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Volevo innnzi tutto approfittare del post per ringraziare sia Tristano che Yuffie per quanto riguarda il loro sostegno morale!
Proverò il software che mi hai suggerito, Yuffie, anche se fino ad ora, per fortuna, non ne ho mai avuto bisogno. 
Quanto al copiare ed incollare, lo facevo praticamente ogni volta quando ero su piattaforma Iobloggo perché lì pubblicare era sempre un terno al lotto (anche dopo, quando misero l’auto save dei post in automatico), ma da quando mi sono trasferita su WordPress non ci sono stati incidenti di percorso così gravi e strani. 
Dato, poi, che siamo in tema di “risposte ad utenti”, volevo approfittarne per dire a Yuffie che Catherine in versione PAL non ha la traccia audio in giapponese.
Ora.
Se la cerchi per questioni linguistiche posso aggiungere ben poco, ma se la vuoi per paura che quella anglosassone non sia all’altezza ti invito comunque ad ascoltare unpo’ qualche clip perché il cast è di tutto rispetto e c’è anche Liam O’Brien (va beh che sono un po’ di parte, ma oggettivamente penso sia uno dei doppiatori più bravi su piazza! ).
Tra le altre cose, per la vicenda trattata e per le scene di caxxeggio al bar e di terrore negli incubi del “povero” Vincent, ci vedo più appropriato, personalmente, l’idioma inglese piuttosto che quelo nipponico.
Scenderò un po’ più nei particolari la prossima settimana perché ho paura di non riuscire a scrivere niente di sufficientemente articolato e sensato con tutti gli impegni che MIRACOLOSAMENTE ho in previsione per i prossimi sette giorni.
E infatti, rimanendo in argomento, oggi non ho avuto un attimo libero tra jogging, colloquio, pranzo, appuntamento per un progetto, telefonate varie e cena.
In particolare il colloquio, qualsiasi sia il risultato finale, è stato con ogni probabilità il più gradevole e professionale di tutti questi 6 mesi di ricerca a tappeto.
E’ stato, infatti, condotto come teoricamente si dovrebbe fare: fornendo tutte le informazioni possibili (e questo è un bene più per l’azienda che per il candidato, se ci pensate), ma sopratutto nel pieno rispetto delle parti.
E’ davvero una grandissima tristezza che realtà come queste siano così poco comuni qui in Italia… 
Il resto della giornata è stato dedicato ad un altro appuntamento piuttosto importante del quale, per scaramanzia, non voglio dire ancora nulla. Già che ero sul posto, ho provato a fare un salto a casa dei miei, ma dato che non c’era anima viva me ne sono tornata a Pescia dove FINALMENTE sono riuscita a mettermi gli abiti da casa e a svaccarmi sul divano.
Mi è parso di rivivere le giornate universitarie così ricche di impegni e di comunicazione interpersonale…
Nonostante un po’ di stress accumulato, ho un ricordo piuttosto nostalgico di quel periodo.
Grazie mille amore per gli splendidi fiori di San Valentino!
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