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Mi sono accorta di aver invertito i titoli dei prossimi episodi. Di fatti nel settimo ho scritto che l’ottavo si sarebbe intitolato “L’usurpatore”, mentre “L’usurpatore” sarà il titolo del nono.
Ho fatto un po’ di casino, ma con la pigrizia che mi ritrovo proprio non ho voglia di correggere tutto sicché lascio l’avviso qui e chi s’è visto s’è visto. 
Tonikaku, a parte questo preparatevi perché penso che MOLTO presto farò un’altra recensione di un film, ma questa volta di tutt’altro genere rispetto ad Avatar! 
Non voglio dilungarmi oltre: è tardi, non ho molto da dire essendo rimasta praticamente tutto il giorno chiusa in casa e prima di andare a letto vorrei farmi un giretto in un paio di siti e di forum.

Commenti: Lo sapevo… lo sapevo e ancora… LO SAPEVO! 
Me lo sentivo che Van puzzava da qui a venti chilometri, come mi immaginavo che qualcosa non andasse in Luke; in qualche modo avevo già anticipato nella mia mente tutte le vicende di questa SPLENDIDA puntata. Ma andiamo con ordine: il gruppo arriva finalmente alla città mineraria e lì Luke si mostra come sempre più antipatico di una cacchetta di cavallo con la diarrea. La sua preoccupazione più grande è di fatti quella di trovare al più presto il Sensei rompiballe per poi eliminare con lui il miasma. 
Nonostante gli avvertimenti di Asch, Luke si inoltra nella cava e lì, grazie all’aiuto di Ion che, stupidamente, apre il sigillo, distrugge a sua insaputa sotto ordine esplicito di Van una delle colonne portanti delle Outer Land radendo al suolo l’intera miniera e facendo sprofondare i pochi sopravvissuti (praticamente il gruppo + Asch) in quella che è la terra natia di Tear e cioè Qliphoth. Scopriamo che prima le Outer Land facevano parte di Qliphoth e che tali terre si erano separate in seguito ad un miasma grazie all’intervento di Yulia. Dopo tutta la spiegazione, Natalia e tutti gli altri abbandonano Luke sul ponte del Tartarus e iniziano a dirigersi verso la città di Yulia dove, però, ci attendono nuove sorprese: si scopre che Asch è vivo e non solo! Quest’ultimo rivelerà al protagonista la verità: Luke non è altro che la replica di Asch.
Sette anni fa Asch fu rapito da Van e sostituito con Luke! 
Okay, ora mi riprendo e scrivo un po’ le mie impressioni: Luke sicuramente si merita tutti i punti antipatia del mondo, però francamente è uno degli “eroi” più realistici che io abbia mai visto e in qualche modo mi pare di vedere la storia di Kyle di Tales of Destiny 2 che voleva seguire le orme del padre per poi scoprire l’amara realtà da Judas: tutti lo rispettano non tanto per quello che sa fare, ma per ciò che è e cioè… il figlio di due eroi, Rutee e Stahn (io li definirei ipocriti schifosi, ma vabbé ).
Nonostante ami moltissimo Tales of Destiny 2, in qualche modo la questione di Luke mi pare molto più veritiera ed interessante: cresciuto tra il lusso ed il rispetto di tutti Luke vuole essere ricordato per il suo valore e, paradossalmente, nel tentativo spasmodico di diventare un eroe, egli finisce per diventare un anti-eroe tragico, il fautore della disfatta, il mietitore di anime e tutto a sua insaputa.
Luke sicuramente avrà già realizzato il perché i suoi compagni si sono scagliati contro di lui: lui ha agito solo per tornaconto personale. Al protagonista non interessava davvero la situazione della gente di quel luogo, ma solo diventare un eroe ed essere lodato da tutti.
Ed è proprio in questo che Luke si differenzia molto da Kyle.
Hanno sicuramente preso il modello di Kyle e, rendendolo più complesso ed articolato, lo hanno reso più intrigante e vivido.
Kyle, di fatti, non compie degli errori così madornali e, sebbene non riesca inizialmente a vedere le cose come realmente stanno, il suo entusiasmo non lo porta mai ad agire per puro egoismo o egocentrismo. Kyle vuole diventare eroe non per farsi rispettare, ma per fare onore al padre e quindi diciamo che risulta essere decisamente più idealizzato di Luke.
Bellissima la reazione del protagonista quando scopre la prima verità, stupende le reazioni degli altri, assolutamente coerenti con le rispettive personalità: Natalia, legata alla promessa fatta a Luke, dice che non è in grado di riconoscerlo, Tear, così restìa e schiva, ma timidamente coinvolta, riesce a rivelare, nella sua delusione, quelli che erano i suoi sentimenti: stava al suo fianco perché era certa che in lui ci fosse qualcosa di buono. Jade, sempre calmo e calcolatore dice che preferisce andare sul ponte di comando piuttosto che arrabbiarsi, Anise protegge sempre Ion e lo porta via mentre quest’ultimo, nella sua immane benevolenza non riesce a incolpare Luke, ma solo se stesso per il proprio fallimento personale. Infine Guy, volendo restare il fedele servitore di Luke, lo implora di dargli l’opportunità di continuare ad avere fiducia in lui. Un modo molto raffinato per comunicargli la sua cocente delusione.
Insomma… da paura ragazzi! 
In 20 minuti Luke ha distrutto una città, è stato fancu*izzato da tutti (e questo non capita quasi mai in un gioco di ruolo sicché lode a chi ha avuto il coraggio di decostruire questo balosissimo stereotipo dell’eroe infallibile ed amico del mondo) e infine ha scoperto un’altra cocente verità.
Tanto di cappello anche per il doppiatore; quando urla a ripetizione: “USODA! USODA! USODA!” (<- è una menzogna!) mi è venuto un magone addosso che non vi potete manco immaginare.
Asch è impareggiabile e sebbene i due siano quasi opposti, mi stanno simpaticissimi entrambi. 

Prossimo episodio: “L’usurpatore”
Postato da Marylain, alle 23:18 (permalink) (Anime, Tales of Abyss)
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