Ultimi commentiDesktop
~ Marylain ~
~ Serchan ~
|
|
|
|
|
|
Dato che non l’ho fatto per Natale, lo faccio almeno per Capodanno.
Volevo corredare il post del tipico disegno fanart commemorativo, ma anche se non sono riuscita a trovare niente “a tema”, ho pensato egualmente di salutare il 2011 con questa immagine:

Spero possiate trascorrere un felicissimo Capodanno e mi auguro che il 2012 rallenti un po’ la morsa rendendo i problemi, che inevitabilmente si contrapporranno, un po’ più facili da risolvere.
Da parte mia spero che il 2012 migliori un po’ i rapporti con mia madre e colgo l’occasione per ringraziare Grants, Nekovale e Zaffo per i loro commenti di sostegno (vi risponderò… il prossimo anno! ).
Mi auguro anche di poter realizzare qualcosa di più concreto, di approfondire i rapporti con le compagne di corso di disegno, di migliorare, di acquisire nuove tecniche, di farmi nuovi amici, di ritrovare vecchi lettori che non sentivo da tempo, di coltivare nuovi interessi, ma sempre creativi e in linea con la mia personalità.
Assieme alle speranze, un po’ di buoni (e nuovi!) propositi:
- Finire le commissioni che ho in ballo da (troppo) tempo.
In particolare su questo punto voglio essere perentoria. Entro e non oltre il 15 Gennaio devo assolutamente avere pronte le plastificazioni dei disegni della mia best friend e di Nekovale. Non credo riuscirò mai a fare il famoso Ascot (da brava pedomary ho scoperto di essere capace solo di disegnarlo bambino ), ma mi impegnerò a finire l’illustrazione con i protagonisti maschili della storia di Zorina, appena finita la fase stron*a che mi vede disegnare solo villain e scene crudeli. 
- Accettare nuove commissioni
Sperando di terminarle in tempi umani, ma senza l’università di mezzo non dovrebbe essere più tanto complicato.
- Terminare l’autopubblicazione
Anche su questo punto sono stata molto perentoria. A parte la fase di testing su RO2, gran parte del mio tempo libero rotea attorno a questo progetto. Tra le altre cose, strettamente connesso ad esso c’è anche un altro progetto a cui tengo davvero tantissimo. Il 2012 non potrà terminare se prima non avrò in mano il mio volume!
- Cercare di rimanere in contatto con tutti voi senza perdere nessuno per strada
Mi riferisco, in particolar modo, a Tristano e alla possibilità che rimanga senza internet. Più in generale, pur capendo che la vita non rotea attorno ad un blog (e ci mancherebbe altro! ), mi dispiace sempre perdere i contatti con qualcuno.
Per chiudere in bellezza il 2011 Serchan ha già preparato i video FINALI di Valkyrie Profile.
Pur non riuscendo a postarli oggi, lo farà non appena pronti, così coglierà l’occasione anche lui di augurarvi buon anno. 
Per quanto riguarda me, invece, ho in cantiere alcuni post, alcuni caxxeggianti, altri seri e, naturalmente, la recensione di Ragnarok Online 2. In particolar modo, ci terrei a tranquillizzare i ragazzi del forum di RO2 qualora dovessi fare dei ritardi nell’upload dei video: ho già registrato 1/3 di quello che volevo dire e il resto lo terminerò in questa settimana. Le tempistiche potrebbero essere un po’ più lunghe delle altre volte perché non sarò sola in casa e devo trovare un paio d’orette per concludere il progetto senza che Serchan mi giri attorno facendo facepalm – il che è molto demotivational – 
Happy New Year, everyone!
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
- FRONT

