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Raccomandazioni prima di partire a palla con questo articolo:
- E’ pieno zeppo di spoiler. Avrei tanto voluto evitarli, ma per poter argomentare le mie posizioni sono stata costretta a fare delle anticipazioni.
– Trattandosi di un post che propone una valida alternativa ad un titolo “main stream” è chiaro che se per voi Code Geass è un indiscutibile verbo, la lettura di questo brano non è per nulla consigliata.
– Lo dedico a Harujon perché è dalle sue osservazioni che ho preso spunto.
Detto questo direi di passare all’incipit della questione che si potrebbe, in realtà, riassumere con queste due semplici immagini:
VS 
Al di là della presenza di mecha e di tematiche fantapolitiche (buttate un po’, tanto per…), sia dalle considerazioni di Harujon che da quelle di molti altri sostenitori della saga, mi sembra di aver capito che il succo della questione, il motore trainante del “fascino” di Pelouche Daperugia risiede sia nel suo ruolo che nel senso di “sacrificio” di cui egli si farebbe, a quanto pare, portavoce.
Ormai ho parlato di Code Geass fino alla nausea, per cui cerco di farla breve e di concentrarmi SOLO sul personaggio senza divagarmi sui vari plot hole e deus ex machina presenti nella trama.
In sostanza, Pelouche è un anti-eroe che ottiene un potere maledetto, lo usa (male) per vendicarsi della morte di sua madre e per creare un mondo migliore per sua sorella Nunnaly. Passo dopo passo, però, il suo ruolo di leader ha il sopravvento su tutto sicché il giovane si trova persino a geassare prima Euphemia, che incestuosamente amava, e poi sua sorellina.
Le vicende dell’anime ci suggerirebbero che il tanto combattuto diciassettenne abbia sacrificato tutta la sua vita per il Bene del mondo, passando il messaggio, per altro abbastanza opinabile che è molto meglio vivere nella menzogna perché il mondo non riesce ad accettare la Verità – e infatti i personaggi che sostenevano quest’ultima vengono tristemente eliminati dalla scena.
Sempre per la stabilità mondiale, Pelouche pensa bene di diventare lui stesso l’Imperatore di Britannia, dopo la dipartita insensata di suo padre, e di passare la maschera al suo migliore amico Suzaku sicché egli potrà ucciderlo, in veste di Zero proprio davanti alla folla, ristabilendo l’ordine, la pace e l’armonia tra i popoli ed ergendo ancora una volta Zero come simbolo di ribellione e di libertà.
I pianti e le lacrime del protagonista, uniti a qualche sfiga qua e là, hanno colpito molti spettatori – tendenzialmente di sesso femminile -.
Si è formata, dunque, un’opinione comune che vede Lelouch come:
1) Un grande tattico e/o stratega (tanto per molti è la stessa cosa );
2) Un ottimo leader;
3) Un povero martire che ha compiuto un gesto di estremo sacrificio con la sua morte, voluta, all’ultima puntata;
4) Una persona che ha vissuto continuamente nella sofferenza perché ha perduto le persone che ama;
Eppure basta guardare fuori dal seminato del mainstreaming per capire che non basta qualche lacrima per creare angoscia, non basta farsi uccidere per creare il senso di martirio, non basta piazzare qualche bomba in terra per essere considerati grandi tattici.
Anche distaccandomi da quella che è la mia personale visione dell’anime di Code Geass, c’è un personaggio, nascosto in un manga semi-sconosciuto e non eccellente in quanto a veste grafica, che è capace di ergersi ben al di sopra di Lelouch.
Ed è basandomi su questo personaggio che vorrei spiegare la differenza tra un “finto anti-eroe” e un VERO “anti-eroe”.
Alla fine della lettura vi posso assicurare che troverete la vita del principino di Britannia tutto sommato gradevole, piatta e spensierata.
Detto questo… detto tutto.
Mi sto riferendo a Rosa Rossa Strauss, protagonista del fumetto “Record of Fallen Vampire”.
Non mi voglio dilungare troppo su una recensione dell’opera perché non è questo il mio intento, sicché andrò direttamente al succo.
Strauss, così come è Lelouch è un leader, ma non di un gruppo di fanatici terroristi, bensì di un intero regno… ovvero quello della Notte, abitato da vampiri e Damphir.
E così come nel caso di Code Geass, gran parte della trama viene spesa a favore della fantapolitica: per riassumere brevemente, Strauss scopre di essere un vampiro talmente potente da non essere scalfito dalla luce del sole. Questo (e altri fattori, quali la sua grande competenza politica) gli desteranno non pochi problemi destabilizzando, di fatto, l’equilibrio tra i territori abitati dagli umani e quelli abitati dai vampiri.
In una incursione in un villaggio, Strauss prende con sé una fanciulla umana di nome Stella della quale si innamora perdutamente. Stella rimane presto incinta di lui e sembra che questo possa ristabilire l’ordine se non fosse che Maria, la madre putativa di Stella e leader degli umani, vergognandosi della condotta della giovane e piena di rabbia verso Strauss, la uccide, la smembra (letteralmente!) e scompare nel nulla.
