasporto, anche con abbonamento, sono decisamente MOLTO costosi, ma sono dannatamente puntuali ed efficienti. Ricordo che una volta siamo rimasti bloccati ad una fermata della metro e in quei 5 minuti messi in croce il conducente (o chi per esso) dallo speaker continuava a scusarsi e ad aggiornare i passeggeri della situazione.
Per il cibo NON è vero che in Inghilterra si mangia male. Se devo essere onesta abbiamo mangiato molto meglio a Londra che a Parigi nei finti ristoranti italiani che avevano monopolizzato violentemente tutta quanta la zona. Abbiamo evitato come la peste i famosi Fish&Chips, ma ci siamo buttati sulla carne che, anche se parecchio cotta, era sempre di ottima qualità.
Per il resto a Londra ci sono tanti di quei negozi e locali che davvero… avreste l’imbarazzo della scelta – noi, però, alle 22:00 circa eravamo cotti e ci buttavamo a letto a dormire.

Hyde Park: Dal momento che eravamo proprio davanti al parco, lo abbiamo visitato sia il primo che l’ultimo giorno.
Posso solo dire che è ENORME, pieno di verde, acqua, alberi e scoiattoli!
Tutto è tenuto in ordine in maniera maniacale e quando ci entri ti sembra di essere uscito fuori dalla capitale.
Infondo Hyde Park è stata la prima cosa che ho ammirato con attenzione veramente a Londra (siamo andati anche al museo del parco – ovviamente gratis – che ospitava una mostra di Pistoletto!) ed è stata l’ultima che ho salutato con un po’ di malinconia.
Entrambi i giorni erano sereni e relativamente caldi – e considerate che giù in Italia in quei giorni si schiantava dall’afa.

Tower Bridge: Grazie al London Pass, fatto per un solo giorno, siamo potuti entrare senza fare fila, dentro al ponte più famoso di Londra.
Si trattava di un museo di concezione piuttosto classica che mostrava i vecchi motori che consentivano di azionare il ponte un tempo ancora perfettamente oliati e in funzione. Il fatto che non capissi un’H di meccanica, però, di certo non ha giovato al mio intrattentimento, ma mi sono deliziata lo stesso con una improvvisata mostra di giochi vittoriani esposta proprio sul ponticello che congiunge una torre con l’altra. Accanto ai giochi anche una larga esposizione di foto dei ponti più famosi del mondo tra i quali c’era anche Ponte Vecchio di Firenze.

Seconda e (spero) ultima parte al prossimo post!

Postato da Marylain, alle 14 : 44
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7
Continuano i dubbi
05 Oct
2011

In questo post ho deciso di rompervi ancora le scatole con la mia Real Life e, contemporaneamente, rispondere a tutti i commenti che mi sono sfuggiti (e purtroppo sono tanti, il che mi fa seriamente pensare di essere diventata distratta).
Non credo che sarà una lettura molto lunga, ma tanto meglio. Spero di riuscire ad avere quella verve per potervi intrattenere al più presto con le mie solite cavolate di un tempo – del tipo… potrei dirvi che mi sarei anche un po’ rotta le balle del Luna Park alle Tagliate a Lucca. Se non lo spostano in tempo per la fiera non oso immaginare il casino IMMONDO che ne deriverà.

