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Dopo tante tribolazioni e dopo aver corretto gli ultimi refusi, la mia relatrice mi da il via libera per mandare in stampa il mio elaborato.
Il giorno successivo (e parlo della scorsa settimana, vorrei specificare ), torno alla carica a Firenze e mi fiondo in copisteria dove porto il pen drive con dentro sia la versione in .odt che quella in .pdf.
Nel fare il preventivo, il proprietario del negozio inizia a chiedermi che tipo di carta voglio, se quella normale o quella speciale. Dopo aver appurato che la “carta premium” avrebbe fatto lievitare l’intero costo della stampa a quasi il doppio, decido di visionarla per vedere se valeva davvero la pena.
In tutta franchezza, la carta era sì davvero bella, ma per me era del tutto inadatta allo scopo. Si trattava della tipica carta patinatissima che avrebbe fatto la sua sporca figura in un album artistico o comunque prettamente incentrato sulla grafica, ma non in una tesi orientata più che altro sul testo.
Rinuncio all’offerta, lascio una caparra e me ne vado.
Torno all’attacco oggi accompagnata da mia madre che si è offerta di pagarmi tutte le copie.
Il prezzo finale è stato piuttosto altino, a mio modesto avviso: va bene che erano 6 volumi con copertina rigida e con la scritta sopra, va bene che diverse pagine erano a colori, va bene tutto… ma 400€ è una cifra che non mi sarei mai aspettata sopratutto perché quando mi ero fatta fare il preventivo (con 30 pagine a colori ipotetiche), il tipo mi aveva pronosticato 200€ di spesa. 
Il risultato finale è questo qui:

La stampa a colori non è male, ma la rilegatura, stando a Serchan, che comunque ne sa qualcosa di tipografia, fa lievemente pena (sopratutto per quello che abbiamo speso!).
E’ difficile, infatti, riuscire a leggere in corrispondenza della parte centrale perché le pagine sono troppo “imbarcate” e questo è un problema perché, come potete vedere dalla foto, le fotocopie sono fronte-retro (ho dovuto farlo perché essendo l’elaborato lungo 250+ pagine, se avessi stampato un verso sì e l’altro no, ne sarebbe uscito fuori un tomo gigante! ).
A parte l’aspetto tecnico, questa volta sono soddisfatta del risultato finale.
Se avete voglia di spulciarvi i post di quando stavo finendo la triennale scoprirete quanto fosse stata traumatica quell’esperienza formativa.
Il rapporto che si è instaurato tra me e la relatrice è stato davvero ottimo: ho comunicato con lei via email e persino tramite cellulare senza contare che la docente ha gradito così tanto la mia trattazione che mi ha fatto cambiare tutte le note usando lo standard internazionale perché pare che la mia tesi diventerà ufficialmente un testo di consultazione per gli insegnanti del dipartimento di linguistica della mia Università.
Inutile dirvi che quando ho ricevuto la comunicazione (per altro al telefono!) non sapevo che cavolo dire o come rispondere in maniera intelligente e dignitosa. 
A parte questo, l’uscita fiorentina con mia madre non è stata affatto malaccio: l’ho convinta a mangiare al ristorante greco e lei è rimasta davvero soddisfatta sia del servizio che del cibo.
Abbiamo avuto poco tempo a disposizione dopo pranzo e lei doveva prendere il treno delle 14:39 perché aveva un’importante riunione. Siamo, però, riuscite a vedere qualche completo carino in un paio di negozi vicino la stazione.
E adesso vediamo di non impappinarci alla discussione!
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