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~ Marylain ~
~ Serchan ~
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E alla fine sono tornata su Ragnarok Online.
La ragione è presto detta: ho bisogno di recuperare quanti più oggetti possibile che si rivaluteranno nel Renewal. Quelli più critici, ovvero i Rogue’s Treasure, li ho presi, ma immagino che ci siano altri equip potenzialmente utili per altre classi.
Come immaginavo, i prezzi sono alzati per gran parte della mercanzia, ma per fortuna la stessa cosa si può dire per quanto riguarda i materiali che farmavo. Il loro costo si è quasi raddioppiato per cui… il doppio dei soldi ogni giorno, se ho la pazienza di girare nella solita mappa.
Vendendo vendendo sono riuscita a comprare anche l’ultimo pezzo del set Diabolus dove ho inserito la povera Giant Whisper Card che stava lì a prendere polvere nello storage da quasi un anno ormai:

Per ora giro con un unico RT perché mi serve per rubare più rapidamente dai nemici.
In particolare l’ho sto sfruttando piuttosto bene al tempio di Rachel dove sto aiutando Serchan a recuperare tutte e 1000 (azz! ) le Bloody Rune necessarie per costruire il leggendario elmo della Valchiria! 
Non vedo l’ora di provare i bonus del Manteau anche al Tempio di Odino con il Jur Fatally Evil Decussate… l’ultima volta che ci avevo messo piede, senza il mantello, levavo tipo 1000 HP con la mano destra e 300 circa con quella sinistra per un totale di 1300HP di danno a colpo.
Ora dovrei riuscire a superare anche questo limite.
E, insomma, con la mia SinX si tratta ora solo di arrivare al 99 e poi al 150 da GuillottineX, perché ho già bene in mente la mia build definitiva che sarà, per i più curiosi:
STR: 120
VIT: 80
AGI: 90
INT: 1
DEX: 30
LUCK: 80
Se ci fosse un reset di stat (cosa che spero, se non altro, per Serchan), potrei anche pensare di lasciare a 1 la DEX… anche se devo provare un po’ nel simulatore per capire se ne vale la pena.
Quanto alle skill… come da tradizione, fanno schifo al maiale.
O hai delle semplici abilità di supporto agli attacchi, oppure ti devi buttare nel ramo delle pozioni velenose et simili, cosa che, nonostante tutto, vorrei evitare. 
Per ora le uniche skill che CERTAMENTE imparerò, sono queste:
° Weapon Blocking
° Counter Slash
° Weapon Crush
Seguite, molto probabilmente, da Cloacking Exceed.
Ho anche dato una rapida occhiata dalla quest per diventare GX. E’ luuuuuuuuuuuuuuunga, lunghissima, interminabile. 
L’unico punto che mi da un attimo da pensare è quando viene chiesto al giocatore di uccidere in un breve lasso di tempo un nemico che, però, a quanto sembra, ha una vagonata di HP. Le guide consigliano di avvelenare l’arma per fare prima. Peccato che sono una mezza frana a creare pozioni letali. 
Pappa time!
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Come promesso, ho messo da parte qualsiasi altro hand on in favore di questa uscita che attendevo con ansia da moltissimo tempo.
Ricordo che la Goen ha in programma di pubblicare altri due albi autoconclusivi basati su trasposizioni manga di romanzi austeniani, ovvero: “Pride and Prejudice” e “Sense and Sensibility”. Molto bene e sono felice che nessun mangaka abbia sprecato tempo a rappresentare “Mansfield Park”, l’unica opera di questa scrittrice che non ho proprio sopportato a causa di un cast di personaggi uno più odioso dell’altro. 
“Emma”, invece, è forse il mio titolo preferito e tra le righe di questo articolo proverò a spiegare il perché.

Emma.
Giovane intraprendente Emma, padrona della vita, dei sentimenti e dei destini degli altri, che volteggia leggiadra a Hartfield assieme a suo padre.
Sola, ma venerata da tutti per la sua spiccata personalità, la ragazza si diletta a combinare matrimoni, tra i quali quello della sua governante e del signor Weston. Un successo, quindi perché non replicarlo?
E così la nostra giovane e inarrestabilie protagonista cerca di unire le mani di Harriett con quelle di Elton.
Sebbene la missione fallisca miseramente, Emma non si arrende e continua per la sua strada.
Inutili sono tutti gli avvertimenti di Knightley, presenza costante nella vita della protagonista la quale, messa da un po’ parte a causa dell’entrata in scena della bella Jane Fairfax, si trastulla con il bel rampollo Frank Churchill, salvo poi trovare l’amore, quello sincero e disinteressato, proprio in Knightley.
Nell’approcciarmi a questo manga ho deciso di annotarmi tutto ciò che non mi tornava, facendo appello alla memoria e a tutti gli studi che ho compiuto alla specialistica/magistrale.