A parte mandare CV a manetta e cercare di tirarmi un po’ su di morale, in questi ultimi giorni ho ricevuto un paio di inviti:
- Career Day
Organizzata dalla mia università, si svolge in due fasi: la riunione preparatoria (?!!) alle 17:00 del 19 Ottobre e poi l’incontro vero e proprio il 28 (in questa data presenzieranno SOLO i neolaureati della facoltà di lettere e filosofia che, ricordo per la simpatica impiegata dell’ufficio interinale con cui ho fatto il colloquio, fa parte del campo umanistico ).
- Campus Mentis
Ora.
In realtà non è che mi è piovuto l’invito dal cielo… praticamente sono andata nel loro sito e ho fatto richiesta. Mi hanno poi ricontattata chiedendomi di effettuare due test, uno psico-attitudinale e uno di conoscenza di lingua inglese. Il primo l’ho letteralmente scaxxato perché ho saltato delle risposte a causa della pessima comunicazione tra il mio provider e i loro server. Il secondo conteneva delle domande di una facilità mostruosa – o forse, a furia di fare simulazione di test per il TFA mi sono un po’ fatta il callo, chi lo sa. -.
Il giorno successivo ai test mi rispondono dicendomi che sono stata selezionata, il che mi dovrebbe teoricamente fa piacere perché le selezioni, a quanto sembra, sono molto rigide e vincolanti.
Peccato che abbia seriamente intenzione di rinunciarci a priori e questo per una serie di ragioni:
1) Se vado lì non posso presenziare alla riunione preparatoria del Career Day
2) Nell’invito mi si chiedeva di portare la mia attrezzatura sportiva dando per scontato non solo che io ne abbia una (e io non ce l’ho! ), ma che abbia voglia di fare sport assieme a degli sconosciuti. Questa cosa delle attività extra nei campus o nei corsi mi è sempre stata ampiamente sulle balle. Già denunciai la cosa quando parlai dei campus manga che ti obbligavano a svegliarti alle 5:00 (che manco al militare, lol!) e a fare arti marziali e teatro. Io adoro il teatro (un po’ meno le arti marziali), ho fatto un anno quando ero alle medie e ricordo ancora quel periodo come un’esperienza BELLISSIMA di un fascino senza fine. Ma un conto è voler andare ad una scuola di teatro perché lo vuoi tu, un altro è andare ad un campus a disegnare e poi essere costretti a fare tutt’altro. E qui vale la stessa cosa. Io sono lì solo per cercare un lavoro, non per giocare a tennis.
3) Il campus è tutto all’interno di un albergo. Dato che vitto e alloggio sono a carico dell’organizzazione, oggi scopro, tramite un blog, che praticamente ti sbattono a gruppi di 2-3-4 persone. Io non ho nulla da nascondere, ma non ho la benché minima intenzione di dividere la mia stanza con qualcuno, anche se questo qualcuno è un altro brillante neo laureato come me.
4) Il campus, con orgoglio, dice che il 70% di chi ha partecipato dopo poco trova lavoro. Peccato che il 30% è il tasso di disoccupazione attuale nazionale, quindi diciamo che ho le stesse possibilità di trovare un lavoro sia se vado sia se rimango a casa mia. Inoltre, leggendo i risultati delle ricerche effettuate per l’anno precedente, mi ha fatto ridere il fatto che l’azienda con la quale i poveri brillanti neolaureati si è maggiormente messa in contatto è stata… MC DONALD! Massì. Distribuire panini è il massimo dopo aver fatto 5 anni di università.
Posso sempre provare a telefonare, ma quei pochi commenti che ho letto in giro, erano tutto meno che edificanti e la distanza gioca un altro fattore di rischio.

Passando di palo in frasca, come già accennato in precedenza, vorrei rispondere a tutti i commenti che mi sono persa (vado in ordine sparso, partendo dal post dell’Hard Rock).

Cely: Mi piacerebbe sapere qual’è il passo importante che hai compiuto. Non so se abbiamo la fortuna, io, te e Zory, di beccarci in chat tutte assieme su FB, per cui, se ti va, potremmo parlarne via mail o via messaggi privati sempre su FB. Io se avessi avuto dei soldi mi sarei già messa in proprio. Ultimamente sogno di aprire una fumetteria con la mia best friend, pensa te!
Zory: Il capitolo 0 mi servirà anche per vedere fino a che punto è necessario curare i particolari di soggetti sullo sfondo o in secondo piano. Detestando il formato “occidentale”, ho pensato di usare un formato più piccolo, ma lievemente più grande di quello usato per i tankobon giapponesi e, dunque, ne ho scelto uno in particolare tra quelli messi a disposizione da Lulu. Laddove possibile sto automatizzando il tutto, i retini ormai li metterà Serchan (detesto i lavori meccanici e ripetitivi), mentre io inchiostro e pongo le ombre che saranno poi riempite con, appunto, i retini. Il lavoro di squadra c’è, ma il tempo è quello che è.
Per ciò che concerne i tuoi di disegni, sono un po’ ad un un punto morto anche io, quindi non ti preoccupare. Pensiamo entrambe a passare incolumi questo periodo di grandissima e concediamoci entrambe dei bei disegni. Degni di essere ricordati e conservati.
Pixel: Anche l’estero non garantisce lavoro. Se proprio dovessi uscire dall’Italia le uniche nazioni dell’UE dove mi piacerebbe stare sono la Svizzera (per la vicinanza e… hum… cof cof… perché così forse riuscirei ad andare ad un concerto dei Lunatica ) e la Francia.
Nekovale: Premetto che questo te lo sto dicendo seriamente… mi commuove davvero tanto e mi da una forza che nemmeno te la immagini, il fatto che, a distanza di tempo, tu ti interessi a questo progetto. Non ti aspettare chissà che capolavoro, specie a livello artistico, sono poco più che una dilettante. E siccome, appunto, mi rendo conto che non disegno in maniera eccelsa (anzi…), ho deciso di impegnarmi sulla sceneggiatura cercando di renderla il più solida possibile. Purtroppo il capitolo 0 conserva un 70% delle vecchie (e stupidissime) scelte narrative che avevo fatto quindi gran parte di quello che c’è dentro… è una colossale caxxata a livello di storia.
Tristano: Hai poi risolto con tutti quei problemi?
Devib: Che bello… hai notato il mazzo che mi sono fatta prima di procedere con il gioco!
Comunque sia lo sapevi che hanno indetto un contest su Youtube: chi fa il miglior Let’s Play di Xenoblade avrà in regalo Pandora e The Last Story alla loro uscita? Sarei quasi tentata, pensa te!
E infine… ho sentito la voce inglese di Riky. Mamma mia! E’ orripilante rispetto a quella kawaii-puccettosa nipponica. Peccato perché le altre voci non erano poic così male…