- SAMPLE

- BACK

Titolo: Wonder Destiny
N° Pag: 8
Formato: B4
Caratteri: Stampati
Genere: Gag
Provenienza: Tales of Destiny 2
Personaggi: All Cast
Pubblicato l’1 Giugno 2003 dal circolo Yapoosneo, “Wonder Destiny” si divide in due tronconi. Il primo, curato da Torikawa, vede due One Shot. In uno Harold vorrebbe fare degli esperimenti sui suoi compagni, mentre nell’altro Dymlos scopre la vera natura sadomaso di Atwight che si diverte a torturare tutti i suoi compagni, persino il povero Clemente. Il secondo, curato da Suoh Tsukasa, è una fanfic senza illustrazioni. Il tratto di Torikawa è tutto sommato molto gradevole oltre che abbastanza maturo e netto. Buono l’uso dei retini, fondali quasi del tutto assenti. Per questa ragione è un peccato, specie in considerazione dell’ottima copertina, che questo doujinshi sia così poco sostanzioso. Curiosamente, la cover è stata realizzata su carta normale e tutte le pagine “rilegate” da delle semplici spille da spillatrice da ufficio: forse la ragione sta nel fatto che “Wonder Destiny” era destinato più che altro alla promozione del circolo che alla vendita vera e propria.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Quest’anno, a Natale, sono venuti i miei “suoceri”.
Pur non riuscendo a resistere a pranzi multiparentelari, mi ha fatto davvero molto piacere averli qui con noi, non fosse altro perché i doni da distribuire erano di più, l’albero era in buona compagnia e il clima tutto sommato più sereno e con un certo alone di novità. 
Inutile dire che l’abbuffata c’è stata, ma a differenza delle scorse “edizioni”, mia madre si è trattenuta davvero moltissimo alla Vigilia tanto che non ho nemmeno fatto foto.
Essendo ancora in dubbio su cosa farmi regalare da Serchan, vi posso dire quello che ho ricevuto da tutti gli altri componenti della famiglia:
Da parte dei miei genitori: I primi tre volumi del romanzo originale di Spice and Wolf (versione inglese) più del denaro. Purtroppo, però, a causa di un errore nell’ordine, il terzo volume non era il libro, ma il fumetto. Non ho detto nulla ai miei per non farli arrabbiare proprio quel giorno. Mi dispiace molto perché volevo leggere, nel terzo, come si evolvevano le vicende di Lawrence e Holo. 
Da parte dei genitori di Serchan: Teiera giapponese con due bicchierini e un paio di pantofole a forma di gatto.
Da parte del fratello di Serchan e consorte: Una fontanina da casa. In particolare questo dono ci ha fatto davvero molto piacere sia perché ne volevamo una, sia perché le luci dentro la fontana si intonano benissimo alla parete della cucina e infatti l’abbiamo immediatamente posizionata lì! 

La sera di Natale mia madre ha iniziato ad accusare i tipici sintomi del raffreddore e si pensava fosse effettivamente quello, poi, però, a una visita del medico è uscito fuori che aveva già da una settimana una bronchite trascurata che rischia di diventare polmonite se non viene immediatamente curata.
Sfortunatamente, a parte la giornata gradevole natalizia, i giorni successivi non sono stati poi questa gran cosa.
Il 26 mattina abbiamo salutato i genitori di Serchan che si erano fermati ad aiutarci con la tapparella rotta (questa casa è maledetta! Ormai so che ci abita un “demone delle serrande” ).
Il resto della giornata, a parte le quattro ore di testing su RO2, è stata all’insegna del caxxeggio totale; probabilmente volevamo ancora cullarci nell’ozio e nel piacere.

