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Ieri mi sono concessa una gradevolissima rimpatriata con le mie colleghe universitarie, alcune delle quali non vedevo da un sacco di tempo.
Ed in effetti, se mi fermo a pensarci, forse la giornata di ieri è stata tra le migliori in quest’ultimo periodo, caratterizzato da un continuo andi rivieni verso e dai centri dell’impiego che più che aiutarti sembra quasi si divertano a metterti il bastone tra le ruote. 
Pensavo di essere io la sfigata, io quella che non “funziona”, io che evidentemente, a causa del mio carattere molto particolare, non riesco a rapportarmi in maniera adeguata alla gente e invece, sentendo le mie compagne, ho notato che la situazione è buia un po’ per tutte, sopratutto per noi studentesse di lingue specializzate in inglese… un idioma ingiustamente catalogato come quello “che anche cani e porci sanno”, ma che, in realtà, non parla bene praticamente NESSUNO. 
Ho sentito cose allucinanti, specialmente da M. la quale ha risposto ad un annuncio per segretaria salvo poi accorgersi che il lavoro non si sarebbe dovuto svolgere ad una scrivania… quanto piuttosto SOTTO.
Io le ho risposto dicendo che gli annunci di escort e roba simile sono più che leciti, purché siano espliciti. Francamente detesto l’ipocrisia che pervade l’Italia. Quando sono andata a Londra, infatti, mi è capitato di prendere un paio di copie di un giornale gratuito e tra le offerte di lavoro c’era anche quella in cui si cercavano porno star.
No. Non sto scherzando.
Magari c’è chi tra voi penserà:
“Oddio mamma!”
Ma io dico… non sarebbe molto meglio sapere PRIMA di che cosa si tratta esattamente il lavoro?! In questo modo eviti di far perdere tempo alle persone.
Tonikaku, tornando alla rimpatriata, S. ci ha proposto di farla all’Hard Rock Cafe di Firenze, aperto all’ex Gambrinus, il cinema in cui, lo ricordo ancora, andai a vedere il film di Final Fantasy in una sala tristemente vuota eppure così bella ed elegante (penso sia stato il cinema in assoluto più bello in cui mi sia capitato di andare).
Il locale, di chiaro taglio “straniero”, era davvero spettacolare e lo dice una a cui il rock non piace particolarmente.

Appena entrati si accede alla zona bar dove vendono anche le famigerate T-shirt, poi, scendendo un paio di scalini si passa alla zona ristorante, piena zeppa di tavoli e… di divanetti, comodi come non mai! 
Il cameriere, un romano D.O.C, si presenta come una sorta di “tutor” o comunque di “assistente alle ordinazioni”, ma noi lo mandiamo via perché non abbiamo ancora scelto nulla.
Non appena ho aperto il menu non ho potuto fare a meno di notare i prezzi elevati della carta: TUTTI i panini, infatti, venivano dai 13-14€ in sù! 
Sgrano gli occhi e aspetto che le altre decidano, ma alla fine siamo costrette a chiedere aiuto proprio al “tutor” il quale ci spiega che il panino più buono è il Local Special di Firenze… un MOSTRO con dentro sugo al pesto, insalata, pomodori, bresaola, mozzarella, hamburger di manzo e una cascata di patatine di accompagnamento.
Ordiniamo tutte quante quello più un vino novello nel quale affoghiamo i nostri dispiaceri di precarie e di inoccupate.

Dalla foto non sembra, ma il piatto era gigante e il paninozzo pure tanto che ci siamo viste tutte negli occhi della serie:
“Come si fa a mangiarlo?! Mo aspetto che una di noi faccia la prima mossa!”
Alla fine ci siamo arrese e abbiamo preferito “dividere” i vari piani e mangiarli uno per volta. 
Ridendo e scherzando si è fatto tardissimo e, dopo una manciata di foto fatte anche sotto il palco, abbiamo deciso di farci un giro per smaltire non solo il cibo, ma sopratutto tutto l’alcol che ci eravamo scolate beatamente. Dopo un giro all’HM e all’Edison, me ne sono andata via e sono rincasata che erano le 18:00 passate!

Anche se sembra il contrario, a giudicare dalla mia insolita discontinuità con la quale posto e rispondo ai commenti, non è che non stia facendo nulla.
Diciamo meno rispetto a quello che riuscivo a combinare, paradossalmente, quando ero piena d’impegni universitari fino alla punta dei capelli. 
Sto proseguendo Xenoblade senza bloccarmi troppo e questo perché so già che se lo accantono per qualche giorno, conoscendomi, finisco per non riprenderlo più. La mia intenzione è quella di velocizzare al massimo la pubblicazione dei video, ma sopratutto di portare a termine il progetto dato che la storia è, a mio modesto avviso, decisamente pregevole e dalla sua struttura dovrebbero imparare molte SH.
Trasversalmente, la sera mi sono ributtata con tutta me stessa al famigerato capitolo zero… o incubo come ormai lo chiamiamo sia io che Serchan. Ci lavoro dalle 21:30 fino alle 23:30 circa quasi tutte le sere e per ora, in quanto a lineart e inchiostrazione (digitale) ho superato la metà, ma manca ancora di mettere i retini e gli sfondi oltre che organizzare tutto il resto del volume, magari aggiungendo i profili dei personaggi principali et simili.
Questo volume però mi ha aiutato a capire che:
1) Ho messo troppi retini e che dovrò diminuirli nel progetto definitivo
2) I tempi di inchiostrazione, pur recuperando il ritmo, sono davvero troppo elevati anche sopratutto per via del numero piuttosto elevato dei particolari degli abiti, non sempre così facili da gestire. Siccome non ho intenzione di semplificare il chara design – anzi, nel mio piccolo l’ho reso più dettagliato – dovrò trovare qualche espediente per velocizzare la cosa e riuscire a completare almeno 2 tavole a sera.
PS: Il barman all’Hard Rock Cafe che voleva fare le evoluzioni con il mixer e che manca poco me ne sbatteva uno in testa è stata un’esperienza UNICA! 
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