Altro post chilometrico e senza alcuna immagine…

Postato da Marylain, alle 09 : 23
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1
Wish 2
04 Oct
2011

- FRONT


- SAMPLE

- BACK


Titolo: Wish 2
N° Pag: 12 + 2 speciali
Formato: B4
Caratteri: Scritti
Genere: Gag / Drama
Provenienza: Tales of Destiny
Personaggi: Lion / Stahn

Pubblicato il 12 Agosto del 2000 da Kogetsubou, “Wish 2″ si presenta come una storia unica che prosegue nel volume 3 e forma una trilogia. Forse a causa del fatto che i tre doujinshi sono ampiamente collegati tra loro, la lettura della primissima parte di questo albo risulta essere decisamente confusionaria complice, tra le altre cose, anche i baloon giganti che coprono buona parte dei disegni e le tavole che si accavallano tra di loro. Il tratto è comunque piuttosto pulito, anche se a tratti lievemente incerto. L’autore si cimenta anche negli sfondi, piuttosto ben curati, e anche in un paio di scene di combattimento, rudimentali, ma tutto sommato funzionali. I retini sono presenti e sono applicati con un buon rigore, mentre il lettering è scritto in maniera molto chiara. Il volume, in realtà, pare essere stato “costruito” a regola d’arte solo per far combattere Lion e Stahn contro una delle creatura del gioco lasciando il lettore con il fiato sospeso proprio sul vivo della battaglia. Dal punto di vista tecnico “Wish 2″ si assesta su livelli medio-alti: la cover, sebbene sia stata realizzata con il solito cartoncino, ha un effetto “marmoreo” molto interessante. Le pagine interne sono lisce e dotate di una certa consistenza.

Postato da Marylain, alle 07 : 59
(permalink) (Doujinshi Database, Tales of Destiny)


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Xenoblade 003
01 Oct
2011

Onde evitare di postare ogni morte di papa, vorrei aprire ottobre con l’intenzione di tornare ad essete più regolare nella scrittura e sopratutto nella lettura dei vostri commenti.
Per questa ragione ho deciso di uppare la terza clip di Xenoblade di sabato.
Dal canto mio, ormai sono quasi a 90 ore di gioco, comprese tutte quelle che ho speso per fare le quest, collezionare oggetti e aumentare l’affinità nel gruppo.
Vi consiglio, se non lo avete già fatto, di guardare i video settando la risoluzione del player di Youtube a 720p. In questo modo, anche se il formato è in 4:3 dovreste potervi godere di più la qualità dell’immagine. Sto cercando di vedere se è possibile cambiare il formato senza schiacciare l’immagine originale, ma per ora i risultati non sono dei migliori.

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Allora… soprassediamo su “W”, quel cretino con i baffi all’insù che non l’ho mai sopportato, in questa clip facciamo la conoscenza della sorella di Dunban, tale Fiora.
Che ve ne pare al primo impatto?
Personalmente io ero troppo concentrata a guardare Dunban per accorgermi di quello che diceva/faceva.
Come  ho scritto sul forum, inoltre, ho apprezzato molto la “crudeltà” con la quale viene trattata la guerra in Xenoblade: lo stesso Dunban, l’eroe della colonia, ci rimette l’uso del braccio e non c’è cura che lo possa far tornare quello di un tempo. Per ciò concerne Fiora, ricordo che quando vidi la parte finale (quando lei va a portare da mangiare a Shulk) mi dissi:
“Cavoli! Deve essere molto impegnativo preparare un toast!”

Postato da Marylain, alle 10 : 45
(permalink) (Xenoblade)