Il 27, invece, di nuovo nuvole oscure all’orizzonte: telefonata di mia madre nel pomeriggio. Lei è ancora rappresa, un po’ rintontita dallo stato infiammatorio. Non so se è stato per effetto dei medicinali, ma… vi giuro… era del tutto intrattabile.
L’argomento è sempre il solito e non mi va di ripeterlo; più in particolare questa volta la discussione è andata a finire sul lavoro in nero. Per lei era giusto anche accettare un lavoro in nero andandoci persino a rimettere (cioè, in sostanza, dovevo pagare io per “lavorare”) pur di far qualcosa. Personalmente non sono una bacchettona, se si tratta di un lavoretto poco impegnativo, sporadico o da fare a casa sono la prima che si butta, ma in tutta frranchezza trovo ridicolo equiparare l’impegno occasionale a un progetto di vita. Sono ancora impresse nella mia memoria tutte le vittime morte su un posto di lavoro che non li riconosceva. A far presente questi semplici opinioni mi sono sentita chiamare “povera idealista”, che con il tono usato mi sembrava più un “povera fallita”.
Se fallito significa essere coerenti con sé stessi, allora felice di esserlo.

Sto davvero iniziando ad essere stanca di questa situazione.
Non so cosa sia cambiato… forse io, forse lei, forse le circostanze che ci vedono separate in due abitazioni diverse, senza che l’una sappia cosa fa l’altra, resta il fatto che il rapporto con mia madre non è più quello di un tempo.
Trovo difficile persino parlare con lei perché tutte le volte che ho cercato un dialogo diverso dal: “Ho fatto questo…” e “I gatti hanno fatto questo”, mi pareva che a lei non interessasse minimamente così ho lasciato cadere.
A volte mi sento terribilmente “sbolognata”.
“Ormai sono affari tuoi e di Serchan.”
E’ diventato questo il motivetto imperante da quando ho iniziato la convivenza con lui in un quadro del tutto inusuale e anomalo.
All’inizio sono andata qualche volta a trovare i miei, ma il favore è solo stato sporadicamente ricambiato e solo in condizioni di degenza (malattia e, per ultimo, l’incidente).
Per questo mi sento davvero spaesata, senza un punto di riferimento fisso, sballotata e considerata alla stregua di una persona demente incapace di trarre profondità dalle cose, per nulla interessante, quasi invisibile, vista solo in funzione di ciò che può produrre. Una macchina che non essendo ancora in funzione è inutile.
Questa mi sento io percepita in lei nonostante i suoi “ti voglio bene”.
E per il resto, solo vuoto.
Recuperiamo il tempo perduto…
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Sì lo so… non ho fatto un post per gli auguri di Natale, ma prometto che farò qualcosa per l’anno nuovo.
Mi dispiace molto ridurmi a questo, ma credo che approfitterò dell’articolo su Sailor Moon per salutarvi, assicurandovi di scrivere del 25 domani stesso, con una breve, ma intensa, carrellata di foto che ho scattato poco prima di abbuffarmi. 
Bando alle ciance, dunque:
  AUGURONI DI TUTTO CUORE A TUTTI VOI!!!   
Il più grande regalo per me è avervi qui accanto… è leggere i vostri commenti… è sapere che ci siete. 

E ha così inizio la quinta ed ultima serie già sapientemente introdotta al termine della quarta quando si accennava che in ciascuno di noi si cela un astro.
Anche in questo caso, sebbene i ritmi siano sempre serrati, la Takeuchi si ferma a spiegare tutto il processo in maniera minuziosa e comprensibile: tutti gli esseri viventi, a quanto ho capito, possiedono uno Star Seed, ma solo alcuni esseri hanno dentro di sé uno Sailor Crystal. Il Sailor Crystal non è, però, un artefatto diverso dallo Star Seed, ma ne rappresenta la sua naturale evoluzione.
La ragione di questa differenza sta nel fatto che i Sailor Crystal sono strettamente correlati a determinati pianeti, quasi come se il pianeta stesso fosse l’anima dell’essere che ne prende “possesso” – anche se, a voler essere pignoli, si dovrebbe dire l’esatto contrario. 
In tutto questo appare chiaro come il corpo fisico sia, in realtà, solo un contenitore… un mero contenitore che ingloba la vera essenza di una guerriera Sailor.
Già, perché ormai dovrebbe essere chiaro che la guerreriera Sailor è il pianeta.
E così, anche se nel corso del volume 11 le varie finte guerriere finiscono con il privare le Inner Senshi del loro Sailor Crystal, Sailor Star Healer, Maker e Fighter non si preoccupano più di tanto perché ciò che è morto è solo il corpo, ma è sufficiente il cristallo affinché le ragazze possano “rinascere”.
Ho sorriso, quando mi sono letta queste considerazioni.
E l’ho fatto pensando (o meglio, ripensando) alla tanto decantata originalità di Madoka Magica.
I concetti inseriti nell’anime di Madoka non sono poi così dissimili da quelli introdotti dalla Takeuchi parecchi anni addietro: guarda caso si parla di Grief Seed in opposizione netta allo Star Seed, guarda caso si parla di evoluzione (in negativo per Madoka, in positivo per Sailor Moon) e sempre guarda caso, in entrambi i casi i corpi sono involucri.
Ma chiudiamo questa parentesi altrimenti non ce ne leviamo più le gambe! 

