Trasloco? No, grazie.

Zorina Post in Varie
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Bene, è deciso. Odio traslocare u_u Spero di farlo pochissime volte nella mia vita, perché è uno stress assurdo! Riempi valigie, borsoni, buste, cerchi un modo per riuscire a far entrare tutto, poi trasporta tutto a destinazione (ovviamente a piedi) e ributta fuori tutto! Che incubo -.- E questa volta c’è anche la tappa intermedia! In sostanza… Siccome sto cambiando casa a Roma, ma la nuova la prenderò a novembre, sto ammucchiando tutto a casa delle mie amiche, quindi quando tornerò dovrò fare nuovamente tutti i viaggi fino alla casa nuova. Già non mi va T_T
Per il resto, non c’è molto da dire… Confermo che, non appena avrò tra le mani il volume 61 di One Piece, comincerò la famosa analisi volume per volume e devo ammettere che quest’idea mi sta entusiasmando più del previsto :)
In campo univ non c’è molto da dire. Le lezioni cominciano a novembre, ma nel frattempo mi sto procurando i primi libri per cominciare a studiare. Sono molto entusiasta verso alcuni programmi, mentre altri non mi piacciono per niente :| va beh, spero di cambiare idea studiandoli e di appassionarmi!
Intanto resto sempre più sconvolta dagli addetti ai servizi pubblici, in particolare oggi sono rimasta traumatizzata dall’esperienza alla biblioteca del DAMS! XD
Premessa: A maggio feci la richiesta per la tessera della biblioteca, compilai il modulo, mi scattarono la foto e poi mi dissero di passare il giorno dopo a ritirarla. Non l’ho mai avuta -.- Questa tessera non esisteva mai, mi dicevano sempre di ritornare a prenderla ma niente. Oggi, giacché mi trovavo da quelle parti, decido di fare l’ennesimo tentativo. L’impiegato, un Idiota di quelli talmente Idioti che per poco non gli ridevo in faccia e gli dicevo “scusa… fammi fare a me và!” si appassiona talmente tanto al mio caso (eh sì, perché questa tessera ancora non c’era) che decide di cercare nell’archivio del computer per vedere cosa era successo.
<Ora vedo se c’è la foto, casomai è perché manca quella!>
Lo vedo che comincia a girare nella memoria del disco rigido. Apre una, dieci, cento cartelle, ma niente. L’archivio delle foto non si trova!
Dopo 2 ore (reali!!!) arriva un altro tizio e gli chiede:
<Che stai cercando?>
<La cartella con le foto!>
<Ma le foto stanno nell’altro computer!>
<No no, stanno anche in questo, come file condiviso! Ma nel disco rigido non la trovo!>
<Perché i file condivisi stanno nella cartella “file condivisi” non nel disco rigido!>
<………>
<………>
<Ah. >
Nel frattempo io cominciavo ad essiccarmi per l’attesa ma va beh, mi dico, sono cose che capitano!
Chiariamo il mistero della tessera (che è stata persa da loro!!! geni!) e una mia amica gli chiede di consultare un numero della rivista Imago. Gli da la cedola e lui va a cercarla.
Entra. Esce. In mano non ha niente.
Entra. Esce. In mano non ha niente.
Entra. Esce. In mano non ha niente.
Entra. Esce. In mano non ha niente.
Entra. Esce. In mano non ha niente.
Entra. Esce. In mano non ha niente.
Entra. Esce. Ci guarda estasiato ed esclama: <Ma Imago è il nome della rivista!!!>. Entra.
Io e la mia amica ci guardiamo incredule, scioccate… Facciamo finta che non sia successo niente, ma poi il tizio esce di nuovo, guarda il nulla e fa <Ah… Imago…> e rientra.
Noi scoppiamo a ridere senza ritegno  XD

Ah… L’Italia!
Comunque, come avrete notato, l’umore va molto meglio! Questo perché, dopo aver toccato il fondo ci sono solo due soluzioni: o risalite o fate come me! Ci sguazzate allegramente dentro :P

Goodbye My Dreams

Zorina Post in Varie
5

Quando si dice “l’ironia della sorte”! Sembra quasi che l’ultimo capitolo di éclipse abbia segnato anche la fine di questo blog! Almeno per un po… Ma, come al solito, ri-ri-ri-ri-ri(ecc…) eccomi qua! u_u
Purtroppo torno comunque ad un punto morto, visto che tutti i miei progetti sono praticamente sospesi nel vuoto da luglio e non ho la minima forza di riprenderli! Delle Baka’sAngels  non ho neanche una tavola pronta né voglia di disegnare (ed anche se avessi la voglia non ho le penne per inchiostrare, né i soldi per comprarle. olè u_u). Idem con patate per l’ending di éclipse, ho tutti i disegni a matita ma non posso inchiostrarli -.- Sto vedendo un sacco di film e telefilm e spero anche di riprendere a seguire qualche anime, ma non mi va di recensirli! Tipo… Ieri ho visto King Of Thorn e mi è piaciuto tantissimo, ci sarebbe da parlarne per ore, ma quando penso a cosa scrivere… Vuoto totale ._.
Ora vi starete chiedendo (quei pochi che ancora hanno la forza di seguirmi…) “ma allora, che sei tornata a fare???”. La risposta è: Non lo so neanche io :D
So solo che sto passando un periodo difficilissimo, in cui sto bene solo quando sono con qualcuno oppure vedo un film/leggo qualcosa, perché sono attività che mi impediscono di pensare alla mia situazione! Non ho mai avuto una vita facile, non sono una di quelle persone fortunate a cui mammina e papino servono tutto su un piatto d’argento. Se provo ad immaginare il mio futuro e decido di sognare una casa o una macchina o qualsiasi cosa volete immaginare, devo anche mettere in conto che quella cosa dovrò conquistarmela, dovrò pagarla io con i miei guadagni e dovrò preoccuparmi anche dei dettagli economici successivi.  Anche la vita qui a Roma non è molto diversa. Mia madre e mia sorella si spaccano la schiena ogni giorno per potermi pagare l’affitto e darmi il necessario per mangiare, ma non posso concedermi niente di più. Per questo, già da ottobre dell’anno scorso, cerco disperatamente un lavoro oppure un aiuto dall’università, ma su entrambi i fronti ho accumulato solo delusioni su delusioni. E man mano la mia forza si sta spegnendo, così come la mia fantasia… E i miei sogni sono morti già da un po’… Se ripenso alla me stessa di 10 anni fa, quando cominciai a credere fermamente in quei sogni, mi sembra quasi di essere un’altra persona.
Ora ho deciso di pormi nuovi obiettivi, cose più concrete, perché lo scopo principale non è più riuscire a realizzare il mio sogno, ma finire gli studi e trovare un qualsiasi lavoro che mi permetta di guadagnare il necessario per diventare indipendente e non essere più un peso per la mia famiglia.  A questo punto non so cosa ne farò di questo diario… Forse continuerò a rompere ogni tanto coi cavoli miei e con le recensioni, quelle dovrei riuscire a proseguirle appena la mia mente troverà spazio per le idee. Mi era venuta anche la pazza idea di recensire, volume per volume… One Piece :D Perché cominciare solo ora che siamo quasi al volume 61? Proprio perché siamo quasi al volume 61, all’inizio di una nuova era di One Piece e posso cominciare a ragionare sui primi volumi con “il senno di poi” ;)

