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Mi domando: come mai nella storia dei jRPG ci sono periodi in cui non viene rilasciato NULLA… manco chessò un The Legend of Pescatore Innamurato 3 e poi, all’improvviso… ecco che arrivano le valangate immani di giochi, uno dietro l’altro?!
Riassumendo ci sarebbe in programma: Star Ocean 4 International, White Knight Chronicles, Lunar Harmony of Silver Star, Final Fantasy XIII in italiano, Resonance of Fate e… poi?!
Siccome la vostra carissima blogger è molto intelligente che ha fatto qualche giorno fa?
Incurante di quello che l’avrebbe aspettata ha dato fondo al portafoglio e ha preso dall’Inghilterra un titolo che avrebbe voluto provare molto prima:

La voglia mi è venuta ancora di più quando ho letto il post di Yuffie.
Già ci avevo messo gli occhi quando rimasi mezz’ora nel Game Stop per cercare di decidere quale titolo acquistare tra questo e Tales of Symphonia 2, ma allora ero ben consapevole che dovevo scegliere e che avrei dovuto attendere per l’altro.
Quando avevo sentito che Muramasa era degli stessi creatori di Odin Sphere devo ammettere che ho avuto qualche attimo di panico: ho Odin Sphere a casa, l’ho provato e sono rimasta allucinata dalla difficoltà (forse amplificata dal fatto che sono una gloriosa pippa in qualsiasi genere di gioco che NON sia un jRPG ). Poi però, leggendo in giro, ho saputo che a differenza del “predecessore”, questo gioco è piuttosto semplice e adatto, quindi, ad una niubba da paura come me.
Spero di poterlo provare presto anche perché l’inizio dei corsi si sta avvicinando e da quel momento sarà già un miracolo arrivare a fine giornata con un minimo di lucidità.
E a proposito di università… ieri, come vi avevo accennato, sono andata al ricevimento della proffa e, dopo più di 2 ore di attesa sono riuscita ad entrare. Nell’attesa mi sono “goduta”, si fa per dire, lo sclero di un’altra docente che si lamentava con una ragazza accusando lei e tutti noi studenti di prendere l’università come un gioco, che non è proprio possibile comportarsi così, aggiustando il tiro qualche attimo dopo con un glorioso:
“Tanto a me che volete che me ne importi?! L’università non è una corsa al titolo perché quel titolo non vale nulla e ve ne accorgerete molto presto.”
Ma vah?!
La fiera dell’ovvietà. 
Ovvietà ed anche assurdità dal momento che se vuoi fare una partaccia per valorizzare l’Istituzione sarebbe anche il caso di non spalarci fango addosso in secondo momento.
La ciliegina sulla torta è sopraggiunta quando la docente se nè andata via, sbuffando perché a suo avviso il suo lavoro è duro e massacrante dato che è dalle 10:00 che non mette sotto i denti nulla… 
Comunque alla fine ho portato la scaletta alla mia relatrice (che in realtà è un indice con capitoli e sotto-capitoli) e ho iniziato a spiegarla sicura che avrebbe iniziato a correggere il tiro.
E invece è stata molto soddisfatta del progetto e anzi… si è meravigliata sia del fatto che avessi già creato un indice (cosa che, a detta sua, nessuno fa mai) sia che volessi davvero fare una tesi sperimentale (cosa rarissima in una facoltà umanistica).
E’ vero: saper di dover mettere quasi tutto del proprio, alzare il sederino, fare una ricerca, verificare dei dati è qualcosa che potrebbe spaventare, ma alla fine lo trovo molto meno balloso che aprire 326874632 libri e prendere un pezzo da ciascuno di essi (sarà che l’ho già fatto alla triennale e la cosa non mi ha certo entusiasmata, anzi! ).
Insomma, morale della favola posso andare avanti tranquilla dato che ho la benedizione completa della relatrice che ha concluso il ricevimento con la sottoscritta dicendomi:
“Forza su! Voglio leggerla! Quand’è che mi porti il primo pezzo!? Avanti! Dai!”
E oggi ero tutta focata a scrivere quando mi telefona una delle due lettrici ricordandomi la triste realtà dei fatti e cioè che devo consegnare la traduzione in vista non solo dei 325 esami del laboratorio, ma anche del secondo semestre.
E in chiusa mi ero dimenticata di citarvi uno scambio di battute avvenuto tra me e mia madre (che chiamo Vavi, tanto per la cronaca) qualche giorno addietro.
Io: “Sai vavi, io e Serchan andiamo a vedere Avatar.”
Lei: “Ah si… quello dove c’è il tizio che evade. Ma non lo hanno già dato in TV?”
Io, dopo un attimo di silenzio: “Huh?! Vavi, ma che hai capito?!”
Lei: “Alkatraz, no?”
Io, dopo un secondo attimo di silenzio: “N… no. A-V-A-T-A-R.”
Lei: “Ah!”
Attimo di pausa
“Ma che è?!”
Se lo legge mia madre mi ammazza e fa chiudere il blog!
Postato da Marylain, alle 22:28 (permalink) (Aste, Real Life)
Il mio Ego...
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