L’esecuzione dell’ultima serie appare forse più simile a quella dell’anime, anche se con le dovute differenze: innanzi tutto Chibiusa torna al trentesimo secolo e rimane bloccata lì perché le viene confiscata la chiave dello spazio-tempo.
Tutte le guerriere Animamates non sono vere guerriere Sailor, ma persone che, desiderose di potere, hanno consegnato il loro Star Seed a Galaxia in cambio dei braccialetti e una falsa promessa, ovvero quella di diventare vere guerriere Sailor.
L’unica eccezione a questa regola pare essere Sailor Tin Nyanko che pare sia scesi a patti con Galaxia allo scopo di salvare il pianeta Mau dal quale provengono anche Luna, Artemis e Diana.
Chibi Chibi fa la sua apparizione.
Pensavo… anzi… SPERAVO che almeno nel manga quell’essere rosa odioso mi risultasse più digeribile e invece NO.
Non la sopporto.
Vi giuro… Chibi Chibi, che, boh… dovrebbe ispirare tenerezza, amore, dolcezza e pace, risveglia in me un turbinio di sentimenti negativi ed un incontrollabile istinto omicida. 
Il ruolo della mocciosa è più o meno lo stesso di quello dell’anime: ella salva Kakyu, la principessa del pianeta delle Sailor Star, la quale, per curarsi dalle ferite inflitte da Galaxia, si cela in un incensiere salvo poi ricomparire verso fine tankobon.
Mamoru non perde il suo cristallo sull’aereo, ma direttamente all’aeroporto, colpito a “morte” dalla perfida guerriera galattica proprio di fronte a Usagi che, scioccata dall’evento, rimuove momentaneamente i ricordi e creando, di fatto, una situazione inquietante.
Sempre rimanendo in tema di differenze, nella versione cartacea le Outer Senshi tornano ai loro rispettivi castelli nel tentativo disperato di creare una barriera. Molto bello vedere finalmente questi famigerati castelli (che poi sembrano essere semplici sale di cristallo disabitate), però… mi spiegate il significato di creare una barriera quando ormai cani e porci sono entrati nel sistema solare? Persino Galaxia, che dovrebbe essere il così detto “boss finale” ha ormai terminato la sua invasione. Come si vede che la Takeuchi è puccia e che non ha il benché minimo senso tattico! 
Infine… una nota sulla localizzazione: la traduttrice continua a fare errori di punteggiatura piuttosto gravi. A pagina 83 c’è scritto:
– Ascoltate la nostra… …”A una stella cadente” -
Cioè.
Non uno, ma ben due sospensioni.
Ma sospensioni… DE CHE?!
Ci ho messo qualche minuto per capire che quello era il titolo della canzone.
Zomg.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
[Frozendale] Pandora Hearts ep 20 – Modulazione |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
- FRONT