Éclipse – capitolo 54 – Fine

Zorina Post in Narrando
2
15 ANNI DOPO
La neve era caduta per tutta la notte e il paesaggio si era tinto di un candido manto bianco. Chantal si era fermata sulla soglia di casa ed era intenta ad avvolgere un altro strato di sciarpa attorno al collo. I lunghi capelli castani, lisci come quelli di Ludwig, erano raccolti in una treccia e alcune ciocche rosse le circondavano il viso tondo. Indossava un cappotto corto verde, come i suoi occhi, che avvolgeva le curve morbide del suo corpo e un paio di stivaletti alti in tinta. Quando ebbe finito aprì la borsa e prese i guanti abbinati, si stava infilando il guanto sinistro quando una manciata di neve gelida la colpì dritta in testa. Non aveva bisogno di voltarsi, sapeva già chi era la colpevole.
<Greta!> urlò <Sei sempre la solita!>
La risata argentina della gemella vibrò nell’aria, facendo arrabbiare ancora di più Chantal.  Greta era leggermente più alta di lei e più snella, ma meno formosa. Anche lei aveva i capelli lunghi, biondi come quelli di Luke e con le ciocche che disegnavano delicati boccoli come quelli di Libertà. Indossava un cappotto lungo azzurro e degli stivaletti bassi in tinta. La maggior parte del loro guardaroba era gestito da Claire, per questo ogni cappotto aveva le sue scarpe, la sua borsa e i suoi accessori.
<E dai sorellina! Te ne stavi lì imbambolata… Eri irresistibile!>
<Lo sai che non mi piace giocare con la neve e poi così si rovinano i vestiti!>
<Bla, bla, bla… Sei troppo chic, hai proprio il sangue francese, sei uguale a zia Claire! Dai sbrigati che perdiamo l’autobus!> disse Greta avviandosi verso la fermata, mentre la sorella la seguiva sbuffando.
Ogni tanto Greta le lanciava un occhiata divertita e lei alzava la testa per evitarla, con l’unico risultato, però, di aumentare il numero delle sue semi-cadute. Arrivate alla fermata dell’autobus Greta fu attratta dal vociare di un bambino che scherzava con i genitori e per qualche secondo si concentrò totalmente su di loro, guardandoli con aria interrogativa finché la voce di Chantal non la riportò bruscamente alla realtà.
<A cosa stai pensando? Hai una faccia…>
<Pensavo… Secondo te siamo strane?>
<Perché?> chiese Chantal sorpresa <Cosa abbiamo di strano?>
<Oh non lo so… Forse perché siamo gemelle ma abbiamo padri diversi? E abbiamo anche due nonne vive e due morte…> rispose Greta in tono ironico.
<Abbiamo anche tre nonni se è per questo.>
<Di cui due morti! E poi ci sono anche zia Claire e zio Marc che si comportano come dei nonni, quindi aggiungine altri due!>
<E allora?>
<Oh niente, pensavo che la nostra “normalissima” famiglia non ha proprio niente di normale…  Aggiungici anche il fatto che i nostri padri vivono insieme mentre noi viviamo nell’appartamento accanto con la mamma, che è ancora single… >
<Conosco benissimo la nostra famiglia, ma la preferisco così… Io sono felice e tu?>
Greta la guardò stupita, ma l’ingenuità di Chantal era così genuina e il suo sorriso così raggiante che le venne spontaneo anche a lei sorridere.
<Sono in tanti è vero…> continuò Chantal <Ma ci vogliono tutti bene, quindi dov’è il problema? Meglio una famiglia felice e strana come la nostra ad una triste e normale.>
<Oh Chantal… Sei ancora così piccola…> rispose Greta ridendo.
<Guarda che siamo gemelle.>
<Ma io sono nata per prima, quindi sono più grande ed anche più matura.>
<Davvero? E dimmi sorella maggiore e matura, che regalo hai preso a papà Ludwig per festeggiare il ritorno dal suo primo tour  europeo?>
Il viso di Greta impallidì all’istante. Ormai aveva perso il conto di quante volte aveva visto Ludwig uscire di casa con una valigia senza sapere quando sarebbe tornato. La sua band aveva avuto un successo tanto imprevisto quanto esplosivo e nel giro di pochi anni si era piazzata ai primi posti delle classifiche con diversi singoli.
<Ecco… Ancora nessuno, tanto torna dopodomani, no?>
<Veramente torna oggi, la mamma non ti ha avvisata?>
Il silenzio di Greta fu sufficiente come risposta, ma Chantal non si aspettava che la sorella le afferrasse il polso e la trascinasse via correndo.
<Fermati Greta! Dove mi stai portando?>
<Devo comprare qualcosa! Accompagnami!>
<E la scuola? Non vorrai saltarla!>
<Come puoi pensare alla scuola in questo momento?>
Corsero con tutto il fiato che avevano fino alla piazza centrale dove, finalmente, Greta lasciò la presa attorno al polso della sorella per guardarsi intorno. La maggior parte dei negozi erano già aperti, ma non c’era niente che la ispirasse, quindi cominciò a sbuffare e a tormentare uno dei suoi boccoli.
<Non troverai niente di adatto qui.> disse Chantal <Lo sai che papà Ludwig odia i regali comprati, lo fanno sentire in imbarazzo. Dovresti realizzare qualcosa con le tue mani.>
<Ma non c’è tempo! Tu cosa hai preparato?>
<Ho raccolto alcune poesie che ho scritto e le ho fatte rilegare insieme, spero che gli piacciano anche se non sono all’altezza dei testi delle sue canzoni. Ci sono! Tu potresti fargli un disegno!>
<No, io non sono brava a disegnare come papà Luke.> rispose Greta distogliendo lo sguardo.
Chantal sapeva che, per quanto la sorella si esercitasse, si sentiva sempre più incompetente ogni volta che vedeva i lavori di suo padre. Luke, dopo aver abbandonato il posto come grafico pubblicitario, si era dedicato alla sua vera passione ed ora lavorava come illustratore ed ogni tanto riusciva anche a vendere qualche quadro.
<Tu…> disse Chantal appoggiandole una mano sulla spalla <Non sei ancora brava come papà Luke, ma lo diventerai! Ed inoltre papà Ludwig adora i tuoi disegni e te lo dice sempre!>
<È solo gentile, anche troppo! Un giorno o l’altro qualcuno se ne approfitterà di questo suo lato così debole!>
<Veramente è già successo…>
<… Ti riferisci alla mamma, vero?>
<Ovvio, a chi se no?>
Si guardarono per qualche secondo e poi scoppiarono in una risata talmente forte che non riuscirono a trattenere le lacrime, quella stessa risata che splendeva ogni giorno tra le labbra di Libertà. Anche se non aveva ancora trovato una persona da amare, anche se il suo cuore batteva ogni giorno di più per Luke e Ludwig, non aveva mai perso la voglia di sorridere. In questo era uguale a Luna ed ora lo aveva trasmesso anche alle sue figlie.
<Beh immagino che la mamma non si arrabbierà se le spieghiamo la situazione. Dai torniamo a casa, così la aiutiamo anche con la torta!>