Parto subito con il dire che la trasposizione è fedele e rappresenta tutti i momenti chiave del romanzo.
Gli unici veri difetti che mi sento di avanzare sono sostanzialmente due:
1) L’esecuzione è davvero troppo frettolosa
2) La resa è troppo buonista e romanzata
Sul primo punto c’è davvero poco da dire: è vero che il romanzo di per sé non è lunghissimo, ma quando ho visto l’albo in formato sottiletta sugli scaffali della mia fumetteria ho avuto un tuffo al cuore e ho temuto per il peggio. 
La seconda problematica, invece, la trovo molto più grave.
Si tratta di sfumature, badate bene, ma i sentimenti che anima l’unico vero personaggio a tutto tondo della storia, ovvero Emma, sono mortificati da un fuggi fuggi generale e da una scarsa cognizione di causa.
Partiamo dal fatto che la stessa Jane Austen definì la sua Emma come una donna facilmente esecrabile per tutta la società di quell’epoca. Nonostante questa consapevolezza, l’autrice andò avanti per la sua strada per amore dell’arte e per amore di sé stessa.
Grande lei.
E grande Emma.
Nel manga, tutti gli aspetti “distruttivi” di Emma sono solo vagamente accennati se non addirittura ignorati. Per la Hanabusa, la protagonista vuole semplicemente mantenere le distanze da Jane, quasi provando ammirazione per la sua bravura al pianoforte.
In realtà Emma, che è personaggio squisitamente egocentrico (l’unico personaggio di questo tipo che ho adorato! ), non sopportava Jane. Non la poteva proprio vedere.
Jane era oggettivamente più bella di lei, più brava di lei, più moderata di lei… forse l’ideale femminile dell’epoca. C’è una ragione molto profonda per cui Emma inizia a spettegolare con Frank riguardo la possibilità che il piano di Jane sia un dono alla donna di un amore clandestino.
Il pianoforte è, per Emma, il simbolo di supremazia di Jane sugli altri. Gettando fango su di esso, la protagonista soddisfa il suo bisogno di essere valorizzata.
Anche quando Harriett si innamora di Knightley, la ragazza entra in un conflitto implicito con la sua “pupilla” e pretende di avere ciò che è suo di diritto (questo aspetto è stato, a onor del vero, più evidenziato nel manga, anche se non nel modo che mi sarei aspettata).
In definitiva Emma non è mai voluta essere un’eroina positiva. Ella è testarda, razionalmente iraconda, gelosa, immatura, manipolatrice, pettegola, se vogliamo anche ipocrita, terribilmente sconsiderata.
Eppure si fa amare.
Lei è la bellissima tiranna del paese, l’eterea dominatrice dei manieri. Una vera e propria padrona di casa. Una padrona con la “p” maiuscola tanto che la regina non accenna a voler scendere dal proprio trono nemmeno quando Knightley le chiede di sposarla.
L’uomo, così accecato dall’amore per lei, decide persino di andare a vivere ad Hartfield, il che, a quei tempi era semplicemente SCANDALOSO, ci terrei a sottolineare.
Questa è la magia di Emma… questo è il suo potere.
E io tutta questa magia e tutto questo potere sono riuscita a vederlo poco nell’opera della Hanabusa. 
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Skippo eccezionalmente il veneredì e scrivo nella giornata di sabato un post a cavallo tra la mia Real Life e la mia vita Online.
Non potevo assolutamente trattenermi dal commentare una notizia che è giunta su di me come un fulmine a ciel sereno. Non ci speravo davvero più, ma alla fine pare che ci siamo arrivati e che l’attimo di svolta definitivo sia arrivato.
Il server di euRO (ex fRO) implementerà a Giugno la patch del Renewal!!! 
Prima di connettere sono rimasta imbambolata davanti allo schermo del mio PC per almeno un paio di minuti, ma poi l’emozione ha avuto il sopravvento e ho iniziato a sorridere come una demente.
Ricordandomi del fatto che su jRO le tabelle dell’exp sono rimaste le stesse, ho avuto un attimo di tremore temendo che anche fRO avesse deciso di fare lo stesso.
Fortunatamente penso la curva di esperienza sarà la stessa di kRO e di iRO dato che i GM hanno espressamente scritto nella news che quest’ultima verrà rimaneggiata per il range dall’1 al 99.
Ricordo, per chi non lo sapesse ancora, che assieme a questa patch giungeranno le tanto agognate 3rd classes e che il cap di livello passerà dal 99 al 150. Verranno anche implementate delle vere e proprie quest ripetibili che accompagneranno il giocatore fino al livello 89, e molti altri contenuti.
In parole povere, Ragnarok Online si trasformerà in un gioco più fruibile per i casual gamer abbandonando quella struttura rigidissima e fatta solo di grinding in favore di una formula più nuova e al passo coi tempi.