- SAMPLE

- BACK

Titolo: Tsukiaikirenna
N° Pag: 20
Formato: B4
Caratteri: Stampati
Genere: Gag / Drama / Shounen Ai
Provenienza: Tales of Destiny
Personaggi: All Cast
Pubblicato il 5 Maggio 1999 dal circolo Yukimeikyou di Ruri Yourou, “Tsukiaikirenna” si presenta al pubblico come un volume decisamente poliedrico e a carattere prettamente giocoso.
Non esiste una storia, né un filo conduttore che lega vari one shot, come avviene in altre pubblicazioni. Gran parte dello spazio, infatti, è stato dedicato a un’intervista breve, con domande a tema, a vari artisti di doujinshi legati a Tales of Destiny. Ciascuna intervista è corredata da alcuni disegni originali e vignette comiche.
Nella seconda e ultima parte del volume, invece, abbiamo una breve fanfic nella quale tutti i personaggi del videogioco sono stati trasportati in piena epoca Meiji. Rutee è una ninja ladra, servitrice della famiglia Gilchrist. Le pagine finali sono dedicate a una preview del prossimo lavoro, intitolato “Start Line”.
Ruri Yourou ha un tratto sfortunatamente ancora parecchio acerbo: i corpi sono troppo stilizzati, le proporzioni quasi mai corrette. In compenso i retini sono usati in modo tutto sommato corretto, ma sono assenti gli sfondi.
La cover è realizzata con il solito cartoncino lucido, mentre le pagine interne presentano una carta liscia al tatto e dotata di una discreta consistenza e qualità.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Martedì sono stata alla laurea di una mia amica e ormai ex compagna universitaria, A.
Mi è sembrato di rivivere quei (brutti) momenti della tesi triennale durante i quali sono stata in ballo MESI per 15 ridicolissime pagine e relativi errori che comparivano di continuo. Magicamente. Come funghi.
Un momento così importante la mia carissima Università pensa bene di ubicarlo nei meandri decadenti di Santa Reparata, il ricettacolo della polvere e del vecchio. Un corridoio lungo e stretto, un cortile senza grande senso logico, l’apoteosi dell’anonimato.
Classi diverse tra loro, ma tutte fondamentalmente brutte e povere… mica quelle enormi, luminose e austere che ti fanno vedere in televisione! 
Immaginatevi, ora, sette laureandi con “schiera di supporto morale” a seguito più o meno grande che va da quella moderata (come la mia e quella di A.) a quella esagerata, in cui vengono persino le bisbisbisbisnonne con tanto di flebo attaccata in vena, tutti miracolosamente infilati in un corridoio in cui, se allarghi le braccia, tra poco riesci a toccare con la punta delle dita entrambe le pareti.
Non c’è una lista che indichi con esattezza l’ordine della convocazione, né qualcuno che si interessi di “dirigere iol traffico”, magari facendo accomodare i signori in un disimpegno e lasciando nell’anfratto solo il prossimo a dover affrontare l’ultima gogna – che poi sarebbe un pro forma.
E poi ti vedi non uno, ma DUE usceri che se ne stanno lì… in panciolle a vedere quella ressa e a dilettarsi con un bel fumetto americano.
In questo quadro apocalittico, la mamma di A. si è dovuta nascondere in un angolo per preservare, quanto più possibile, la composizione di fiori, la borsa con i pasticcini e lo spumante salvo poi essere spostata da… UNA SECONDA COMMISSIONE che avrebbe iniziato con le discussioni di altrettanti laureandi proprio nell’aula antestante alla “nostra”.
Il delirio.
Per fortuna riusciamo ad entrare… è il turno di A. e nella sua commissione c’era perfino la mia relatrice che ho salutato con una stretta di mano e un sorriso.
A distanza di cinque mesi sono davvero felicissima di aver chiesto la tesi a lei.
E’ stata, forse, una delle esperienze formative più interessanti che io abbia mai avuto in tutta la mia carriera studentesca. 
E, insomma… alla fine ci siamo tutti divertiti, io mi sono concessa la libertà di mangiarmi qualche pasticcino in più e di bere due bicchieri belli pieni di spumante sia secco che dolce. In particolare quest’ultimi mi servivano proprio… in questi giorni la colonnina di mercurio è scesa parecchio fino ad arrivare sotto lo zero e martedì si gelava, ma si gelava davvero. 
Tornando ad argomenti più di “ordinaria amministrazione”, mi sono affiliata con il blog di Giuseppe, la mia anima gemella MUSICALE (tranquillo Serchan, non ti tradisco! ) e anche lui amante di JRPG di grande calibro, ma ingiustamente ignorati, come Valkyrie Profile e Xenosaga.
Spero di poter finire di fare la lurker anche in tutti gli altri blog che seguo e di partecipare di più.
Che post rigido… forse è per via del freddo!
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Ragnarok Online 2 Final Test |
|
|
|
|
|
L’avevo già anticipato sul forum italiano di Ragnarok Online 2, ma Gravity ha FINALMENTE fatto la dichiarazione che attendevo da secoli: verrà proposta un’ultima fase di testing finale che si terrà questo stesso mese. In seguito si passerà alla Open Beta che, ci auguriamo, non duri in saecula saeculorum come fu il caso del progetto Gate of the World.
Prima di elencarvi le (poche) cose che ho scoperto circa questo “Final Test”, che di “closed” ha, come sempre, solo il nome giacché tutti gli account Gravity, sia vecchi che nuovi, sono abilitati, vi lascio gli orari già convertiti nel nostro fuso orario:
26 Dicembre (primo giorno)
Dalle 10:00 alle 15:00
Dal 27 Dicembre (ore 7:00) fino al 30 (ore 10:00)
Manutenzione a partire dal 28 Dicembre dalle 2:00 alle 4:00 del mattino
Quattro giorni di gioco ininterrotto non sono affatto male, sopratutto in considerazione del fatto che si svolgeranno in un periodo festivo nel quale sia studenti che, in parte, lavoratori sono a casa.
Con il mio solito metodo “illegale” mi sono intrufolata un po’ nel gioco per vedere cosa combinavano di bello, ma, complice il tempo tiranno, non sono riuscita a fare tutte le verifiche che desideravo – e ora i server sono down -