Nel frattempo Luna e gli altri erano appena arrivati a casa di Libertà ed erano intenti a svuotare le valigie. Anche Luke aveva interrotto il suo lavoro per dare una mano ed era rimasto impressionato dal numero di valigie di Claire, che erano più o meno il triplo rispetto a quelle di tutti gli altri messi insieme.
<Scusa Claire…> chiese Luke timidamente <Posso chiederti come mai hai portato tante cose?>
<Oh ma solo una valigia è mia, le altre sono tutte per Chantal e Greta!> rispose lei entusiasta.
Luke guardò nuovamente le cinque valigie che aspettavano ancora di essere sistemate. Stava per rispondere quando sentì i passi furiosi di Libertà alle sue spalle e si scansò appena prima  di essere travolto dalla sua furia.
<Zia! Hai portato ancora vestiti? Le stai viziando troppo!>
<Non ho portato solo vestiti, ci sono anche borse, scarpe e accessori vari… Se non ci penso io a queste cose tu le faresti andare in giro con vestiti messi insieme senza nessun criterio!>
<E che ci sarebbe di male? Hanno ancora quindici anni, se le viziamo troppo cominceranno a fare di testa loro, magari salteranno la scuola per andare a fare shopping!>
<Sono ragazze responsabili! Non salterebbero mai la scuola per…>
Prima che Claire potesse finire la frase la porta d’ingresso si spalancò e le due ragazze entrarono correndo, passarono in mezzo a loro borbottando un “Ciao a tutti” frettoloso e si rifugiarono in camera. Libertà lanciò un’occhiata di rimprovero a Claire e fece per incamminarsi verso la stanza, ma fu bloccata da Luke.
<Ci penso io.> le disse con un sorriso <Tu preoccupati della torta, Ludwig può arrivare da un momento all’altro.>
<Va bene, ma spero per loro che abbiano una motivazione valida! E se è necessario ti obbligo a rimproverarle!>
<D’accordo, lo prometto!>
Luke si avvicinò alla porta e bussò leggermente, ma non ricevette nessuna risposta. Aprì leggermente la porta e le vide sedute alla scrivania intente a confabulare qualcosa. Si avvicinò in silenzio alle loro spalle con l’intenzione di spaventarle, ma nel tempo le due ragazze avevano imparato a non cascarci più.
<Sappiamo che sei lì papà.> disse Greta senza voltarsi <E sappiamo anche perché sei qui, ma ora non abbiamo tempo!>
<Abbiamo sbagliato, la scuola è importante e non si salta, la mamma è arrabbiata e la zia ci ha portato altre 4 valigie di vestiti.> disse Chantal tutto d’un fiato. <Siamo a conoscenza di tutto, ma ora siamo in piena emergenza, puoi lasciarci sole?>
<Io non ho ancora detto niente!> Si lamentò Luke <Per caso ha a che fare con il ritorno di Ludwig?>
<Esatto! Quanto tempo ti serve Greta?>
<Almeno tre, quattro ore.>
<Bene> Chantal raggiunse Luke a lo afferrò per una mano <Allora se arriva prima portalo nel vostro appartamento e digli che noi non ci siamo, inventati una scusa anche per la mamma e gli altri, non farlo entrare qui per nessun motivo!> urlò prima di spingerlo fuori dalla stanza chiudergli la porta in faccia. Luke fissò la porta perplesso per qualche istante, poi si passò una mano tra i capelli e sorrise.
<Beh, senza saperlo mi avete fatto un favore…> sussurrò divertito.
Raggiunse Libertà in cucina e la convinse a lasciare in pace Greta e Chantal finché non avrebbero finito.
<Credo che stiano preparando qualcosa per Ludwig, cerca di capirle, in fondo sono sei mesi che non lo vediamo.>
<Solo per questa volta! Non mi piace che saltino la scuola, studiare è importante e… Perché mi guardi così?>
<Parli proprio come una maestrina! Diventare un’insegnate ti ha distrutta! Sei ancora tu la ragazza che ha mollato tutto, non solo la scuola…> Luke si interruppe, si avvicinò di più a Libertà e le sussurrò nell’orecchio <Per un mese di sesso?>
Libertà tolse la frusta dalla crema che stava preparando e la indirizzò verso Luke con aria minacciosa.
<Innanzitutto i primi dieci giorni li abbiamo sprecati a scappare via intimiditi, quindi sono stati solo 20 giorni di sesso, inoltre ci tengo a ricordarti che sei stato tu il primo a dire…> si schiarì la gola e pronunciò il resto della frase imitando la voce di Luke <“Non voglio che le mie figlie vadano male a scuola come me e Ludwig, se mai le scoprirò a bigiare sarò il primo ad intervenire”.>
<Sei crudele lo sai?>
<Non sei soddisfatto della tua imitazione?>
<Veramente mi riferivo alla prima parte, ma non fa niente!> disse con aria sconsolata, poi guardò l’orologio. <Credo che Ludwig stia per arrivare, vado a prenderlo.>
<Cioè vai a rapirlo?> rispose Libertà divertita.
<No, prima ve lo faccio salutare! Lo rapirò dopo!>
Quando Luke se ne fu andato Libertà corse a spiarlo dalla finestra, era un piccolo vizio che aveva preso quando era incinta e aveva vissuto nella loro casa. Ogni volta che uscivano correva alla finestra per guardarli immersi nel mondo reale, per avere la conferma che non fosse solo un sogno.
Anche Ludwig, in quel momento, aveva lo sguardo fisso sul paesaggio imbiancato che scorreva oltre il finestrino dell’aereo. Non gli sembrava vero di essere di nuovo a casa dopo sei mesi, aveva vissuto un’esperienza incredibile e visitato alcune tra le più importanti città d’Europa, ma in ogni istante il suo pensiero era concentrato sulla sua casa, sulla sua famiglia. Quando l’hostess annunciò l’inizio della fase di atterraggio il suo manager si voltò verso di lui porgendogli un volantino.
<Quasi dimenticavo Ludwig, questa sera dovreste intervenire ad una serata di beneficienza. Dovrete cantare solo un pezzo, non è molto impegnativo.>
<Cosa? Andiamo Alan, non siamo neanche atterrati! Vorrei stare un po’ con la mia famiglia!>
<Portali con te, sarà divertente! Ti do il permesso di cantare il nuovo singolo!>
Ludwig trattenne il respiro per un attimo e poi lo guardò sorpreso.
<Dici davvero?>
<Sì, ci tenevi a cantarlo per loro, no? E quale occasione migliore che farlo in pubblico?>
<Sei un sadico, ma mi hai convinto! Ci vediamo stasera.>
Mentre recuperava la valigia salutò gli altri ragazzi della band e poi corse verso l’uscita. Sapeva che, oltre il caos dell’aereoporto, avrebbe trovato Luke ad aspettarlo e non vedeva l’ora di lasciarsi stringere nuovamente dalle sue braccia. Oltrepassò le ultime porte scorrevoli e, come previsto, nel parcheggiò trovò Luke, in piedi vicino all’auto, che lo aspettava. Indossava un cappotto nero lungo fino alle ginocchia e un paio di pantaloni dello stesso colore. La neve non accennava a diminuire ed alcuni fiocchi si erano appoggiati sulle sue corte ciocche color oro. Ludwig si avvicinò a lui lentamente e quando gli fu di fronte gli accarezzò la guancia sinistra.
