Sarà un lungo post questo, me lo sento, ma d’altro canto non poteva essere altrimenti dal momento che in questi giorni me ne sono capitate davvero di tutti i colori sia in positivo che in negativo!
Prima di iniziare a parlare del famigerato week end passato in montagna, vorrei aprire una piccola parentesi sull’assurda Tales of Vesperia Quest!
Come avevo accennato, oltre a Star Ocean 4, qualche tempo fa avevo acquistato anche Tales of Vesperia, ma se il primo titolo me l’ero preso al Gamestop assieme a Serchan, il secondo ho avuto l’infelice idea di comprarlo su Ebay e quello che ho risparmiato in denaro l’ho perso in salute data tutta la SGRADEVOLE vicenda.
Avevo chiesto ESPLICITAMENTE ai carissimi venditori di mandarmelo per posta prioritaria (spesa di spedizione messa a disposizione dal negozio stesso!) e loro tacitamente mi fanno solo sapere di avermelo mandato.
Sta di fatto che di lì a qualche giornata mi arriva una cartolina di Raccomandata 1 indirizzata a me, senza un caxxo di mittente che mi dice simpaticamente che il gioco era passato di lì e che siccome non c’era stato nessuno il postino se l’era portato via e che in quel momento si trovava nel comune dove abitavo prima io con i miei! A diversi chilometri di distanza dalla mia attuale casa!
Le cose non mi tornano ed intanto mi muovo contro i venditori che si erano permessi di spedirmi il pacco con un metodo da me NON richiesto (e a maggior ragione capirete presto per quale ragione io di raccomandate NON ne voglio più sapere!) senza manco chiedermi nulla o interpellarmi.
Mi reco alle poste del mio comune, chiedo se devo effettivamente andare a M. per recuperare il caxxo di pacco.
Loro quasi scocciati mi dicono di sì e che comunque si leggeva chiaramente sulla cartolina.
Sto per partire con il mio Scassone Powah e scopro che purtroppo la batteria dell’auto si è scaricata così prendo e vado con il bus (con tanto di aria condizionata a mille che tra un po’ mi veniva un mezzo infarto!) e dopo 30 minuti e più arrivo a M.
Mi tocca scavalcare il muretto della stazione per arrivare velocemente alla sede postale del comune e lì, dopo aver cercato inutilmente il pacchettino per 10 minuti mi dicono che il gioco era… nel mio comune!
Mi consigliano di sporgere un reclamo perché cose di questo tipo non dovevano assolutamente accadere e così dopo altri 30 minuti e passa torno a casina, vado alle poste e dopo altri venti minuti di trobolazione (tra il turno e il dover compilare il reclamo) riesco ad uscire con il dannatissimo pacchetto con un dentro un gioco al quale non riuscirò sicuramente a giocare di qui a parecchio tempo.
Bella lì.
Devo ancora telefonare ai criminali del negozio per dir loro quattro sul loro comportamento (sopratutto perché, proprio perché conosco l’inefficenza delle poste locali, avevo detto che se potevano spedire solo per raccomandata io il gioco glielo lasciavo e volevo indietro i soldi).
Tutto questo è accaduto al mio rientro dalla montagna in uno dei week end più piacevoli degli ultimi tempi!
Il sabato mattina, alle 7:00, ci siamo alzati e, avendo già tutto pronto siamo riusciti a partire abbastanza presto. Dopo qualche attimo di defiance orientativa per imboccare la strada giusta, abbiamo iniziato a salire tra i tornanti.
Per un bel pezzo di strada temevamo che non saremmo riusciti ad andare in alta montagna dato il tempo parecchio nuvoloso, ma per fortuna passando su un altro versante il cielo si è aperto completamente e ci ha dato la spinta giusta per continuare a salire.