Un paio di giorni fa erano stati tolti TUTTI gli NPC il che mi impediva, di fatto, di compiere le quest, riparare le armi, craftare e molto altro ancora sicché ho preferito sloggare e attendere speranzosa che li rimettessero.
Durante il periodo intercorso tra l’ultima beta e questa, dalla patch 36 sono giunti fino… alla 42 e si tratta di patch MOLTO pesanti dato che alcuni file RTP arrivano anche a pesare 400mb! 
Non sono del tutto certa che questo client sarà ancora valido per il Final Test e visto che c’è la possibilità di doverlo riscaricare ex novo, vi suggerisco di attendere che il pulsante “Download” nel sito sia ancora attivo.
Se, invece, voleste tentare la fortuna, il metodo per patchare è sempre quello: scaricate l’ultima patch di traduzione da Ro2Trans e lanciate il file .bat.
Dato il “peso” di questi aggiornamenti ho ragione di credere che i contenuti aggiuntivi ci saranno, ma non essendo capace di decomprimerli, non posso dirvi, nel dettaglio, quali saranno.
L’unica cosa che ho notato è che è stata modificata la barra di stato del nemico, come indicato in screenshot e che c’era un warp, vicino a quello di Prontera, che portava in un field… DI PAYON ( ) stracolmo di nemici di livello 50, già presente, per altro, nello scorso test.
Le musiche in abbinamento sono le stesse, i mostri identici, anche se alcuni sono diventati long range.
Forse… e ripeto… FORSE hanno in cantiere anche di inserire il danno da caduta dato che una volta sono finita nel “nulla”, ho iniziato a cadere e poi mi sono ritrovata morta spiaccicata per terra.
Purtroppo continuo a notare bug CLAMOROSI che ormai sarebbero dovuti essere fixati sopratutto in vista di una Open Beta.
Ecco: questo è certamente l’aspetto che mi inquieta di più.
Passando alla mia Real Life, prima dell’inizio delle vacanze natalizie ho un paio d’impegni: seduta dal parrucchiere e una sorta di colloquio del quale, per scaramanzia, preferisco non parlare. 
Approfitterò della pausa post-lineart per finire un paio di commissioni che avevo in cantiere, compresa quella storica di Nekovale (mamma mia che vergogna ) così da mettermi, se possibile, un po’ in pari.
Grazie, inoltre, a questo periodo più tranquillo, mi sono fatta un giro più approfondito su blog che, lo ammetto, leggevo sempre di fretta e furia, come quello di Haru che mi odierà immediatamente dati i gusti prettamente OPPOSTI in fatto di anime. Il suo post relativo alle sue serie preferite, però, mi ha ispirato a scrivere una sorta di “risposta” elencante delle alternative a mio avviso più valide, ma ingiustamente ignorate, rispetto ai prodotti mainstreaming.
Ciocche viola… tornate a me!
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
In questo periodo sono finite tre serie che seguivo.
Facendo il conto di quelle piuttosto regolari si parla di tre manga che andrò a sostituire con qualche altra cosa.
Per non alzare troppo il prezzo della spesa e anche in considerazione del fatto che se vado avanti in questo modo non credo che riuscirò mai a mettermi in pari, ho deciso di rimpiazzare questi tre titoli con uno solo MASSIMO due se il prezzo di copertina non fosse troppo alto.
Dopo tutte queste elucubrazioni, vediamo di andare avanti con Sailor Moon e di mettersi in pari almeno con questo progetto…