<Dovresti far ricrescere quella ciocca, questa guancia sembra vuota senza di lei…>
<Ancora con questa storia? Ludwig sono quattordici anni che l’ho tagliata! Prima o poi dovrai fartene una ragione!>
<Neanche per idea, insisterò fino alla morte!>
<Saresti capace persino di scriverlo nel testamento! Dai andiamo, ci stanno aspettando tutti.>
Salirono in macchina e Ludwig continuò a prendere in giro Luke per tutto il viaggio. Quando arrivarono sotto casa Luke spense il motore e guardò Ludwig con aria maliziosa.
<Lo sai…> disse <Se non avessi promesso di portarti prima da loro per poterli salutare, saprei benissimo come farti stare zitto!>
<Ma come, alla tua età sei ancora così attivo?>
<Non provocarmi, sei mesi d’astinenza sono duri a qualsiasi età!>
<Allora credo proprio che dovremmo limitarci a dei saluti veloci…> rispose Ludwig avvicinando il suo viso a quello di Luke e sfiorandogli le labbra con le dita. <E prima li facciamo meglio è, su sbrigati!> concluse scansandosi e uscendo di corsa dall’auto.
<Ehi! Perché ti sei tirato indietro? Non mi concedi neanche un bacio?>
<Non mi fermerei al bacio Luke e lo sai meglio di me! Dai sbrigati!>
Ludwig corse fino all’appartamento di Libertà e suonò il campanello. Fu Luna ad aprirgli e appena lo vide gli butto le braccia al collo e lo strinse con tutta la forza che aveva. Ludwig ricambiò la stretta con affetto e solo l’intervento di Steven riuscì a separarli.
<Potremmo avere anche noi l’onore di salutarlo?> aveva chiesto ironicamente a Luna. <O vuoi rapirlo e tenertelo tutto per te?>
<Scusate, avete ragione… Oh ma sono così felice di vederti dal vivo! Ormai è più facile vederti in televisione!>
<Hai ragione, ma adesso finalmente mi aspettano diversi mesi di vacanza. Il nuovo album è già pronto, ma è troppo presto per lanciarlo, quindi ci hanno concesso qualche mese di riposo, anche se ancora non sappiamo quanti.>
<Questa sì che è una bella notizia!> esultò Libertà <Le ragazze saranno felicissime di poter passare un po’ di tempo con te!>
< A proposito, sono ancora a scuola? Speravo di trovarle a casa…>
<Ehm… Mi dispiace, ma saranno di ritorno tra poche ore!> rispose Libertà mentre lanciava uno sguardo d’intesa a Luke. <Perché intanto non vai a riposarti un po’? Appena tornano le mando da voi a chiamarvi per il pranzo.>
<Mi sembra un’ottima idea.> rispose Ludwig <Anche perché questa sera siamo tutti invitati ad una serata di beneficienza. La mia band suonerà un nuovo pezzo e mi farebbe piacere avervi tutti lì.>
<Non avevi detto di essere in vacanza?> chiese Claire stupita <Siete appena tornati come possono chiedervi di lavorare stasera?>
<Non possono rifiutare tesoro.> intervenne Marc <Queste serate sono molto importanti per le band, gli permette di farsi conoscere da un pubblico nuovo.>
<Marc ha ragione e poi si tratta solo di un pezzo, ci sbrigheremo presto, te lo prometto.>
<Guarda che io mi preoccupo per te! Ma mi fa piacere poterti sentire dal vivo invece che alla radio. Ora vai, ci vediamo dopo per il pranzo.>
Ludwig salutò nuovamente tutti e uscì dall’appartamento seguito immediatamente da Luke. Appena entrarono in casa si tolse la giacca di pelle e la buttò sul divano.
<Allora…> chiese Luke togliendosi il cappotto <Cosa preferisci fare? Vuoi mangiare qualcosa?>
Ludwig si tolse le scarpe e le lanciò in un angolo.
<Vuoi fare una doccia?>  chiese Luke mentre si toglieva il maglione.
Ludwig si tolse la maglietta.
<Oppure vuoi dormire un po’?>  domandò Luke togliendosi le scarpe.
Ludwig lo guardò con aria di sfida e si sfilò i jeans.
<Ti è chiaro il messaggio?>
<Mi era chiaro già dalla giacca lanciata sul divano, ma volevo vedere sin dove arrivavi!>
<Posso andare anche oltre se è per questo!>
Luke lo afferrò per un braccio, lo spinse contro il muro e lo baciò con passione. Si staccò per un attimo, giusto il tempo di sussurrargli <Non vedo l’ora di scoprirlo…>, poi lo trascinò nella camera da letto dove rimasero chiusi per le due ore successive.
Avevano appena chiuso gli occhi, esausti, quando il suono ripetuto del campanello li fece sobbalzare. Luke indossò i primi pantaloni che riuscì a trovare e si trascinò fino alla porta. Quando l’aprì trovò due paia di occhi verdi smeraldo che lo fissavano. Sentì i passi di Ludwig alle sue spalle e riuscì a scansarsi appena in tempo, prima di essere travolto dalla foga di Chantal e Greta che non vedevano l’ora di abbracciarlo.
<Papà!> urlarono in coro le due ragazze saltando addosso a Ludwig.
<Ehi! Eccoli qua i miei angeli! Fatevi abbracciare!>
Restarono abbracciati per diversi minuti, stesi sul pavimento del salotto, mentre Luke li fissava visibilmente emozionato davanti a quella scena.
<Ti abbiamo portato dei regali.> disse Chantal liberandosi dall’abbraccio e porgendogli il libricino con le sue poesie.
Anche Greta, timidamente, gli porse il suo disegno, un ritratto della famiglia al completo.
<Sono stupendi…> balbettò Ludwig emozionato.
Luke si avvicinò per curiosare e rimase colpito dal lavoro di Greta.
<Tesoro stai migliorando sempre più, questo ritratto è fantastico!>
<Lo pensi davvero?> chiese Greta stupita.
<Certo, perché dovrei mentirti? Sei bravissima, temo che un giorno mi supererai!>
Restarono lì, seduti per terra, ad abbracciarsi ed a complimentarsi a vicenda, finché non arrivò Libertà a rimetterli in riga con il suo tono autoritario, ma anche durante il pranzo e per tutto il pomeriggio, non smisero per un momento di ridere. Quella felicità che tutti avevano inseguito per anni ora li avvolgeva totalmente.
La sera arrivò in fretta e Ludwig sentiva un’emozione incredibile scorrergli nelle vene. Il nuovo singolo era molto personale e sapeva che la sua famiglia avrebbe colto tutti i messaggi. Immobile nella penombra del palcoscenico, mentre attendeva che accendessero le luci, cercò i loro volti e quando li riconobbe li fissò uno alla volta. Quando incontrò lo sguardo di Luke lo fissò intensamente, poi le luci si accesero e la melodia cominciò a riempire l’aria, ma era una melodia diversa da tutte le altre precedenti. In quella note si percepiva il coraggio di Luna, la forza di Claire, la pazienza di Marc, la volontà di Steven, la dolcezza di Audrey, la speranza di Greta e di Nathan, i sogni di Chantal, la risata di Libertà, l’amore delle piccole Greta e Chantal. E c’era Luke. Il suo inizio, la sua fine, il centro del suo universo. Per tutti loro la sua voce esplose.
The Place Of Stone