(molto presto… Guillottine Cross…)
Ovviamente le critiche non si sono fatte attendere e sono scese nel forum ufficiale come neve in una fredda giornata di Gennaio: tra infantili ed egocentriche minacce di abbandonare il server, fino a passare ad affermazioni a mio modesto avviso assurde come:
“Con il Renewal nelle WoE non ci sarà più tattica!”
Mi chiedo che genere di tattica ci dovrebbe essere nelle attuali WoE e in che modo l’avvento delle terze classi potrebbe rovinare quell’esperienza di gioco.
La verità è molto più semplice e banale e da una parte la posso capire, ma NON condividere: la gente che si è fatta il sedere a tarallo per arrivare al 99/70 rebirth proprio non sopporta che un novellino appena arrivato su RO riesca a raggiungere il medesimo livello in 1/10 del tempo.
Nel frattempo, come mi aspettavo, i Rogue’s Treasure, che ho comprato per 30 milioni circa moltissimi mesi fa, sono arrivati al folle prezzo di 110 milioni all’asta, complice il fatto che con il Renewal diventeranno probabilmente l’accessorio definitivo per ciascun assassino.
Se non fosse per l’introvabile Diabolus Manteau… avrei tutti i pezzi del set e sarei apposto con l’equip della mia assassina. 
Sempre restando in tema di Ragnarok Online, ma passando al 2… ormai sono passati 3 mesi, ma come immaginavo, la Gravity si è ben vista da aggiungere le WoE (o siege, o qualsiasi cosa che si avvicini a una guerra collettiva).
In questi mesi sono stati corretti alcuni bug, aggiunto qualche effetto video, l’Item Shop e diverse nuove forme di quest tra le quali le Union che hanno cicli variabili tra le 6, 12, 24 e 48 ore. Per ora non li ho ancora provati… ammetto che l’entusiasmo è scemato un po’ a causa degli impegni e delle ripetute Closed Beta, ma almeno il cap alla sorcerer lo voglio raggiungere.
A peggiorare la situazione c’è il fatto che i party sono diventati sempre più rari concentrandosi solo sui primi dungeons come la Wolf o sui raid come l’arena o i giardini del Baphomet. Questo rende, di fatto, abbastanza ingiocabile il titolo che dipende moltissimo da questo aspetto.
Apro una piccola parentesi sulla Real Life prima di chiudere con il post in questione: oggi vado a prendere in fumetteria il manga di Emma! 
Ormai sono quasi decisa a comprare anche Bokurano, ma ho visto che mi conviene molto di più prenderlo da Amazon per un minimo di 19€ così non pago la spedizione. Non appena avrò modo di ricaricare la Postepay prendo i volumi 2, 3 e 4 sperando che il primo arrivi presto in negozio (ormai l’ho prenotato e mi scoccerebbe non poco disdirlo).
Torniamo a vendere su euRO…
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Questo di giovedì è stato il terzultimo appuntamento al corso di disegno.
Non so perché l’insegnante ci ha detto che conterà la mensilità visto e considerato che in totale saranno cinque lezioni anziché le solite quattro… mi informerò meglio il 24, nel caso non lo facciano le altre mie compagne.
Questo aneddoto l’ho già raccontato ad alcune persone, ma preferisco ribadirlo anche qui, di modo che rimanga ai posteri. 
La Donna Imbuto, dopo ormai 10 ore di pittura, aveva completato (male) solo le montagne sicché, con un tono tra l’interrogativo e l’affermativo fa:
“C.!!! Ma mi sta venendo fuori una schifezza.”
E la risposta è stata:
“Tanto per cambiare!” 
“Ma C.!!! Non era un’affermazione. Era una domanda!”
Il resto delle due ore, la tizia l’ha trascorso asciugando di continuo la tela (naturalmente piazzandosi accanto a me e buttando il getto d’aria sul mio cavalletto), chiedendo al docente di farle interi pezzi del paesaggio e commentando il lavoro delle altre. 
Dubito che riuscirò a beccare un giorno in cui non c’è lei per far vedere a C. il disegno della protagonista della mia storia, per cui mi farò coraggio e gli porterò una fotocopia la prossima settimana così la potrà correggere in totale libertà.
Spero solo che non mi cazzi, perché anche se il mio stile è diventato più realistico, è pur sempre in stile manga e non sono sicura che al mio docente questo stile piaccia – anzi… sono più propensa per il contrario. 
Sempre rimanendo in tema di disegno… vi ricordate le famose gomme della Maped? Più specificatamente le 600 Tech?
Ebbene: sono riuscita a trovare una confezione da 4 pezzi su Ebay e mi sono buttata a pesce con un’offerta di “ben” 4$!!! 
E nel mentre che ero lì, ho notato un paio di negozi che vendono delle confezioni di gessetti artistici (da non confondere con i gessi colorati per bambini o per le scuole!) in confezione da 64 pezzi per un prezzo davvero stracciato. Peccato non riuscire a fare un’unica spedizione (i venditori sono diversi), ma sopratutto peccato che i pigmenti siano in formato così piccolo. Prevedo di dover fare parecchi “mix” per cercare di spalmare il consumo dei colori semmai dovessi acquistare la confezione.
Per il resto, a parte una gradevolissima uscita programmata per domani, ma di natura “mondana”, la settimana è stata abbastanza piattina dal punto di vista prettamente lavorativo, ma ormai ho capito che l’impegno è discontinuo per cui organizzarmi sta diventando sempre più semplice per me.
Mi mancano tanto alcune buone vecchie abitudini…
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- FRONT