Questo tankobon chiude la quarta serie e lo fa, devo darne atto, in maniera davvero egregia.
Nell’anime, infatti, non c’era alcuna sostanza: a parte la “conversione” del Trio delle Amazzoni e quel misero flashback su Nehellenia (che però lo si vedeva all’inizio della quinta serie), non c’era sostanza in quelle puntate piene di filler.
Il ruolo di Helios viene qui maggiormente contestualizzato e infatti il giovane è un po’ il “cuore” del pianeta, vestendone i panni del guardiano e non differisce poi molto da Mamoru dato che se quest’ultimo rappresenta il corpo, il sacerdote ne è indubbiamente lo spirito.
Duarnte la battaglia Helios non è solo il povero ragazzo braccato, ma è anche e sopratutto, l’ultima roccaforte di speranza. Rimane solo un briciolo di perplessità su come la Takeuchi gestisca gli eventi nel suo manga: per aggiungere drammaticità alle scene più cruente, infatti, ella fa credere che il giovane sia deceduto dopo aver dato fondo a tutte le sue energie, salvo poi essere salvato, non si sa in che modo, dal semplice bacio innocente di Chibiusa che si scoprirà essere, alla fine, PROPRIO la fanciulla che egli stava così disperatamente cercando.
Lungi da me desiderare la morte del povero Helios, ma alla lunga queste resurrezioni miracolose fanno perdere qualsiasi concezione di morte per cui il lettore, più che crucciarsi per il personaggio sfortunato di turno, si troverà a domandarsi come egli tornerà in vita, dando per scontato l’evento. 
Gli unici personaggi che hanno “perso” sostanza nella versione originale manga sono indubbiamente il Trio delle Amazzoni e… Nehellenia! 
Per ciò che concerne i tre Lemures, francamente non mi sono meravigliata più di tanto di vederli morire, l’uno dietro l’altro, ma per quel che riguarda Nehellenia, MAI mi sarei aspettata un ruolo così marginale.
La bella regina della Luna Nuova, infatti, rimane costantemente nell’ombra… non si vede mai la sua faccia se non in un paio di tavole e… non fa praticamente quasi niente tanto che la maggior parte dell’azione viene svolta da Zirconia.