Abbiamo trovato piuttosto rapidamente il nostro albergo dato che il paesino (a 700mt) è davvero piccolo e puccio e dopo esserci preparati per la passeggiata in montagna (zaino, pantalonicini corti, maglietta e maglia a maniche lunghe sopra) siamo andati a piedi fino alla funivia e lì siamo passati da 700mt a 1500mt!
Una volta giunti alla Doganaccia abbiamo proseguito a piedi (non prima di equipaggiarci presso una baita di panini, acqua e cioccolata) fino alla Croce Arcana (1700 e passa metri!).
Il tempo non era un granché… erano arrivati degli addensamenti di nubi e abbiamo preferito rimanere sul luogo e mangiare lì (e abbiamo anche mangiato mirtilli colti direttamente sul posto! Divini! ).
Siamo tornati con comodo alla funivia e quando abbiamo rimesso piede nella camera d’albergo era già primo pomeriggio. Ci siamo quindi concessi un po’ di sano riposo (e Serchan, poverino, era completamente stravolto tanto che è riuscito a dormire più di me!), poi ci siamo rivestiti e siamo andati in giro per il paese facendo acquisti e bevendo l’acqua della fontanella davanti al comune (deliziosa anche quella… mi ero dimenticata completamente di questi splendidi sapori!).
Tempo di fare quattro passi e si era già fatta ora di cena… una cena che fino all’ultimo abbiamo temuto di non fare perché TUTTI i caxxo di localini erano già pieni alle 19:30!
Alla fine siamo riusciti ad infilarci in un ristorante piuttosto alla mano che faceva tutto tranne secondi piatti e contorni e lì abbiamo mangiato una pizza.
- Bellissimo è stato l’ingresso al ristorante. Serchan vede un tavolo molto puccio da un lato e fa: “Guarda che carino… mi piacerebbe molto mangiarci!” Arriva la cameriera, ci dice che c’è posto e ci fa accomodare… PROPRIO A QUEL TAVOLO! -
Pizza seguita a ruota dal gelato (fantasmagorico!) preso alla gelateria sopra al locale!
La notte siamo sprofondati dal sonno e ci siamo risvegliati sempre alle 7:00. Abbiamo fatto subito le valige e abbiamo aspettato il tizio dell’albergo che doveva finire di fare le brioche (bella lì! Faceva il factotum quel povero vecchietto!). Appena ci vede ci fa: “E’ ancora presto per la colazione però!”
Gli diciamo di non preocupparsi perché tanto non la volevamo fare e dopo poco, senza farci vedere e sentire ci diciamo: “Ma sono le 7:30! Quando fanno colazione questi?!”
Ancora con i bagagli ci buttiamo nell’unico bar del paesino dove abbiamo fatto colazione.
- Altra cosa lol è stata quando Serchan, dubbioso, mi fa: “Ma siamo sicuri che il bar sia aperto?!” -
E poi in auto fino alla Croce Arcana in una strada dissestatissima tipo rally dove abbiamo provato il brivido di sfasciare la macchina in mille pezzi!
Il tempo era magnifico e alle 9:30 eravamo già a Lago Scaffaiolo dove io stavo per rapire un Husky troppo bello a un gruppo che era rimasto accampato lì tutta la notte (si stavano svegliando quando siamo arrivati)!
Ci siamo goduti il panorama, il sole, il tempo gradevolissimo nonostante la temperatura per nulla elevata (c’era la condensa quando respiravamo!) e poi siamo tornati indietro quando i ritardatari stavano arrivano.
Anche il pranzo è stato un mezzo incubo.
Abbiamo fatto il giro di tutti gli agriturismi dalla Doganaccia a Cutigliano e poi siamo tornati al ristorante della sera prima dove però abbiamo dovuto attendere tempi biblici per un mega crostino e un piatto di pasta (che però erano davvero ottimi! ).
Scendere giù e tornare al caldo è stata una mazzata tremenda.
Anche il viaggio è stato sfiancante dal punto di vista fisico, ma rigenerante per la mente.