- SAMPLE

- BACK

Titolo: Virgin Emotion
N° Pag: 16 + 2 speciali
Formato: B5
Caratteri: Scritti
Genere: Drama / Yaoi
Provenienza: Tales of Destiny
Personaggi: Lion / Stahn
Pubblicato il 4 Luglio 1999 dal circolo d’artisti S-Empire, “Virgin Emotion” si presenta al pubblico come un’unica storia il cui incipit appare più che altro un mero pretesto per far avere un rapporto a Lion e Stahn. I due ragazzi, assieme al gruppo, si fermano in una locanda e sono costretti a dividere una camera in due. A parte la chiara mancanza di fantasia, gran parte delle pagine sono occupate da scene di sesso, raffigurato in maniera esplicita, ma non troppo (le parti intime sono sempre nascoste da braccia o gambe). Il tratto, molto lontano da quello originale, è comunque piuttosto gradevole anche se piuttosto “squadrettato”. I retini sono applicati nel modo giusto e con garbo. I fondali sono quasi del tutto assenti, mentre le tavole sono nel complesso ben organizzate. Dal punto di vista tecnico il doujnshi presenta una cover realizzata in cartoncino lucido con pagine dotate di una certa consistenza, ma di qualità non così eccellente visto che tendono ad ingiallire col tempo.
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Disperazione al centro commerciale |
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Questo week end io e Serchan abbiamo deciso di andare ai Gigli.
La ragione è presto detta: a me serviva un paio di pantaloni nuovi per la bella stagione, mentre a lui del materiale da lavoro per fare una cosa che… no dai, non voglio rovinarvi la sorpresa, ma se tutto va come spero io, ci faremo certamente un video! 
Dato che le commissioni erano parecchie e considerati anche i miei tempi biblici per decidere a comprarmi una qualsivoglia di vestiario, siamo partiti la mattina verso le 10:00, zaino in spalla e fedele Matcha 1 nella bottiglietta da mezzo litro – a proposito… questo té è a dir poco fantastico! 
Forse a causa dell’orario, forse per via della profonda crisi nel nostro paese, il centro commerciale era praticamente quasi del tutto vuoto, il che ci ha consentito di spostarci molto agilmente tra i negozi.
Nonostante le buone intenzioni, tuttavia, il bottino che mi sono portata a casa è consistito praticamente in… questo:

Se mi fermo un attimo a pensarci, Bejeweled 3 è il primissimo gioco per PC che acquisto! 
In questi giorni ho avuto modo di provarlo e mi sta dando un’impressione tutto sommato positiva non fosse altro perché FINALMENTE riesco a giocarci con una risoluzione altissima. Il gioco che, tra le altre cose, ha venduto più di tutti i Final Fantasy messi assieme (tre gioielli > milioni di poligoni, lol!), presenta quattro modalità “base” e quattro nascoste più una serie di trofei da sbloccare e livelli da completare.
Devo ammettere, però, che non tutte le varianti mi piacciono, infatti tendo a giocare con piacere più a quelle che richiedono strategia rispetto a quelle che necessitano prontezza di riflessi.
Puntavo moltissimo sulle missioni, ma 40, per una giocatrice abbastanza esigente come me, non sono certamente abbastanza e infatti in una sera sono riuscita a sbloccarle tutte quante meno che due, appartenenti a categorie meno appetibili.
Molto carine la modalità “Farfalla” e “Poker”. Ci ho messo un attimo a capire le dinamiche din una partita tipo e le varie tattiche da utilizzare, ma adesso riesco a realizzare dei punteggi tutto sommato buoni.
Menzione d’onore anche alla variante “Zen” con la quale mi sono divertita a giocare attivando sia i messaggi subliminali che i battiti binaturali.
Quanto al CD… era un acquisito che dovevo ASSOLUTAMENTE fare.
La differenza tra la versione cartonata e quella liscia con un unico disco era di “ben” 1€. Che cifra spaventosa! 
Dentro ci ho trovato un poster e il libretto dei testi.
So che molti odiano la nuova cantante dei Nightwish e io sono la prima ad adorare Tarja, ma, mettendomi una mano sul cuore e lasciando da parte i vari pregiudizi, ho trovato l’ultima fatica di questa band una delle opere in assoluto più azzeccate tanto che delle 13 tracce presenti solo un paio non mi hanno convinta.
Chiusa questa lunga parentesi di acquisti, mi sono buttata a pesce nei vari negozi del centro provando un numero indefinito di pantaloni (okay, ho esagerato, ma per me e la mia pazienza erano davvero tanti… TROPPI!).
Ero partita per trovarne un paio originale più che altro per giustificare il prezzo senza saldi.
Ho scartato a priori mille mila jeans perché mi parevano tutti uguali e ho iniziato a entrare nei camerini con qualche cosa di più particolare.
Un disastro.
Leggings semi-trasparenti che mostravano senza alcun pudore le mie mutande, jeans strettissimi alle cosce e larghissimi in vita, pantaloni comodissimi, ma dal taglio terrificante.
L’unica linea decente era, anche quest’anno, quella di Motivi… peccato per i prezzi, ma sopratutto peccato che l’unico completo che avevo in mente non contemplava le mie misure (c’era una maglietta adorabile disponibile solo per taglia 44 e 46, mentre io porto la 42… Ma porc! )
E insomma, morale della favola, ho affogato i miei dispiaceri in un bel piattone al ristorante brasiliano al piano di sopra: insalata, pomodori, carne e patatine fritte. Con 8€ mi sono piacevolmente riempita lo stomaco scoprendo di preferire quasi i pranzi fuori alle cene fuori.
Io… non mi arrendo!
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E’ uscito il manga di Emma!! 
Non parlo di Emma di Kaoru Mori, ma della trasposizione in fumetto del romanzo della Austen. 
Da un lato non vedo l’ora di correre in fumetteria a comprarlo, ma dall’altro, sentendo che è in formato piuttosto ristretto ho il timore che l’essenza del libro non sia stata colta in pieno. Possibile che siano riusciti a condensare certi concetti in così poche pagine?
Non appena finirò di leggervelo vi saprò dire. Avendo fatto un esame specialistico proprio sull’argomento, mi sento finalmente molto preparata per discutere di questo argomento. 

Molto brevemente: il gruppo entra nel subconscio di Ershin per scoprire che dentro l’armatura era celata una Dea, tale Deis. Sia lei che il drago Yorae sono stati evocati dall’Impero, ma data la scarsa capacità degli invocatori il risultato è che Deis è rimasta senza un corpo, mentre Yorae è stato diviso in due parti incarnate, rispettivamente, in Ryu e Fou Lou. Proprio quando il protagonista e i suoi amici erano in viaggio per aumentare il potere draconico, sopraggiunge nella piccola città degli evocatori niente di meno che Rasso il quale prima farà fuori Ershin e poi truciderà i piccoli abitanti del villaggio davanti agli occhi attoniti di Ursula e di Ryu, che nel frattempo era caduto suo prigioniero. A causa dell’atroce scena, il ragazzo drago perde completamente la testa, convoca il potere dei vari dragoni e annienta Rasso.
Nel frattempo Fou Lou viene rintracciato e costretto alla fuga grazie anche all’aiuto di Mami.
Non ci giro troppo intorno… sta per avvicinarsi il punto… L’UNICO punto che mi è rimasto veramente impresso di quel videogioco: Mami sacrificata per la carronata.
Al solo pensiero di che cosa mi aspetta nel quarto volume, VI GIURO mi prende male, per cui è molto meglio che mi concentri sulle vicende di questo tankobon. 
Tutta la storia di Ershin, ora che ci penso, fa davvero molto Full Metal Alchemist e la cosa più sorprendente, andando a cercare su Wikipedia è che “l’originale” (passatemi il termine perché non sono riuscita a trovare di meglio) è Breath of Fire 4 e NON il contrario! 
Naturalmente ci sono tante differenze, ma anche alcune inquietanti analogie: evocatori che falliscono in parte il processo creando scompiglio, ma sopratutto l’anima di qualcuno dentro un’armatura!