My footprints on the snow walk through the past
Bringing to the light memories I’ve never had
Pieces of life pass in front of my eyes
And in every piece I recognize you
I would like to talk with you, walk with you, do the most stupid things,
I would like to have time in my hands and tore it in pieces,
So  I could have back that fragment of you that it has been denied to me.
But this wide universe where  you have left me
It’s illuminated by stars that have changed my life .
Although my hand dasn’t remember your embrace
Now I finally can see you in my life.
You are wind, you are light, you are water, you are love.
You are the Moon that has illuminated my way,
The Freedom I breath every day.
You are nowhere, but at the same time you are everywhere,
In my heart, in my blood, in my eyes.
I’ve borrowed your name
And I gave it to an half of my new reason of life,
She is not like us, she walk glad
Proud and sure of herself, with her twin angel
That protect her from the world.
There is a last message I would like you to have
Deceiving myself that those notes  could reach you.
In the centre of this universe, I’m not alone like the others,
Inside me, there is another life, without I  would not be able to live,
Because I love him and I fed myself of his love since the beginning of my life .
Me and him could run through the furthest ways,
Soon or later they will join again.
We could swim in distant seas and meet again in the same ocean.
He is my breath, my soul, my Sunshine
And I’m nothing without him
Even myself …

Cattiva cattiva blogger

Zorina Post in Varie
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Sì lo so… E nonostante l’ho scritto nel titolo lo ripeto: Sono una cattiva cattiva blogger u_u Che posso farci se ogni tanto mi prendono questi periodi in cui non mi va di scrivere nulla? A volte è perchè vivo emozioni così forti che ho paura di perderle mettendole per iscritto, altre volte è perchè mi sento talmente vuota che guardo lo schermo e non mi viene in mente neanche una parola da scrivere… In questo caso era la prima opzione :)
In questo periodo mi sono presa un po’ di tempo per esaminare questo mio primo anno accademico da fuori sede e come studentessa di Roma3. L’esito è stato che:

-A livello didattico mi sento molto più matura.
-A livello professionale, sto peggio di prima.
-A livello umano ho cambiato vita

Questa magistrale, con i suoi alti e bassi come tutte, ci sta formando ad un alto livello critico ed ora riesco a vedere qualsiasi film con occhi diversi, riuscendo a trovare la buona tecnica anche in opere che non mi colpiscono. Ma il mio futuro mi sembrava sempre più oscuro ed incerto, quindi alla fine ho deciso di pormi 2 possibili obiettivi dopo aver terminato questa specialistica:

1. Trasferirmi in Inghilterra per qualche anno e frequentare lì qualche bel corso PRATICO di cinema! Credo che opterei per montaggio, che è l’atra mia grande passione dopo la sceneggiatura.

2. Tornare a Lecce e provare ad aprire un’attività insieme a mia sorella, tentando, contemporaneamente, di riuscire a realizzare qualcosa almeno come scrittrice o disegnatrice qui in italia.

Nonostante, però, tutti i dubbi, i momenti difficili, i mille problemi che hanno causato questi miei mesi da fuori sede, a livello umano sto vivendo uno dei periodi più belli della mia vita. Innanzitutto perchè, anche se sono aumentati i problemi, la mia famiglia è più serena di prima. Mia madre è diventata una madre a tutti gli effetti, anche troppo… Se prima, ogni tanto, ci arrabbiavamo perchè lei pensava prima a se stessa e poi alle figlie, in questi mesi è cambiata totalmente. Lavora il doppio di prima (e questo mi dispiace enormemente) ma ride di più, si preoccupa di più, non solo di me ma anche di mia sorella. E a proposito di mia sorella… E’ incredibile quanto mi manca, non credevo che avrei sofferto tanto a stare separata da lei. Senza rendercene conto il nostro rapporto è diventato davvero uno di quei rapporti fraterni che credevo esistessero solo nei libri e ringrazio ogni giorno il destino per avermi dato l’opportunità di averla nella mia vita :)
Ma la grande sorpresa di quest’anno sono stati gli amici. Qui a Roma ho conosciuto persone fantastiche, incredibilmente mature e con le quali poter parlare di tutto. Non mi hanno mai lasciata sola, a meno che non fossi stata io a volerlo. Se un giorno avevo bisogno di compagnia ho sempre trovato qualcuno con cui parlare, se ho avuto un problema con un esame o a recuperare dei libri, non sono mai andata nel panico, perchè sapevo a chi chiedere. Mi hanno accolta in casa loro, mi hanno ascoltata quando ho avuto dei problemi, mi hanno fatta ridere quando volevo piangere e hanno cancellato la parola solitudine dal mio vocabolario. Mai, neanche per un giorno, mi sono detta “e ora che faccio? a chi posso chiedere?  sono sola qui…”. Mai, mai, mai! E anche se non leggeranno mai queste righe io li ringrazio tutti dal profondo del cuore!

Ed ora passiamo allo status dei progetti:

-Baka’s Angels: sono in pausa causa esaurimento materiale! Cioè non ho più fogli d’album e le penne per inchiostrare non inchiostrano più >_< appena torno a casa spero di rifornirmi di materiale e di recuperare il tempo perso :)

-éclipse: ehrm… *coff coff*… dunque… l’ultimo capitolo… è a metà XD Ho tutti i dialoghi pronti ed anche la descrizione di alcune scene. Devo solo trascrivere e riempire i buchi, ma il mio subconscio me lo impedisce XD No dai… oggi mi metto d’impegno (nelle pause dallo studio, che l’esame è vicino) e spero di postarlo domani o al massimo dopodomani, perchè poi sicuramente non avrò tempo!

Infatti, non vi stupite se sparirò di nuovo a breve, ma dopo l’esame stiamo organizzando una giornata di festa e una mia collega d’univ si ferma per qualche giorno a casa mia, poi lunedì prossimo sono in partenza per Firenze, destinazione= laurea della mia best friend *_______* Sono ancora triste perchè arriverò tardi e mi perderò la discussione T_T ma trenitalia fa schifo, per la tratta roma-firenze ha messo solo i freccia argento e rossa che costano un botto e il primo pullman disponibile parte alle 9.00 e arriva alle 12.30 a Certosa, quindi poi devo anche prendere il bus da Certosa al centro >3< sperando di non perdermi a Firenze (cosa molto probabile visto che mi sono persa anche a Lecce…). Il 24, invece, ho l’aereo per brindisi! Finalmente si torna a casa e potrò godermi un mare decente *_*

Intanto vi saluto e vi do appuntamento a domani (forse) con l’ultimo capitolo di éclipse (T______________________________T NON VOGLIO! T______________T)

Baka’s Angels 11

Zorina Post in BakaAngel'sWorld
4

Esame-Vacanza-Studio-Giornata di cazzeggio-Studio. Questo è in sostanza il riassunto di questi ultimi giorni XD Non ho molto altro da aggiungere… Ho pochissimo tempo per preparare il prossimo esame, quindi penso che sparirò nuovamente, facendomi viva solo con éclipse e con le Baka. Quest’ultime mi danno sempre più soddisfazioni! La tavola di oggi è dedicata all’affetto tra me e la mia best friend! So che un giorno una cosa del genere accadrà davvero amika mia… *____*
Enjoy! :D

The Tree Of Life

Zorina Post in Film&Telefilm
2

Regia: Terrence Malick
Sceneggiatura:
Terrence Malick
Produzione:
Dede Gardner; Sarah Green; Grant Hill; William Pohlad
Produttore esecutivo:
Donald Rosenfeld; Paula Mae Schwartz; Steve Schwartz
Fotografia: Emmanuel Lubezki
Montaggio: Hank Corwin; Jay Rabinowitz; Daniel Rezende; Billy Weber; Mark Yoshikawa
Musiche: Alexandre Desplat
Scenografia: Jack Fisk
Costumi: Jacqueline West
Trucco: Meredith Johns; Darylin Nagy; Alissa Shores; Charles Yusko
Casting: Francine Maisler
Art Director: David Crank

-Interpreti

Il signor O’Brien: Brad Pitt
La signora O’Brien: Jessica Chastain
Il giovane Jack: Hunter McCracken
RL: Laramie Eppler
Steve: Tye Sheridan