Vi giuro… ci tornerei domani stesso per assaporare ancora quei sapori, quell’aria rarefatta eppure così gradevole da respirare e quel silenzio… quel silenzio così irreale per noi che viviamo nel casino tutto il santo giorno, quel silenzio rotto solo dal vento e quel panorama così ispirante e poetico che ti fa stare in pace con te stesso.
Mi sono mancati tanto quei posti e mi auguro di vederne tanti altri sempre così belli in futuro con il mio amore e con tutti coloro ai quali voglio bene.
Ed è stato effettivamente un post lunghissimo!
Onde evitare di lasciarvi troppo tempo soli soletti sul nostro blog, ho deciso di postare rapidamente il Video Story di Eternal Sonata approfittando dell’occasione per avvertirvi che questo week end molto probabilmente non potrò scrivere manco una riga (parlo del sabato e della domenica).
La ragione è molto semplice: domani mattina sul presto io e Serchan partiamo per un fine settimana in montagna e speriamo che vada tutto bene (del tipo… spero di non prendermi un mezzo infarto a passare da mmm… sessanta metri sul livello del mare a mille e passa?! ) e che il tempo sia sufficientemente clemente da consentirci di andare ad alta quota senza il nuovolone minaccioso di mezzo alle scatole.
Insomma… se la fortuna ci assiste un po’ farò qualche foto qua e là… manco da quei posti da un sacco di tempo e devo dire la verità? Mi mancano abbastanza. Vi saluto, dunque e vi lascio con questa clip brevissima che aggiunge qualche elemento alla sub quest di Dolce.
Non temete, il prossimo video sarà mooolto più interessante con il ritorno di un certo personaggio e una battaglia questa volta con un party diverso composto da Chopin, Beat e… Salsa! Alla prossima volta, dunque!
Titolo: FATE N° Pag: 19 + 1 speciale Formato: B4 Caratteri: Scritti Hiragana: No Free Talk: Si Genere: Gag / Shounen Ai Provenienza: Tales of Destiny Personaggi: All Cast Rarità: Piuttosto raro
Pubblicato il 4 Maggio del 1998 dal circolo d’artisti MA-X, FATE si presenta al pubblico come uno dei tanti doujinshi di sfondo comico (che però non tocca il demenziale, ma con qualche ammiccamento al genere shounen-ai) riguardanti tutti i vari personaggi del videogioco. Le situazioni non brillano certo di originalità purtroppo, e a peggiorare la situazione c’è anche la veste grafica del volume che non è delle migliori. Le tavole, sebbene siano organizzate abbastanza bene presentano disegni abbastanza acerbi da un lato, e davvero poco accettabili dall’altro (alla creazione del doujinshi hanno contribuito due artisti differenti). L’uso dei retini, però, è piuttosto buono e gli sfondi sono spesso presenti e sufficientemente curati. Molto più gradevole è, invece, l’assetto tecnico di FATE: la cover è stata realizzata con un cartoncino ruvido molto piacevole al tatto, la prima pagina è trasparente con delle belle decorazioni bianche, mentre la seconda presenta un’illustrazione interamente a colori (cosa molto rara da vedere in un doujinshi). Anche la carta usata per le pagine interne non è niente male.
Probabilmente questo sarà uno di quei tipici post che annoiano un po’, ma volevo comunque farlo per fare un po’ il punto della situazione di tutto quello che sto seguendo (sia a livello di progetti che a livello di siti esterni).
In primis volevo fare un piccolo update riguardo agli indirizzi per i premi: mi sono arrivate le mail di Yurai Namida e Zaffo, ma manca ancora quella di Nanami-chan.
Yurai Namida, dopo il post ti mando una risposta alla tua email (evito di scrivere qui per questioni di privacy), ma già da ora ti posso dire, stando naturalmente nel vago, che non ho problemi a mandarti il disegno in digitale e, anzi… colgo l’occasione per iniziare a pensarci e farmi sapere il soggetto (o i soggetti) qui o via email.