In particolare, ho trovato abbastanza debole proprio il passaggio riguardante Ershin e Deis.
Si sa che l’armatura chiama Deis, Ershin (ma la Dea non gli poteva dire il suo vero nome per semplificare le cose?! ) e già a questo punto ci si potrebbe chiedere:
“Dato che è un’armatura… come CAVOLO fa a dare nomi?!”
La risposta più logica è che l’anima di Deis fornisce il potere necessario per conferire all’oggetto una sua particolare coscienza.
E fin qui tutto okay.
Il problema sorge dopo, ovvero quando Deis ESCE fuori dall’armatura per impossessarsi del corpo della migliore sacerdotessa del villaggio. Secondo le parole della Dea, infatti, l’essere uscita dall’armatura avrebbe riportato quest’ultima al suo originario stato di oggetto inanimato.
Peccato che qualche pagina dopo vediamo l’armatura ancora capace di parlare e di muoversi da sola, in totale autonomia… e già questo mi ha meravigliato non poco. 
Ancora più inquietante è il fatto che l’armatura si auto-battezza “Ershin”.
Ma non era il nome che lei stessa aveva dato alla divintà nel suo “corpo”?!
Il caos quantistico è sicuramente meno caotico di tutto questo ginepraio.
Badate bene… non mi accanisco su Ershin (armatura) perché mi sta antipatica, anzi! Ichimura è riuscita nell’intento di rendere il personaggio davvero adorabile, il che non è cosa da poco. Non a caso, infatti, mi sono infuriata quando quel maledetto di Rasso se l’è presa con lei solo perché “era brutta”.
E nonostante non ami molto i bambini, vederlo massacrare gli indifesi abitanti del villaggio mi ha fatto pensare:
“Ryu… polverizza questo pidocchio immondo, tu che puoi!”
Detto.
Fatto.
Il senso di soddisfazione, vi giuro, è stato immenso. 
Quanto alla new entry, Ursula, ricordo chiaramente che era la mia preferita in assoluto e infatti la tenevo sempre in squadra con Ryu e Nina! 
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Daisuki! Yuzuno Kosodate Nikki |
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L’opera della quale mi piacerebbe parlare oggi è tratta da un fumetto di cui purtroppo non sono riuscita a recuperare le scan.
Dedico il post alla mia best friend che mi ha trovato in pochi minuti una versione fansubbata in italiano del telefilm (a cura del gruppo BakaGirls).
L’incipit di questo seinen è allo stesso tempo semplice e piuttosto inedito: una ragazza e un ragazzo, con la stessa disabilità mentale che li rende cognitivamente equiparabili ad un soggetto di otto anni, si “amano” e finiscono con l’avere una bambina. Prima della nascita della figlia, però, il giovane muore in un incidente stradale mentre la sua consorte, Yuzu, decide di portare egualmente a termine la gravidanza anche contro la volontà della madre vedova.
Il resto della storia è uno slice of life, semplice, ma allo stesso tempo dannatamente toccante nel quale la protagonista dovrà abbandonare la sicurezza di un’infanzia patologica e affrontare di petto tutte le immani difficoltà della vita per il bene della figlia.
Chi mi conosce sa bene che tutte le vicende che hanno a che fare con marmocchi, donne in stato interessante e affini solitamente mi fanno venire alquanto l’orticaria e infatti MAI come nel caso di Daisuki sono partita parecchio prevenuta, incuriosita soltanto dal tema della disabilità, anch’esso spesso distorto.
Eppure, nonostante ciò che afferma qualcuno su di me, Daisuki mi ha gradevolmente colpita e mi ha fatto apprezzare ogni secondo di ogni minuto di questo drama.

