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Controversie videoludiche
08 Sep
2011

Sto ancora cercando di fare una cernita di foto di Londra anche se so che per ogni luogo visitato finirò col mettere una o due immagini massimo altrimenti appesantisco il post delegando il resto dell’album a Facebook.
Nel frattempo penso proprio che vi intratterrò con un altro post bello lunghetto, per cui mettetevi comodi, rilassatevi e leggete tutto d’un fiato (se ce la fate! ).

Avevo appena finito di parlarvi di Portal 2 che subito vi ripropongo l’argomento.
Probabilmente i fan della “serie” già lo sapranno, ma io ne sono venuta a conoscenza la settimana scorsa e, in tutta franchezza, ho dovuto assimilare bene la cosa prima di poter esprimere a parole quello che penso. Mi sto riferendo ad una notizia che ha semplicemente dell’assurdo legata proprio al titolo Valve:


(cliccate sull’immagine per guardarvi la clip)

Per chi avesse problemi con l’inglese o per coloro i quali – giustamente – vogliono preservare i propri neuroni da cotanta stupidità, riassumo brevemente il succo della questione, rammentandovi che sia il video che questo mio articolo contengono spoiler su Portal 2.
Sostanzialmente un padre indignato ha scritto a questo telegiornale dicendo che Portal 2 è altamente diseducativo e offensivo nei confronti dei bambini adottati tant’é vero che la sua piccola, una tenera fanciulla cinese orfana di padre e madre, dopo aver visto un certo spezzone del gioco si è traumatizzata a tal punto che l’uomo ha dovuto spegnere la console.
Segue poi la clip in cui Wheatley insulta Chell dicendole:
“Fatty fatty no parents”, ovvero: “Cicciona, cicciona, orfana.”
Okay.
Premessa scontata, ma necessaria: io ho tutto il massimo rispetto per gli orfani e in parte anche per chi ha parecchi chili in più (francamente non riesco ad appoggiare chi, perfettamente sano e senza problemi di tiroide o di chicchesia, si ingozza volontariamente di cibo salvo poi lamentarsi di essere additato come “persona in sovrappeso” – ma questo è un altro discorso che non ritengo opportuno affrontare adesso ).
Qui… però… si sfiora veramente il ridicolo e per diverse ragioni che cercherò di isolare andando, laddove possibile, in ordine logico.

- Innanzi tutto la clip scelta per dimostrare questa tesi… non ha senso e, anzi, se proprio volessimo essere pignoli è la meno indicata di tutti.
Nel video, infatti, Weathley non fa altro che CERCARE goffamente di imitare non solo le funzioni di GLaDOS, ma anche il suo atteggiamento. Per questa ragione, dunque, mi sarei aspettata di vedere una delle TANTISSIME clip in cui è GLaDOS ad insultare, non certo questa qui. Le offese dell’AI originale sono, infatti, ben più dirette, pesanti e, se volete, “cattive” rispetto a quelle del core azzurro.

- La censura e il destinatario dell’offesa
Un altro fatto che mi ha dato ai nervi è la censura applicata alla clip troncata praticamente a metà. Nella seconda metà, infatti, GLaDOS, ormai isolata dal Mainframe e collegata alle memorie di Caroline, dice una cosa decisamente rilevante, dopo aver assistito alla pessima performance di Weathley:
“Essere orfani è TERRIBILE.”
Questa affermazione è di una rilevanza gigantesca perché dimostra la vera natura di GLaDOS e porta a riflettere su tantissime implicazioni. Lei… l’AI che prima non aveva alcuna sensibilità verso i problemi umani, adesso prova empatia verso Chell. Com’è possibile tagliare questa battuta e far finta che non sia stata mai detta? Forse il padre avrebbe dovuto tenere la console accesa per qualche secondo o forse, cosa più probabile, tutto questo teatrino è stato concepito a regola d’arte per screditare anche uno dei giochi, a mio parere, più inattaccabili dal punto di vista educativo.
Mentre sento rumore di unghie sui vetri vorrei anche aggiungere che tutti gli insulti che si sentono nel gioco NON sono rivolti a chi si trova sul divano con il pad in mano, ma… A CHELL.
Sembra una cavolata, ma da come era stato messo il servizio, sembrava quasi che Wheatley avesse offeso la bimba cinese.

- Giustificazione del mittente
Fermo restando che gli insulti a Chell sono solo UNA PARTE del gioco e non rappresentano in alcun modo il modus operandi del sistema videoludico in questione, essi sono comunque giustificati da un semplice fattore: il ruolo del mittente. Wheatley è definito fin da subito: “Il core progettato per essere specificatamente il più stupido tra gli stupidi… un concentrato di coglionaggine espressamente condensata in un unico nucleo, evidentemente corrotto.”
Chell, a quel punto della storia lo sa di già ed è una DONNA.
Ora, anche mettendovi nei panni di Chell, voi vi sentireste offesi da un idiota con la “i” maiuscola, dopo esservi propinati senza problemi le maldicenze di GLaDOS?
E poi, anche se Wheatley fosse intelligente, rimane comunque il “cattivo”, se la vogliamo mettere in maniera estremamente semplicistica perché io ho già spiegato come mai in Portal non esistono veri e propri “cattivi”. Non ci può, dunque, aspettare, anche da un titolo dai 10 anni in su, che l’antagonista non si ponga in contrasto con il protagonista.