Se volete qualcosa di particolare, spiegate bene tutto quanto nei minimi particolari, mi raccomando, altrimenti rischio di non accontentare le vostre esigenze.
Passando oltre, anche se è da UNA VITA che mi è arrivato… volevo dirvi che ho ricevuto il secondo tankobon del manga di Tales of Destiny DC Lion no Yume.
Sperando di farvi cosa gradita, mi piacerebbe parlarvene un po’ (giusto della prima parte per non fare troppi spoiler).
Come avevo sospettato dalla cover della versione limitata, in questo volume un INTERO capitolo è stato dedicato al passato di Leon quando ancora si faceva chiamare Emilio. Globalmente l’ho trovato BELLISSIMO, poetico e molto sentimentale… peccato duri così poco.
E a tal proposito proprio non riesco a spiegarmi come mai in molti casi trascorsi così densi vengano sintetizzati in poche pagine (vedete anche quello di Serpico e Farnese di Berserk) e poi magari empi passati di altrettanto empi personaggi si dilatino come delle specie di FASTIDIOSI filler per molti capitoli.
In ogni caso, tornando in argomento, il volume si apre con l’arrivo di Marian Fustel nella dimora Gilchrist. La prima cosa che la donna vede è il giovanissimo Emilio (sei anni stando a quando scritto sul manga anche se, secondo me, ne dimostra un po’ di più in questo frangente) posto proprio davanti al ritratto gigantesco della madre defunta.
Naturalmente il piccolo ha subito una reazione di meraviglia quando vede la ragazza che assomiglia così tantoa sua mamma.
Emilio, comunque, rimane ancora chiuso in se stesso e sopratutto nella sua solitudine. Il suo carattere e il suo atteggiarsi è già quello di un adulto e questa cosa mi ha molto colpita. In particolare, la personalità che ne esce fuori risulta essere decisamente contrastante e non poteva essere altrimenti a mio modesto avviso dal momento che lo spadaccino è ancora un bambino e non sa controllare bene i suoi sentimenti e le sue emozioni.
Per questo Emilio si strugge perché suo padre non gli sta accanto e prova per lui una sorta di profondo amore che sfocia in una sofferenza così tremenda che lo porta inevitabilmente a odiarlo, di un odio talmente ricco di angoscia che Marian rimane scioccata nel vedere tutto questo in un bambino.
E così, alla gara dei giovani spadaccini, Leon passa tutti i turni, ma resta solo per l’intera durata della gara (emblematica è la scena di lui che, seduto, muove le gambe mentre poco distante, i suoi coetanei sono sostenuti dall’amore e dalla presenza dei rispettivi genitori).
La sera stessa Emilio fa ritorno a casa con il trofeo, ma non ha nessuno con cui condividere quella gioia e così lo spadaccino abbandona l’oggetto sul letto perché per il bambino esso non ha alcun valore.
A nulla vale l’arrivo di Marian che gli porta, contenta, una missiva da parte del padre: Leon prende e la getta nel fuoco senza nemmeno leggerla. Marian resta turbata da questo comportamento e, piangendo, scappa via, lasciando del tutto di stucco Leon.
Per me le intenzioni iniziali di Marian erano quelle di fare un po’ da pacere tra le parti. Forse la ragazza si mette a piangere non tanto perché si sente ferita dalle parole di Leon (parole molto fredde nei confronti del padre), quanto piuttosto perché è proprio in quel momento che la giovane realizza di che razza di rapporti intercorrevano DAVVERO tra Emilio e Hugo.
Anche se dopo Leon, cercando di seguire i consigli della cameriera, tenta un ultimo disperato riavvicinamento a Hugo, nel momento in cui egli continua a trattare malissimo il figlio, Marian prende finalmente una posizione – a favore del piccolo spadaccino, ovviamente, diventando, così un punto fisso per la vita di Leon.