Che poi… a ben voler dire, non mi è ben chiaro se Nehellenia è mai esistita veramente nel manga.
In una tavola, infatti, Zirconia dice di essere LEI la regina della Luna Nuova quasi come se Nehellenia fosse solo un’illusione, confinata in uno specchio, creata da lei.
Devo essere onesta: complice la solita rapidità con la quale la Takeuchi gestisce gli eventi nella sua storia… ammetto che questo passaggio mi è davvero sfuggito. 
Grandissima sorpresa, invece, viene riservata al Quartetto Amazzonico: in effetti io stessa mi chiedevo che CAVOLO centrasse l’Amazzonia con la Luna Nuova. L’autrice prontamente spiega che le quattro non erano altro che le guerriere Sailor protettrici di Sailor Chibi Moon, sfortunatamente prese di mira da Dead Moon Circus e trasformate in servitrici di Zirconia. I loro nomi: Juno, Vesta, Pallas e Ceres (c’è! ) sono nomi di asteroidi perché per la Takeuchi, pianeti, stelle e satelliti sono tutti, alla fin del pane, la stessa cosa.
E a proposito di refusi (voluti o meno):
– Le Menadi vengono qui rappresentate come delle tenere e calme fanciulle vergini. Peccato che in “realtà” fossero delle invasate/drogate. 
– Alla fine del volume le Sailor, per concedere la forza “suprema” a Usagi, assurgono al ruolo, anch’esse, di principesse facenti capo a taluni palazzi. I nomi dei palazzi sono quasi tutti provenienti da satelliti dei rispettivi pianeti. Peccato che Ami e Mina, in teoria, se la dovevano prendere in quel posto dato che né Mercurio, né Venere hanno satelliti. Misteriosamente, però, anche loro hanno dei palazzi… ubicati chissà dove, che si chiamano rispettivamente Mariner (per Mercury) e Magellan (per Venus).
PS: Helios >>>> Mamoru… Chibiusa è stata più fortunata di sua madre!
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Questo venerdì ci sarebbe dovuto essere l’ultimo post di Valkyrie Profile Silmeria.
Il problema è che… mancava la materia prima, ovvero il video stesso! 
Tempo fa avevamo avuto problemi con uno degli hard disk e a fatica siamo riusciti a ripescare qualche file perso tra i meandri dei circuiti stampati. Sfortunatamente tra le cose andate completamente perse c’erano anche il finale e una serie di clip bonus che non avevamo uppato sul canale video.
In questi giorni, anche causa incidente, siamo stati un po’ incasinati e quindi, beh… la fine di questo secondo progetto è fissata per venerdì 30 Dicembre, per cui preparatevi e nel frattempo sentitevi liberi di intrattenervi con la quarta “puntata” di Xenoblade! 
Ho sokato alla prima battaglia in parte perché… HO VOLUTO.
La ragione potrebbe sembrare imbecille oltre ogni limite, ma dato che non ho vergogna ve la dico lo stesso: in sostanza adoro alla FOLLIA quel tema musicale e quindi sono stata un po’ a caxxeggiare per asoltarlo il più tempo possibile. 
Quanto al resto, se soprassediamo sul fatto che aveva la 220, Dunban dopo questa scena e dopo un altro paio di occasioni più tardi è diventato ufficialmente il mio personaggio maschile preferito.
Per quello femminile dovremo aspettare parecchio, invece.
A Gennaio vedrò di continuare il progetto unitamente agli ultimi video che avevo registrato e salvato di Final Fantasy XIII.
Non so se avrò la forza psicologica di risorbirmi ancora una volta quel sistema di battaglia soporifero e i duelli rompicojoni con gli Esper, per qui fate conto che probabilmente sarò costretto a dropparlo in favore di The Last Story e di Final Fantasy XIII-2 in cui, se non altro, il cattivo è interpretato dal mio doppiatore anglosassone preferito! 
|
|
|
|
|
|
|
|