Jack da adulto: Sean Penn
La moglie di Jack: Joanna Going
Ecco. L’incubo del foglio bianco. E’ la prima volta che lo provo per un film, ma d’altronde non poteva essere diversamente. Parlare o scrivere di The Tree Of Life equivale a parlare della storia del cinema, partendo da Ejzenstejn sino ad arrivare a Clint Eastwood con  “Hereafter”. C’è tanto, troppo, in poche ore, ma non nella trama. Non è nella narrazione che il film colpisce, è una storia come tante, già vista e da alcuni già vissuta. Un padre padrone, una madre amorevole ma succube del marito, tre fratelli che crescono insieme tra affetto e litigi. E poi la morte che, inesorabile come sempre, si porta via il secondogenito. Il dolore in questi casi è talmente grande e indescrivibile che Malick in questo punto decide di interrompere la narrazione “classica” e sposta la nostra attenzione su una sequenza che raccoglie una serie di immagini sulla natura. Partendo dalla più piccola molecola sino ad arrivare all’universo. Insensato? Forse per alcuni, ma secondo me il regista, attivando il nostro pensiero in pieno stile ejzenstejniano, vuole farci riflettere su alcuni punti. Innanzitutto che, per quanto il nostro dolore sia immenso, la natura, la vita, continua sempre il suo corso, da miliardi di anni, modificandosi, evolvendosi, mutuando e plasmando. Ma, dall’altra parte, Malick ci sta dicendo che le persone che amiamo non ci lasciamo mai totalmente, è come se in ogni cellula restasse una traccia del nostro passaggio e il nostro amore continuerà a cercarle finchè non le ritroveremo. Così come fa la signora O’Brien, che continua a cercare il figlio in ogni soffio di vento e noi insieme a lei, accompagnati dalla sua voce spezzata dalle lacrime.  Successivamente la storia si sposterà su Jack, che è anche l’unico che vedremo adulto, anche se è comunque un adulto imprigionato nei ricordi di una vita. Affronteremo con lui il rapporto conflittuale col padre, l’amore quasi morboso per la madre, l’invidia per il secondogenito che il padre sembra predilire a lui. E poi di nuovo la natura, la sua forza, la sua grandezza, la sua bellezza.
Solo il finale stona in quella che è la messa in scena della vita. Un finale troppo mistico, ma soprattutto troppo banale e “buonista”. Avrei preferito qualcosa di più criptico, magari anche un po’ più concreto e brutale. Soprattutto avrei voluto godermi anche l’ultima inquadratura nel buio, maledetti addetti dei cinema che non fanno attenzione e accendono la luce prima della fine   >:(

Baka’s Angels 10

Zorina Post in BakaAngel'sWorld
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Credo che la mia best friend non vedeva l’ora di visionare questa tavola, visto che le ho chiesto consulenza per alcune battute ed era un  po’ preoccupata per cosa stesse elaborando la mia testolina XD Ora hai la risposta amika mia! Anzi… Una baka-risposta :P PP

Insonnia Post-Esame

Zorina Post in Varie
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Ma è normale tornare a casa dopo più di 12 ore, con i piedi a pezzi e un sonno incredibile e poi ritrovarsi con gli occhi spalancati appena appoggi la testa sul cuscino? -.- solo a me possono succedere cose del genere! La giornata di oggi è stata davvero intensa, tra esame che non finiva mai, chiacchierata+cena con Maria Teresa e Romuald ed infine cinema :D  L’esame, per fortuna, è andato più che bene! Dal misero 25 dello scritto sono riuscita ad arrivare ad un 28 :D e per la prima volta nella mia storia universitaria la prof mi obbligava ad interrompermi perchè parlavo troppo XD Al cinema abbiamo visto The Tree Of Life, che recensirò appena possibile. Domani è la giornata delle ^BA^ e poi la sera arriva mia sorella che riparte venerdì pomeriggio, quindi prima di sabato, comunque, non se ne parla.

Ora… sento il bisogno di sfogarmi un attimo, quindi vi avviso già da ora che ciò che seguirà lo potete anche ignorare, ma io sento il bisogno di mettere per iscritto delle cose. :)

Questa sera, appena arrivata a casa, mi sono infilata il pigiama e messaggiavo con diverse persone. Ero davvero felice per la giornata, sia per l’esame che per i bei momenti trascorsi con gli altri nonostante l’ansia iniziale! Mi sono infilata sotto il lenzuolo con il sorriso sulle labbra, ma nonostante la serenità sono stata assalita da alcuni pensieri che mi tormentano da giorni. A differenza delle altre volte, però, dove le conseguenze al massimo sono state di deprimermi un po’ un giorno, oggi ho improvvisamente cominciato a piangere. Piangevo talmente forte che ho dovuto soffocare il viso nel cuscino, per timore che la mia coinquilina potesse sentirmi. Non riuscivo davvero a fermare né le lacrime né i pensieri, sono arrivata anche a tirarmi dei pugni in testa tentando di bloccarli ma niente. E la cosa di cui mi sono resa conto è che mi fanno così male, perchè non ho dei ricordi belli con cui sostituirli. Ad esempio, ogni tanto mi capita anche di ripensare a quando litigai con Lidia, che all’epoca consideravo la mia migliore amica, ma per contrastare quel brutto ricordo mi basta pensare a tutti i bei ricordi che ho con Mary, a volte anche a dei semplici sms che ci siamo scambiate e mi rassereno. Oppure, se mi capita di ricordare la morte di mio zio, il funerale e il dolore di quei giorni, mi sforzo di pensare a quando, invece, è nato mio cugino, alla gioia che ha portato nella nostra famiglia la sua vita!
Il problema di questi pensieri, quindi, è che non ne ho di belli con cui contrastarli e questa sera per poco non mi mettevo ad urlare per quanto pensavo intensamente “mi basta una volta nella vita, voglio solo dei ricordi, voglio solo sapere cosa si prova.”
Io, davvero, non posso continuare così, non ce la faccio a stare ogni sera così male. Se solo riuscissi a controllare questa cosa… Invece no, per quanto cerco di controllarli, i pensieri si impongono. E se mai riesco ad evitarli, mi entrano nei sogni. Ora, se avete letto fino qui, vi chiedo scusa di nuovo, ma per come sto in questo momento sento di voler chiudere con una frase di Imagase, protagonista di un manga di Setona Mizushiro, perché è la frase che più d’ogni altra, in questo periodo, esprime quello che penso. Grazie Imagase per aver concretizzato la sensazione che non riuscivo a definire:

“Mi sono difeso bene, eh? Non ci tengo a essere ferito… Sarò tranquillo se resterò solo. Non è permesso a tutti di riuscirci. Ma sono stanco. La vita è più lunga di quanto pensassi.”
p.s. chiedo scusa a tutti i miei amici che non ce la fanno più a vedermi così triste, ma non ho scelto io di avere questa vita così difficile che fa di tutto per spegnermi. Io non mi arrendo, non mi sono mai arresa, andrò avanti come sempre, per le mie passioni, per i miei sogni per la mia famiglia e per i miei amici, ma credetemi… Sono stanca. Tanto. Non so quanto ancora reggerò con questo peso sulle spalle. Mi basta un’occasione, mi basta costruire dei ricordi, mi basta essere felice per poco tempo.