Tutto il resto del tankobon torna al presente e arriva sino all’incontro con Karyl Sheeden.
Boh… sarà che questi accadimenti li ho già visti in tutte le salse, francamente non mi hanno molto colpiti così come mi ha colpito questo primo capitolo.
A giudicare, poi, dalla velocità con cui gli eventi procedono per sto manga durerà ancora molto poco (2 tankobon… MASSIMO 3 IMHO ).
Infine… piccoli update dal mondo degli anime, blog e fansub.
Per quanto concerne gli anime, gli MDW hanno chiuso ufficialmente il progetto (morto a causa dei francesi) di Shoujo Cosette, ma questo solo perché… verrà trasmesso nella stagione autunnale sul canale Merdaset Hiro!
Naturalmente vojo assolutamente vederlo (e magari commentarlo qui perché adoro la storia dei Miserabili).
Per quello che riguarda, invece, i blog, volevo segnalare che Soul Eater è andato in hiatus (come sicuramente avrete già notato) e tornerà “più succoso che mai”.
Francamente sono molto curiosa e spero che tutti i problemi della Jowah si risolvano al più presto.
Infine… i fansub!
Sono rimasta molto colpita (in positivo) da l cambio di layout – con tanto di header random un po’ come nel mio blog, con le immagini dei vari progetti curati dal gruppo – del sito degli MDW. Ci voleva proprio dopo un lungo periodo senza un rinnovo, anche solo parziale, della veste grafica.
Complimenti ancora e speriamo di iniziare uno dei progetti by MDW dopo aver terminato quelli in corso.
Come avevo promesso ho uppato il primo video riguardante l’unica sub quest degna di nota nel gioco (non parlo del dungeon opzionale) di Eternal Sonata e cioè quella dedicata a Dolce.
In realtà il gruppo avrà un terzo ed ultimo incontro con la piratessa, ma non temete che ho ripreso anche quello lì!
Visto che non ho molto da scrivere (o almeno… non qui), volevo fare un piccolo aggiornamento sulla questione Seiken Densetsu 2. Guardando bene il sito ufficiale ho scoperto che il giochillo funzionerà solo su un modello di cellulare che si chiama Foma 903i ovviamente inesistente qui in Italia. Ho visto i modelli su internet e francamente non mi ispirano nemmeno un po’.
Ho anche avuto modo di dare un’occhiata allo scan dell’articolo relativo a questa succosa new: dagli screen (molto piccoli) si vede chiaramente che la grafica è rimasta quella dello SNES (me lo aspettavo! ) forse con qualche ritoccatina, ma nulla di più. Okay, dai… non voglio uscire troppo da seminato… hajimemasho!
Dolce torna a farci visita più agguerrita e ingrifata che mai!
Assieme a lei i soliti due manzoni che stavolta sono anche in grado di usare il resurrect l’uno sull’altro
La tattica usata è sempre la stessa: Polka l’ho posta in una zona di luce e per la stragrande maggioranza del tempo l’ho adibita solo alla cura (anche perché, come avete visto, con Dolce non resiste dato che è stata uccisa da un suo attacco frontale), Chopin l’ho lasciato a cavallo tra la zona d’ombra e quella di luce per poter usufruire sia della cura che del Più Grave.
Quanto a Beat… beh… fino a che Chopin non impara una skill a dir poco ASSURDA, l’ho sempre trovato un buonissimo DD (Damage Dealer e cioè un guerriero fatto apposta per arrecare danni), quindi non è un caso che abbia dato lui il colpo di grazia alla piratessa.
Avrei voluto terminare il duello senza decessi (come ho sempre fatto sino ad ora), ma non avevo voglia di registrare da capo lo scontro (anche perché il save point non era propriamente dietro l’angolo).