A Yuzu, diciamocelo, capitano di tutti i colori: prima rischia di perdere la figlia neonata per via della sua (non voluta) distrazione, poi deve decidersi a staccarsi da lei, portandola all’asilo.
Ma non è soltanto con le problematiche legate alla maternità che la giovane dovrà avere a che fare. Anche i rapporti interpersonali saranno davvero molto difficili, intervallati da delusioni cocenti, cattiverie e ingiustizie così mostruosamente estranee al mondo interiore della protagonista, raccolta, nella sua disabilità in un guscio di genuina innocenza, spontaneità e candore.
E’ proprio il suo handicap, infatti, a dare valore alle sue azioni: fare tutti i giorni una lista di cose da portare all’asilo può essere scontato per tutte, ma NON per lei che passa le notte in bianco ad imparare a memoria tutto quanto, scrivendo e riscrivendo le istruzioni su dei fogli di carta con quella grafia così infantile.
Valori quali l’amore, il rispetto reciproco, l’amicizia, il senso di appartenenza ad una famiglia, sovente trattati in maniera sgradevolmente moralistica, qui sono messi a nudo nella loro semplice realtà.
Nonostante i problemi da affrontare siano tantissimi, nonostante le sconfitte pesino come un macigno sulla madre e sui suoi due figli, nonostante tutto questo non si perde nemmeno un attimo a piangersi addosso. Si procede a testa alta, con orgoglio e ci si rimbocca le maniche.

Già questo sarebbe sufficiente a rendere la serie decisamente molto educativa, aggiungiamoci poi la tematica della maternità e facciamo il botto.
In tutta sincerità, vorrei tanto far vedere questo drama a tutte quelle donne che vogliono assolutamente avere un bambino: Yuzu, di fatti, è più mamma di tutte le mamme messe assieme. Riallacciandomi a quanto ho scritto in precedenza, lo sforzo stesso della ragazza per fare ogni singola, banale operazione, se da un lato la mette in una condizione di evidente inferiorità funzionale, dall’altro le permette di essere decisamente più sensibile a quelle stesse problematiche.
La protagonista, inoltre, ha un’empatia con la figlia a dir poco insuperabile: sa che per essere sua mamma deve lottare tutti i giorni.
Potente è la frase che la madre di Yuzu le dice a proposito della nipote, Himawari:
“Partorire non fa di te una madre.”
Potente perché, senza mezzi termini, la donna introduce un aspetto rilevante della questione genitoriale e cioé che si è genitori per quello che si fa, non per quello che si è.
Non a caso Kotone, la giovanissima zia di Himawari, abbandonata dalle incurie dei suoi, viene accettata dalla madre di Yuzu come una vera e propria seconda figlia, in modo naturale e spontaneo.
Se proprio dovessi trovarlo, l’unico neo di Daisuki! sta proprio su come viene delineato l’handicap di Yuzu. Verso la fine del drama questa disabilità viene inquadrata come “genetica”, quando invece è molto più probabile che un ritardo mentale come questo sia una conseguenza “postuma” come, chessò, una sofferenza fetale oppure una malattia infantile (anche una febbre molto alta).
Quanto poi all’amore di Yuzu verso Sousuke, è chiaro che non si tratta dello stesso sentimento che due adulti provano l’uno per l’altro che si sviluppa, come dissi nel caso di AnoHana, molto più in avanti, verso i 15-16 anni.
Messi da parte questi difetti, Daisuki! è una storia commovente, veramente profonda che meriterebbe l’attenzione di certi editori impegnati, piuttosto, ad importare caxxate shoujo di dimensioni epocali e in quantità industriali.
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Stranamente le giornate di mercoledì e di oggi sono state abbastanza pienotte.
Ieri avevo un colloquio… ma al contrario! 
Ormai penso di potermi sbilanciare un pochetto, ma ho iniziato una collaborazione con un’associazione che mi sta dando già molto soddisfazioni perché mi consente di esprimermi più creativamente rispetto ad un qualsiasi altro lavoro. Non so dove questa strada mi porterà, ma ho intenzione di percorrerla fino in fondo – male che vada mi rimarrà l’esperienza pregressa.
Purtroppo, me tapina, sono arrivata all’appuntamento con una manciata di minuti di ritardo e questo perché non sono riuscita a trovare un buco per parcheggiare l’auto.
Dovevo essere allo studio per le 11:00, e alle 11:00 esatte entravo nel parcheggio proprio davanti ad esso, trovandolo stracolmo di auto. Faccio il giro di tutti gli isolati là attorno, ma niente. 
Alla fine sono stata costretta a posteggiare in una traversa proprio vicino casa dei miei e comunque un po’ distante da lì.
Il colloquio “al contrario” è stato davvero istruttivo: benché sia stato per la maggior parte il direttore a parlare, ho imparato molto e… diciamocelo, mi sono tolta una bella soddisfazione. Stare dall’altra parte della scrivania fa un certo effetto e di soddisfazioni ne regala parecchie. 
Il pomeriggio, invece, ho incontrato dopo tanto tempo una mia carissima amica. A rendere ancora più gradevole l’incontro un tempo magnifico e una temperatura gradevolissima. 