Baka’s Angels 09

Zorina Post in BakaAngel'sWorld
2

E vediamo se finalmente riesco a postare questa tavola >__< questa settimana le Baka mi hanno dato un sacco di problemi, ho dovuto riscansionarla forse 5 volte! -.- Comunque… Prima di lasciarvi alle loro (dis)avventure volevo chiedere scusa per i pochi post che sto sfornando, ma settimana prossima ho un esamone e sto trascorrendo le mie giornate sui libri ç__ç speriamo almeno che ne varrà la pena è__é

Éclipse – capitolo 53

Zorina Post in Narrando
2
Le feste natalizie erano terminate da più di una settimana, ma per le strade di Valence si respirava ancora la magia di quei giorni anche perché molti negozi dovevano ancora smontare gli addobbi. La temperatura non accennava ad aumentare e ogni tanto spuntavano ancora dei fiocchi di neve nell’aria. Quella domenica il traffico era più intenso del solito, specialmente per le vie centrali dove la nuova Citroen azzurra di Claire era rimasta imbottigliata ormai da più di un’ora.
<Zia, non potresti andare più veloce?> chiese Libertà affacciandosi dal sedile posteriore.
<Ci sono troppe macchine, non posso mica cominciare a tagliare la strada a tutti.>
<Ha ragione lei tesoro…> disse Luna osservando la strada <Cerca di avere pazienza.>
<Ma io non ce la faccio più! Devo andare al bagno!>  si lamentò la ragazza.
Claire si voltò leggermente e posò lo sguardo sul pancione di Libertà. La sua nipotina, la bambina che aveva cresciuto con tanta cura, dopo essere sparita per un mese era tornata all’improvviso felice, raggiante ed incinta. La donna non aveva preso molto bene la notizia, visto che era svenuta ed aveva trasformato i nove mesi di gravidanza in un calvario di domande, raccomandazioni e limitazioni. Eppure, anche ora che mancava così poco al parto, c’era ancora una questione irrisolta, il dubbio più grande che la tormentava.
<Piuttosto, non ti sembra arrivato il momento di dircelo?>
<Dirvi cosa?>
<Il padre!> sbottò Claire come se ne stessero discutendo da ore. <Ti decidi a dirci chi è il padre?>
<Oh andiamo Claire!> intervenne Luna <Non l’hai ancora capito? Non lo sa neanche lei!>
<Ci sarà un modo per scoprirlo! Magari in base al giorno… del… concepimento…>
<Anche se scoprissi il giorno preciso non cambierebbe niente zia.>
<Allora potremmo indagare fino a scoprire l’ora precisa!>
<Ehm… No, non cambierebbe niente comunque…>
<Ok, basta!>  urlò Claire mentre arrossiva <Non voglio sapere altro…>
Luna e Libertà si scambiarono un’occhiata d’intesa e cominciarono a ridacchiare, stando attente a non farsi scoprire da Claire la quale era ripiombata in un silenzio riflessivo. Rimuginò sulla questione per qualche altro minuto, poi tornò all’attacco.
<Dico solo che non è molto maturo restare incinta senza sapere né quando né di chi! Non è l’età il problema, anche se non nascondo che avrei preferito che almeno tu…> mentre pronunciava le ultime parole il suo sguardo si spostò su Luna <… Superassi i venticinque anni prima di diventare mamma…>
<Zia…> sussurrò Libertà con la voce che le tremava.
<Con questo non voglio dire che hai sbagliato…> continuò Claire imperterrita <Però mi sembra che state affrontando tutti la cosa con troppa superficialità! Non ci dici mai niente, non vuoi dirci neanche se è maschio o femmina e so che lo sai!>
<Zia…> un altro sussurro, quasi un fremito.
<Anche Luke e Ludwig dovrebbero dimostrarsi più responsabili, capisco che la notizia li abbia scioccati e sono stati anche molto gentili a trasferirsi qui negli ultimi mesi per poter vivere anche la tua gravidanza, ma se potessero…>
<Cazzo zia, ti decidi a chiudere quella bocca e a premere sull’acceleratore???>
L’urlo di Libertà ed il suo linguaggio spudorato stupì entrambe le donne che si erano voltate lentamente ed ora la fissavano sconvolte. Era come se qualche spirito maligno avesse parlato al posto di Libertà ed ora si stesse divertendo a disegnare sul suo volto un’espressione mista tra rabbia e dolore.
<Ehm… C… Claire?> balbettò Luna.
<… Eh?>
<Credo… Credo che le si siano rotte le acque.>
Claire si voltò nuovamente, osservò la strada ed il traffico che aumentava sempre di più. Poi, improvvisamente, strinse il volante finché le sue nocche non diventarono completamente bianche.
<Merda!> esclamò.
Aprì il finestrino e cominciò ad accelerare, premendo ininterrottamente il clacson ed urlando alle altre auto.
<Razza di cretini, volete muovervi? Fatemi passare idioti!>
Arrivarono in ospedale in meno di dieci minuti ed appena Libertà entrò in sala parto arrivarono anche Steven, Marc, Luke e Ludwig, che Luna aveva provveduto ad avvisare durante il tragitto. Man mano che passavano le ore l’attesa diventava più estenuante, ipotizzarono di fare dei turni per andare a mangiare qualcosa, ma al solo pensiero lo stomaco gli si contorceva in una morsa. Nessuno di loro aveva intenzione di lasciare il suo posto. Dopo circa quattro ore li raggiunse anche Cèline, che, dopo aver salutato velocemente Luna, cominciò a confabulare con Luke e Ludwig.
<Che state complottando voi tre?> chiese Luna incuriosita.
<Segreto professionale, non posso dirvi niente a meno che non mi autorizzino.>
<Abbiamo chiesto alla dottoressa Lemaire se poteva aiutarci con una piccola questione… Sì insomma… Per l’esame del DNA.> rispose Ludwig con voce insicura.
<Pensiamo che sia giusto così…> aggiunse Luke <Non è facile convivere né con il dubbio né con la certezza, ma non vogliamo costruire questo nuovo rapporto su delle bugie.>
<Inoltre, c’è anche la questione degli occhi. Se sono io il padre, bisognerà fare dei controlli per evitare che si sviluppi la patologia.>
<Stai tranquillo Ludwig, ho detto ai miei colleghi di effettuarlo immediatamente, ci vorranno pochi minuti.>
Claire, che da quando aveva appreso della gravidanza era stata molto fredda nei loro confronti, si sentì confortata dal senso di responsabilità dei due ragazzi e non poté fare a meno di ringraziarli.
Trascorse un’altra mezz’ora prima che arrivasse un’infermiera ad avvisarli che il parto era finalmente terminato. Céline si congedò per andare a prendere i risultati del test, mentre il gruppo si affidò all’infermiera che gli sorrideva raggiante.
<Seguitemi, da questa parte. Immagino che siate ansiosi di vederle!> disse la ragazza.
Non si era neanche accorta di aver provocato il primo shock di quella giornata.
<Vederle???> avevano ripetuto tutti insieme prima di seguirla in silenzio fino alla nursery.
L’infermiera li guidò fino all’angolo destro del grande vetro, oltre il quale le nuove vite prendevano confidenza con il mondo. In un angolo, lontane da tutti gli altri neonati, come se facessero parte di un altro mondo, c’erano due bambine. Sembravano così simili, eppure così diverse. La bambina a sinistra aveva i capelli chiari, le labbra sottili e la carnagione color latte, mentre l’altra era esattamente il contrario, cappelli scuri, labbra carnose e carnagione rosea.
<Eccole lì…> disse la giovane infermiera, incurante dello stato di shock che aveva travolto il gruppo <Come avrete già capito, sono gemelle. La madre sta bene, appena potrà ricevervi vi accompagnerò da lei. Intanto vi lascio a godervi le bambine.>
Si incamminò verso la sala parto, ma fu bloccata dall’arrivo di Céline che le chiese di far uscire tutte le altre persone e di lasciarla sola con i parenti di Libertà.