- Ignorare tutto il resto
Partendo da questo assunto mi pare incredibile come, di tutto ciò che accade in Portal 2, si abbia usato i primi secondi di quella clip per dimostrare che il titolo della Valve è promotore di violenza.
Anche rimanendo concentrati su Wheatley, ci siamo forse dimenticati come il simpatico AI tenti ripetutamente di uccidere Chell con spunzoni, trappole e quant’altro?
A questo punto un moralista potrebbe dire:
“E allora vedi che il padre ha ragione?”
Al che mi sentirei volentieri di rispondere che se i tentativi di Wheatley di ammazzare Chell sono ritenuti violenti, allora andrebbero censurati tutti quei cartoni in cui abbiamo un antagonista deficente che tenta di far fuori il protagonista buono, ma senza mai successo. In tal senso non vedo grossa differenza tra un “Tom e Jerry” e un “Wheatley e Chell” nelle pure dinamiche d’azione.

- Incomprensione e infantilità
Tornando su GLaDOS… è vero.
Indubbiamente i suoi attacchi verbali non sono goffi come quelli del core azzurro, ma anche qui va saputa interpretare la psicologia del personaggio.
Come dice giustamente Serchan (e come sostengono in molti), GLaDOS è tanto evoluta dal punto di vista informatico, quanto limitata dal punto di vista emotivo-relazionale. Infondo, se ci pensate bene, non potrebbe essere altrimenti dato che la parte in assoluto più difficile, quando si programma un’AI, è proprio quella di farla interagire con l’essere umano.
In tal senso GLaDOS ha l’emotività di una bambina… un modo di approcciarsi semplice ed infantile almeno quanto quello che potrebbero avere i compagni di scuola della “vittima” indicata dal servizio giornalistico.
Quindi ora io mi chiedo: è possibile che la bimba, andando a scuola, non sia stata in qualche modo denigrata da qualche compagno di classe per essere orfana? E’ possibile che sia stata così fortunata da essere circondata solo da coetanei sufficientemente maturi da non prendersi MAI gioco di lei? E’ possibile che l’unica umiliazione che abbia subìto, per altro in maniera del tutto ingiustificata per le ragioni cui sopra, sia venuta da un giochino per computer?
Io credo proprio di no.
Chi di noi, infatti, non è stato vittima di soprusi, a volte anche pesanti, a scuola?
Per dirvi… io all’elementari ho visto un bambino picchiare così forte una mia compagna che era sbiancata e manca poco finiva all’ospedale. Sempre all’elementari, per difenderla, ho rischiato di essere picchiata anche io. Al liceo (e io qui parlo di gente dai 14 anni in su!!) sono stata additata come “lesbica schifosa” perché di sesso e di ragazzi non me ne fregava nulla (mi reputavo ancora acerba per poter avere rapporti sessuali con un uomo).
In tal senso, dunque, anche gli insulti di GLaDOS, risultano essere del tutto inoffensivi, perché la sensazione che si ha è che siano pronunciati da una bambina e, per di più, senza trasporto e senza particolare malvagità.
L’AI, infatti, non è mai così tanto evoluta da poter veicolare le proprie espressioni verbali in modo violento e distruttivo: anche le offese sono asettiche, dette così per dire, perché considerate ottimi deterrenti per Chell della serie: “Se le rammento che nessuno la vuole perché è sola al mondo, lei rimane qui a fare i test con me.” e non: “La umilio perché voglio che soffra come un cane, perché desidero che la sua vita sia un inferno.”
Sono due forme mentis completamente diverse.

Ben consapevole del fatto che il servizio è l’ennesimo esempio di come si tenti di screditare il mondo videoludico (che ormai riesce, in alcuni casi, a produrre storie ben più interessanti di quelle ci propinano al cinema, tra un cinepanettone e l’altro ) a qualsiasi costo, anche rendendosi ridicoli, sono del parere che il caro paparino, anziché perdere tempo a telefonare alla Sony - non alla Valve che ha ideato e prodotto il gioco… ma alla Sony che ne è il semplice distributore -, avrebbe fatto molto meglio a spiegare, ammesso che l’avesse capite, tutte queste cose alla sua bambina che, almeno nel video, mi pareva tutto meno che traumatizzata.

 

Postato da Marylain, alle 08 : 12
(permalink) (Online Game Life)


Commenti

Postato il 12/09/11 alle 10:59
Devib
1

Un’altro caso di diffamazione nei confronti dei videogiochi. :azz:
Almeno non era quell’ignorante di Jack Thompson: dire che tutti i giochi sono “simulatori di omicidi” senza fare almeno una distinzione. <_<

Postato il 19/09/11 alle 09:17

Chi sarebbe questo Jack Thompson?
*me non ha voglia di cercare su Google* XD

:?: :down: :sigh: :D :angry: :huh: :P -.- :bandit: ;) O_O :azz: :si: :up: ^_^ :drop: :angel: :yeah: XD :boh: :* :love: :conf: :nor: :shy: :money: :vomit: