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Rieccomi qui con Pandora Hearts… anime che sta andando avanti per inerzia e che, in tutta franchezza, non vedo l’ora di levarmelo dalle scatole. 
Dato che ormai il mio interesse si è spostato sui manga, taglio corto e vi parlo della puntata… sempre che a qualcuno interessi ancora, s’intende! 

Commenti: Evviva lo Stregatto che è riuscito a portare un po’ di pepe ad una serie che si stava SERIAMENTE appisolando.
La puntata 12, in realtà, non è poi così difficile da riassumere, ma nonostante questo è riuscita a trasmettere quel minimo di emozioni di cui sentivo davvero il bisogno per trovare l’entusiasmo. In buona sostanza, con una scusa alquanto idiota (Gil che vuole recuperare il suo amato cappello), i tre ragazzi si recano di nuovo città, fanno una gara altrettanto idiota a braccio di ferro con un trio di tizi inquietanti per riconquistare il cappello e incontrano finalmente Oscar. Sentendosi di troppo Alice fugge vie per le contrade della città e lì verrà improvvisamente raggiunta da Blake che si farà catturare apposta assieme a lei nella tana dello Stregatto. Il misterioso personaggio, però, lascerà indietro Emily per permettere a Gil e a Oz di raggiungerlo grazie all’aiuto del Chain di Sharon, tale Eques.
Nel frattempo, Alice realizza che dentro alla tana c’è un frammento della sua memoria, ma questa volta si tratta, probabilmente, di un ricordo spiacevole. 
Blake osserverà, giustamente, che sia lei che lo Stregatto sono Chain unici nella loro specie.
Il coniglio nero, di fatti, è l’unico che non ha bisogno di nutrirsi di esseri umani, mentre lo Stregatto non prova alcun interesse nello stipulare un contratto perché, dentro il suo mondo, egli è molto potente.
Purtroppo, però, i due vengono separati: Blake verrà catturato dal suo stesso riflesso, mentre Alice, scappando via, si troverà faccia a faccia con un gatto nero che la giovane riconoscerà immediatamente.
Devo ammetterlo: l’incipit della puntata mi stava seriamente facendo perdere la pazienza, poi, per fortuna, le cose sono cambiate in meglio. 
La tana dello Stregatto trasuda di fantasia, mistero e meraviglia, proprio come nella favola originale alla quale questo anime si è chiaramente ispirato: una realtà labirintica eppure variopinta, teatro, probabilmente, delle tragedie personali di tutti quanti (Blake si rivede nel suo passato, con ancora la benda all’occhio, mentre Alice si sentirà subito legata al bellissimo felino percependo, però, allo stesso tempo, una sgradevolissima sensazione).
Ho quasi l’impressione, visionando queste ultime puntate, che la Volontà dell’Abisso e il Coniglio Nero siano strettamente legate (dopo tutto hanno la stessa identica faccia!) e che, in qualche modo, tutto quello che sta accadendo è causato proprio dalla presenza di Alice.
Peccato, comunque, che di tutta la carrellata dei personaggi che si vedono nell’opening, a parte alcuni, non si sia ancora visto nessuno. 
Penso che ormai i tempi siano più che maturi per poter iniziare a sbrogliare lentamente i nodi altrimenti mi ritroverò con l’ennesimo Full Metal Alchemist che ti passa improvvisamente tutta quanta la patata bollente gigante senza permetterti di poterla assaporare piano piano e digerirla.
Nutro ancora delle discrete aspettative verso questo anime (anche se, a questo punto, mi sa che sono sfumati giudizi eccelsi come nel caso di Tales of the Abyss che più lo guardo più mi piace sempre di più ), per cui continuerò a visionarlo più che volentieri!

Prossimo episodio: Il custode del segreto
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