<Devo dirvi una cosa importante.> disse in tono agitato, ma stranamente euforico.
<Non è meglio se andiamo nel tuo ufficio? Così non disturbiamo le altre persone.> propose Claire, ma Céline agitò la testa rifiutando l’offerta.
<No, è meglio se parliamo qui. Capirete perché, ora forza guardate attentamente!>
Appena furono soli tese le braccia in avanti e mostrò a tutti un foglio pieno di righe e lettere che per loro non avevano alcun senso, erano i risultati del test.
<Quindi…> azzardò Steven <Non è che potresti tradurlo? Non ci sto capendo molto.>
<Credetemi, non ci credo neanche io! In tutta la mia carriera è la prima volta che mi capita un caso di superfecondazione eteropaternale! Persino sui libri di medicina è solo accennato, anche perché ci sono stati pochissimi casi!>
<Eterocosa? Che significa?> chiese Marc.
<In parole povere significa che…> si voltò e indicò le bambine al di là del vetro <La piccola con i capelli chiari è tua figlia Luke, mentre la piccola con i capelli scuri è tua figlia Ludwig.>
Il tono di Céline era allegro, squillante, ma non poté attenuare il secondo shock a cui il gruppo era stato sottoposto. Persino Luna, che aveva accolto ogni notizia con il sorriso, ora sembrò vacillare incredula con gli occhi colmi di stupore. Luke e Ludwig, invece, erano letteralmente impalliditi e Steven dovette impegnarsi molto per non svenire prima di loro, anche perché, ovviamente, Marc non poteva aiutarlo visto che stava già reggendo Claire che era crollata senza ritegno.
<Avanti Claire, fatti forza, certo è una notizia inaspettata ma dopotutto non è successo niente.> le disse Marc con tono gentile cercando di farla riprende.
<Non… è… successo… niente? Lo chiami niente questo? Mi spieghi com’è possibile che mia nipote sia rimasta incinta di due ragazzi diversi… contemporaneamente???>
<Vuoi la risposta umana o quella scientifica?> chiese Céline continuando a sorridere.
<Umana… credo.>
<Vedi, evidentemente hanno avuto rapporti vicini tra loro. Molto vicini. Direi quasi contemporaneam…>
<Scientifica! Dannazione! Passa a quella scientifica!> urlò Claire interrompendola.
<Due spermatozoi diversi, appartenenti a due uomini diversi,  hanno fecondato due ovuli diversi e sono state concepite due bambine. Va bene così? Non è una cosa comune, anzi è abbastanza rara, ma non è impossibile.>
Céline lasciò a tutti il tempo di assorbire la notizia e quando vide che le guance di Ludwig riprendevano colore si avvicinò e gli appoggiò una mano sulla spalla guardandolo dritto negli occhi.
<Per quanto riguarda gli occhi…> cominciò in tono serio e Ludwig dovette deglutire più volte prima di ritrovare la salivazione <Posso affermare con certezza che hanno entrambe gli occhi della madre. Ora sono di un verde molto scuro, ma credo che diventeranno più chiari. Se ricordo bene anche Libertà li aveva di quella tonalità appena nata, vero Luna?>
<Sì, hanno proprio i suoi occhi. Li ho notati subito.> rispose la donna con gli occhi lucidi per l’emozione.
<Su venite, andiamo tutti da Libertà!> esclamò Céline che non aveva nessuna intenzione di perdere l’entusiasmo <Ora avviso anche di portare le bambine!>
Furono trascinati tutto dal suo entusiasmo che impediva persino di fermarsi a riflette, infatti Luke e Ludwig erano ancora increduli e sconvolti. Erano pronti affinché uno dei due diventasse padre, ma non entrambi! Come avrebbero affrontato la situazione? In futuro avrebbero dovuto spiegarlo alle bambine o dovevano lasciare che lo capissero da sole? E Libertà come aveva preso la notizia? Ogni dubbio, ogni singola domanda, trovò una risposta davanti al viso raggiante di Libertà.
<Mamma! Céline vi ha già spiegato? Non è incredibile?> chiese in tono allegro, quasi divertito.
<Incredibile?> esclamò Luna <Non è abbastanza per descrivere questo miracolo! Certo che quando ti impegni sei peggio di me in quanto a colpi di scena!>
<Ahahahahahahahah! Zia scommetto che tu sei svenuta, non è vero?>
<Un po’ di rispetto ragazzina, guarda che anche i papà stavano per cedere!>
<Davvero?>
<Certo, ma ti sembra una situazione normale?> rispose Luke mentre si sedeva accanto a lei e le stringeva la mano. <Sei incredibile, diventare entrambi padri è qualcosa che non avevamo mai neanche preso in considerazione. Anche perché non eravamo pronti….>
<E non lo saremmo stati mai!> aggiunse Ludwig.
Improvvisamente bussarono alla porta e tutti trattennero il fiato, ma ad entrare non fu l’infermiera, bensì Audrey Sunshine che era appena arrivata in ospedale.
<Mamma!> esclamò Luke correndo ad abbracciarla.
Audrey ricambiò l’abbraccio arrossendo, la emozionava ancora molto la semplicità con cui ormai Luke la chiamava in quel modo.
<Perdonate il ritardo, il direttore dell’orfanotrofio Lacroix non voleva lasciarmi andare.>
<Tranquilla, sei in tempo, stanno per portare le bambine, ma ora devo assolutamente raccontarti cosa sta succedendo qui.>
Luke raccontò tutti i dettagli ad Audrey, la quale cambiò espressione una decina di volte, passando dalla commozione all’incredulità, sino alla gioia più pura. Luke fece appena in tempo a raccontarle gli ultimi dettagli che la porta si aprì nuovamente e finalmente l’infermiera posò le bambine tra le braccia di Libertà.
Rimasero tutti incantati ad osservarle, così piccole ed indifese ma con gli occhi fissi sulle novità che le circondavano. Libertà posò la piccola dai capelli biondi tra le braccia di Luke, il quale non esitò minimamente e l’accolse con naturalezza, poi fece segno a Ludwig di raggiungerla. Lui le si sedette accanto, ancora un po’ titubante, ma quando sentì il piccolo corpo di sua figlia sulle sue braccia esili, sentì una forza incredibile pervaderlo in ogni singola fibra muscolare. Per la prima volta era convinto che le sue braccia avrebbero potuto reggere qualsiasi peso, pur di riprovare all’infinito quell’incredibile sensazione.
<Penso sia giunto il momento di scegliere i nomi.> disse Luna distogliendo per un attimo il pensiero da quella gioia.
<I nomi sono già decisi.> rispose Libertà sicura.
<Tesoro, almeno per questo dovresti consultare i papà, non credi?> disse Steven ridendo.
<Credo che sarete tutti d’accordo.> rispose lei imperterrita. <Vi presento la nostra Greta…> disse accarezzando i biondi capelli della sua primogenita, poi si voltò verso la piccola dai capelli castani <E la nostra Chantal.>
<Greta…> sussurrò Audrey commossa.
<Chantal…>  mormorò Luna tentando di bloccare le lacrime, senza riuscirci.
Quei brevi sussurri furono sufficienti per tutti come risposta. Non erano semplicemente i nomi di due donne a cui era stata negata la vita, ma erano soprattutto due madri che avevano lottato per i loro figli. Quegli stessi figli che ora erano lì a stringere tra le braccia quei piccoli miracoli, nati grazie all’unica donna che, seppure per un breve attimo, era riuscite ad aprire una breccia nel loro mondo.
Le spalle di Ludwig erano ancora troppo fragili, le braccia di Luke troppo deboli, l’amore di Libertà per entrambi era ancora troppo forte, ma erano insieme. Luna avrebbe continuato a prenderli in giro, Claire a sgridarli, Marc e Steven ad incoraggiarli, Audrey a consigliarli. I ricordi di Chantal, Greta, Matt e Nathan avrebbero continuato ad occupare una parte dei loro cuori, ma erano insieme e questo valeva più di mille ricordi.