Stavo per iniziare a scrivere sul blog mettendo qualche titolo a random e con una chiara idea su che cosa parlare quando ecco che, con un giro a dir poco ASSURDO, ma casuale mi sono imbattuta in una notizia che mi ha fatto scendere la tipica piccola lacrimuccia di nostalgia. Seiken Densetsu 2 conosciuto qui in occidente con il titolo di Secret of Mana… uscirà per cellulare questo Ottobre al costo di 840 yen!
Il sito ufficiale è già up con un’art che mi ha lasciata di stucco per almeno un paio di minuti:
Vi giuro… sto piangendo ragazzi… e questo perché a questo gioco ci sono davvero affezionata dal momento che in qualche modo sono legati ad esso dei ricordi davvero bellissimi della mia infanzia!
Non mi illudo di certo che faranno un remake o roba del genere e non mi immagino neppure un sequel o un seguito di merchandising, però sono felice di un revival di un gioco che per troppo tempo è stato lasciato nel dimenticatoio. Sarebbe stato ancora più bello una release per Nintendo DS o PSP, ma vabbé… non si può avere tutto dalla vita.
La cosa davvero eccezionale (per quell’epoca) è che in Seiken Densetsu 2 si poteva giocare fino a tre giocatori che avrebbero interpretato i ruoli dei tre personaggi e, a differenza di Seiken Densetsu 3, dove il primo giocatore aveva più autonomia degli altri (solo lui poteva entrare ed uscire dalle locazioni), nel 2 ciascuno aveva la stessa identica importanza a livello di gestione.
Io ho avuto la fortuna di giocarmelo tutto (e più volte) con due amichetti d’infanzia per cui… il party era perfetto perché anche nel gioco i personaggi sono due maschi e una femmina!
E per quanto riguarda i personaggi… anche se lo SNES limitava parecchio la capacità di espressione di ciascun individuo, ho sempre trovato Randy, Purim e Popoi i primi prototipi di personaggi davvero round con una spiccatissima personalità. Randy (quello con la spada), era il primo anti-eroe che incontravo o comunque una specie di Picaro… entrato nell’avventura senza volerlo, per un suo sbaglio che ha messo a repentaglio la vita di tutti quanti e tra le altre cose, anche se Randy è colui il quale possiede la spada di Mana non può sconfiggere il boss finale (su carta, poi sulla pratica è possibile comunque farlo) senza il potere combinato dei suoi due compagni (altra cosa che non avevo mai visto prima dopo un sacco di giochi in cui sull’eroe si focalizza tutta l’attenzione). Purim era anche lei una specie di personaggio femminile di rottura con il passato. Anche se bionda e con gli occhi azzurri (e quindi con tutti i canoni della fanciulla angelicata e indifesa), era estremamente combattiva, dal carattere persino più forte di quello di Randy – tanto che alla fine sarà lei la prima a farsi forza per le perdite derivanti dalla guerra -. La rottura si ha anche nella storia di Purim: la sua missione è quella di liberare il suo promesso fidanzato dalle grinfie di una strega che pare averlo posseduto e portato via. Sempre guardinga, individualista e a tratti persino asociale, Purim in realtà è uno dei personaggi più attenti ai sentimenti degli altri.
Infine Popoi… il personaggio dal quale la cara Square Enix si è “auto-copiata” per realizzare alcune delle caratteristiche di Tidus (delle quali non parlo perché mi sto riferendo allo spoiler che sta dietro questo eroe e cioè la sua vera natura). Anche Popoi in qualche modo va a mascherare parte della sua personalità con un atteggiamento estremamente spensierato, felice ed allegro (il che l’ha fatto passare, agli occhi di molti, per un… herr… deficente! ). L’impressione che ho avuto io, invece, è che Popoi facesse l’imbecille sia per via della sua educazione – impartita da degli altrettanto spensierati nani – sia sopratutto per nascondere quelli che erano i suoi veri sentimenti. Ed in effetti Popoi se vogliamo è quello che soffre di più nel gioco: già all’inizio sappiamo che egli è un folletto di Mana che ha perso tutti i suoi simili in una terribile strage, che è stato portato in salvo (probabilmente dai suoi genitori), ma che purtroppo a causa di un incidente ha perso la sua memoria. E nonostante tutto il dolore che proverà (culminante nelle fasi finali del gioco), io di Popoi ho l’immagine bellissima di una creatura serena, giocosa, ottimista, solare che ammira il cielo stellato su di un albero dopo aver compiuto il suo ultimo più grande sacrificio.