Alla fine sono rincasata tardissimo e non ho nemmeno messo l’auto in garage perché oggi avrei dovuto portarla dall’elettrauto (o almeno… penso che si tratti dell’elettrauto!) per conto della mia assicurazione. Già che c’ero, dopo avergli fatto controllare il navigatore, entrato misteriosamente in avaria – forse a causa dell’incidente -, gli ho chiesto se poteva dare un’occhiata anche al pairing del cellulare, rimasto sempre attivo, Bluetooth compreso. Questo insisteva che era normale, che bastava accoppiare un altro telefonino, sicché mi ha fatto tornare a casa per prendere il mio.
Quando si è accorto di aver detto una cretinata mi ha fatto:
“Il pezzo non funziona. Deve portarlo ad un centro Ford per la sostituzione.”
Della serie: Capitan Ovvio. 
Di pomeriggio, invece, sono stata al corso di disegno dopo l’ennesima doppia settimana di assenza totale.
Sfiga vuole che sono capitata accanto alla “Donna Imbuto” la quale, dopo due settimane era ancora a tentare di dipingere le montagne lamentandosi ogni tre per due.
L’insegnante doveva completare alcuni pannelli giganteschi per lo spettacolo della Tosca che si terrà questo week end. Su uno di questi pannelli aveva dipinto il volto di una donna… naturalmente stupendo e disegnato alla perfezione.
Tempo pochi secondi ed arriva lei.
Guarda il pannello e fa:
“Questa sembro io da giovane.”
Io penso:
“Vabbé… diamole il beneficio del dubbio.”
Poi la Donna Imbuto comincia afare i suoi soliti commenti sostenendo che il disegno, che avrebbe dovuto rappresentare la Madonna, era sì bello, ma non dava la giusta idea di sacralità della figura, al che C. le ha risposto spiegandole brevemente gli eventi dell’opera.
Praticamente l’artista della storia, nel disegnarla, si era ispirato a una donna che amava. Per questa ragione la figura appariva più “carnale” di quanto sarebbe dovuto essere.
Della serie: figura di .
Ho bisogno di un paio di pantaloni nuovi…
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- FRONT

- SAMPLE

- BACK

Titolo: Tales of Glory
N° Pag: 36 + 2 speciali
Formato: B5
Caratteri: Stampati
Genere: Romance / Drama / Shonen Ai / Gag
Provenienza: Tales of Destiny X Tales of Phantasia
Personaggi: Alla Cast
Pubblicato il 20 Febbraio del 2000 dal circolo Tsukishimaya, “Tales of Glory” si presenta al pubblico come una sorta di fan magazine contenente alcune storie brevi, 4koma, fanart, bozzetti, studi di personaggi e sondaggi. Per quanto riguarda le storie brevi sono tre: due a carattere comico (ma non demenziale!) vedono coinvolti rispettivamente i personaggi più importanti di Tales of Destiny e di Tales of Phantasia. Non sono presenti, tuttavia, crossover, ma solo cross cosplay in alcune illustrazioni. L’ultima vicenda, invece, chiude il volumetto ed è a carattere drammatico: dopo gli eventi a Libra IV, Hugo scopre il cadavere di suo figlio sul Dycroft e, per un attimo, la sua mente pare riesca a ricordarsi di lui e del suo passato, salvo poi essere posseduta di nuovo da Miktran. Molto interessanti i sondaggi: non solo quelli relativi ai personaggi preferiti, ma anche sulle hi-ougi, sulle skill e sulle scene favorite dagli utenti (e molto altro ancora!). Il tratto dell’artista, sebbene un po’ incerto, è comunque tutto sommato gradevole alla vista. I retini sono applicati bene e nella giusta dose. I fondali sono quasi del tutto assenti. Dal punto di vista tecnico, il volumetto presenta una cover dal cartoncino lucido, mentre le pagine interne, lisce e dotate di una certa consistenza, sono di ottima qualità e non ingialliscono.
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