Le tensioni continuano ad aumentare e Strauss, senza star lì a versare lacrimucce, mette da parte tutta l’angoscia per l’orribile perdita della sua compagna affinché il suo dolore non finisca per creare odio e disprezzo verso gli esseri umani. Alla fine, però, Strauss accetta di essere condannato a morte per portare fine alla guerra e per poco non viene eliminato.
Adelaide, la sua promessa sposa, che fino a quel momento si era tenuta da parte anche per via di Stella, prima cerca di prendersi la colpa della morte di lei al fine di alleviare la responsabilità di Strauss, ma poi, alla vista della sua morte, la principessa va del tutto in berserk provocando panico e distruzione.
Quel periodo di forte crisi è, paradossalmente (ma nemmeno tanto!), l’occasione in cui umani, vampiri e damphir si uniscono per far fronte a un problema comune.
Da lì il protagonista, scampato al decesso, capisce che NON deve morire.
Prendendo i punti che ho elencato prima, direi di congiungere i primi tre in un unico nodo.
Lelouch è mosso dalla vendetta e si fa uccidere alla fine della serie pretendendo di propinarci la sua giustificazione come Verità indiscussa.
Poiché lui era il tiranno, va da sé che se si fa uccidere, tutti i conflitti avranno fine.
In realtà Lelouch compie la scelta in assoluto più FACILE, STUPIDA ed EGOISTICA che si potesse intraprendere.
Facile perché non c’è nulla di più semplice che perdere la propria vita.
Stupida perché così egli dimostra di non aver capito NULLA di politica estera.
Egoistica perché così egli impone, di fatto, la sua visione delle cose, ovvero quella di costringere il popolo ad una continua messa in scena privandolo della Verità.
Anche Strauss veste i panni del tiranno di turno, ma lo fa con un’intelligenza e una sensibilità che hanno del disarmante.
Egli, infatti, sa bene che per mantenere l’armonia tra i popoli DEVE restare in vita. Così facendo egli sarà il nemico comune e lo sarà fino a che lui avrà la forza di muoversi e di reagire. Rosa Rossa non penserà MAI di vendicarsi di Stella uccidendo Maria, ma si concentra su ciò che è bene per tutti.
Strauss, a differenza di Lelouch che realizza la cosa solo dopo il piagnisteo di Shirley, sa benissimo fin dall’inizio che sarà costretto ad uccidere delle persone, ma fa in modo di limitare AL MASSIMO i decessi continuando, però, a focalizzare tutto l’odio e il rancore su di sé.
In una scena Rosa Rossa elenca, in ordine di uccisione, tutti i nomi di chi aveva eliminato.
Questo elenco è il modo che ha lui per dimostrare quanto fossero importanti quelle vite e quanto lui avrebbe voluto preservarle, se questo fosse stato possibile.
Non è un ragazzino che gioca a scacchi ben nascosto nell’ombra dove nessuno può toccarlo, pensando che ogni pedina sia la sua pedina, un essere inanimato e senza alcun valore, ma è un “uomo”, un re, un leader.
Anzi.
IL LEADER.
Mentre Lelouch si fa infilzare e chi s’è visto s’è visto, Strauss, pur desiderando la morte, continua a vivere, braccato, isolato, disprezzato da tutti, persino dalla sua figlioccia. Continua a vivere e a lottare in nome della pace per il suo popolo… e per fare questo ci vogliono due attributi grandi così.
Rosa Rossa è il coraggio con la “C” maiuscola.
Quanto al terzo punto molte lacrime sono state spese sulla morte di Euphemia e di Shirley e sul fatto che Lelouch ha tanto penato per la loro triste dipartita in un aumento forzato della drammaticità legata al personaggio.
Tra coloro i quali gli danno la caccia, Strauss ha un nemico più potente di tutti gli altri… il Cigno Nero.
Si tratta di una creatura, dall’aspetto di una ragazza, che ad ogni decesso si reincarna ed eredita tutta l’esperienza e la forza accumulate dagli altri cigni neri.
Ebbene: questo essere è stato creato da Maria in persona dai CADAVERI di Stella e della bambina che portava in grembo.
Il Cigno Nero è, insomma, la reincarnazione unificata della compagna e della figlia messi assieme, creata APPOSITAMENTE per uccidere Strauss il quale, ben consapevole di questo e sempre per il senso di sacrificio ASSOLUTO cui sopra è COSTRETTO a eliminare ancora.
E ancora.
E ancora.
E ancora.
Mentre Lelouch dice addio a Euphemia e a Shirley, quasi impazzendo di dolore per una morte provocata, indirettamente, dai suoi egoistici interessi, Rosa Rossa è vittima delle circostanze e vive nella morte dell’amata, ciclicamente.
Come se, per assurdo, Lelouch avesse 50 fidanzate e ad ogni puntata gliene morisse una.
Immaginatevi… dopo quante si sarebbe fatto di Refrain? Poche… MOLTO poche, a mio avviso.
Non credo, in definitiva, che sia necessario spendere altre parole su cosa sia veramente dramma, sacrificio e dolore.
La sola storia di Rosa Rossa parla per sé e lo fa con un grido lancinante che copre quel poco di luttuoso presente in Code Geass.
Un grido che proviene dall’Abisso.
Quello vero, però.
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