Herr… mi sono accorta solo ora di quanto abbia scritto, gomen.
Spero di non avervi annoiato eccessivamente e comunque sia se avete commenti (del tipo: “Ah Mary… me che stai a dire?!”) scrivete pure!
Solo un’ultima cosa (dato che non voglio fare un post eccessivamente lungo): Per quanto riguarda i premi del concorso… io ho ricevuto solo la mail di Nekovale con il suo indirizzo. Siccome non vorrei andare avanti indietro in posta, sto aspettando gli indirizzi di Nanami-chan, Yurai Namida e Zaffissimo (A Cely darò il portachiavi ad Agosto quando ci faremo le vacanze insieme con la mia best friend – e se sentite di tre pazze che hanno fatto qualche caxxata in Toscana… ebbene, siamo sicuramente noi! ).
Titolo: People Caft in Heroic Mold N° Pag: 36 + 2 speciali Formato: B5 Caratteri: Stampati (Free Talk) / Scritti (fumetto) Hiragana: No Free Talk: Si
Genere: Gag / Shounen Ai Provenienza: Genso Suikoden 2 Personaggi: All Cast Rarità: Piuttosto raro
Pubblicato il 13 Agosto del 1999 dal circolo d’artisti CosiCosi capitanato da SvetoZarvic (nome d’arte, ovviamente), People Caft in Heroic Mold si presenta al pubblico come un volume contenente diversi free talk, illustrazioni e, per la maggior parte, 4koma. La particolarità del doujinshi è il fatto che gli autori hanno dedicato a quasi tutte le 108 stelle del destino un 4koma a sfondo comico. Tra di essi, ad esempio, abbiamo il 4koma dedicato a Teresa nel quale, giocando con la straordinaria similitudine fisica che la donna ha con Jowy, l’eroe di Gensou Suikoden 2 chiede al personaggio di raccogliere i capelli in una coda. Il 4koma termina con l’eroe che abbraccia Teresa illudendosi che ella sia il suo amico d’infanzia. Vi sono piccolissimi accenni al genere shounen-ai, ma niente di così compromettente per un lettore maschio. Anche se i disegni del circolo CosiCosi non sono eccezionali, c’è da apprezzare l’idea che gli autori hanno avuto nell’impostazione del volume stesso. Dal punto di vista tecnico People Caft in Heroic Mold si assesta sulla media: buona impaginazione, buona cover e pagine di discreta qualità rese ancora più vive da una costante retinatura.
GDR preferiti: Final Fantasy 6 e 7, Suikoden 2, Chrono Trigger
Opening preferito: Suikoden 3 (Exceeding Love)
Personaggio preferito: Leon Magnus aka Emilio Katret Gilchrist aka Judas
Ciò che amo: Un sacco di cose... in particolare spendere e spandere ^_^
Ciò che odio: L'ipocrisia, i falsi poveri, i falsi in generale, i vittimisti, i cani che abbaiano eccessivamente, la cannella, il chiodo di garofano, gli insetti che volano, il troppo freddo e il troppo caldo, le delusioni, la solitudine, i PC che non funzionano a dovere, essere al verde, non fare nulla, i nerd, i saccenti.
A cosa sto giocando: Odin Sphere (Power leveling)
Il mio prossimo acquisto: Resonance of Fate
Il mio libro preferito: Cime tempestose, Bimbo non a bordo