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Ho quasi finito di sistemarmi con il PC: quasi tutti i programmi che mi servono li ho installati senza problemi, mentre quelli che mi mancano all’appello li metterò su nel momento in cui mi serviranno. Ho ancora da partizionare in modo razionale gli HD e da recuperare dei file da uno vecchio staccato da una vita che mi piacerebbe utilizzare come disco rigido temporaneo per lanciare i giochi della PS3.
In attesa di iniziare la seconda fase di vacanza, ho iniziato a vagare in quei luoghi di perdizione sociale che sono i centri dell’impiego partendo da quelli provinciali che sono, indubbiamente, i meno peggio tra tutti quanti.
Purtroppo devo ammettere che mi sono sentita presa altamente per il didietro anche da loro per come mi hanno trattata. Brevemente: alla fine della scorsa settimana mi sono recata agli uffici della cittadina dove abito attualmente per chiedere delle informazioni su un’iniziativa e aggiornare il mio CV. L’addetta mi squadra e mi chiede dove ho il domicilio. Per esigenze personali che non mi metto qui a spiegare altrimenti si farebbe notte, sebbene viva a P., ho sia il domicilio che la residenza a M. L’impiegata, allora mi fa:
“Se vuoi essere iscritta qui devi fare richiesta al comune di cambiare il domicilio così che poi tutta la posta viene al nuovo indirizzo altrimenti per legge non posso accettarti.”
Mi reco, allora, all’ufficio di M. dove un’altra addetta, lamentandosi per il fatto che non aveva voglia di lavorare (roba da Epic Fail dire una cosa del genere davanti a centinaia di disoccupati che darebbero via un rene pur di stare comodi sulla sua poltrona… ), mi pone la stessa identica domanda alla quale io do la medesima risposta. L’anziana signora scatta sulla sedia e fa:
“Se vivi a P. che ci sei venuta a fare qui?!”
Le spiego che per esigenze personali ho la necessità di dichiarare il domicilio a M. e che quindi devo per forza di cose afferire lì. L’addetta, però, scuote la testa e, sempre più infastidita mi domanda:
“Ma tu dove mangi e dormi?”
“Ufficiosamente a P.”
“Che centra ufficiosamente?! Tu il domicilio non lo devi dichiarareee! Non è possibile che la mia collega a P. ti abbia detto questa cosa!”
E non crederci, volevo risponderle… ma non c’è stato nulla da fare sicché adesso devo fare un terzo viaggio solo per consegnare un foglio.
Bella lì. 
Sul fronte personale, poi, le cose non è che vadano meglio: gli unici rapporti che riesco a reggere sono quelli di amicizia e d’amore, ma in quanto a relazioni con i genitori… sono ridotti all’osso. Mio padre lo vedo e lo sento solo il week end (anche per colpa mia, ne devo dare atto!), mentre con mia madre c’è continua tensione.
Ieri, poi, non so perché, ce l’aveva con i taxisti che “bivaccavano” (a detta sua), in centro in città dando una cattiva immagine alla piazza. Ho cercato, inutilmente, di farle notare che i signori di certo non si divertivano perché in quel momento non stavano guadagnando e che, comunque, in assenza di lavoro, non c’era davvero nulla di deprecabile vederli seduti sulle panchine a conversare.
A mia madre manca davvero l’esperienza (orribile che non auguro a nessuno!) di andare ad elemosinare un’occupazione PRECARIA a destra e a manca. Lei non riesce minimamente ad immaginarsi quanto possa essere avvilente, specie alla lunga, una situazione del genere.
In attesa che il mio amore rimetta a posto il suo PC, sto continuando a giocare un po’ per conto mio a Ragnarok Online. Ieri notte sono riuscita per la prima volta non solo a fare un party con i ragazzi della gilda Alive, ma anche di visitare per la prima volta Endless Tower:

Sono andata con la mia wizard (Storm Gust e Lord of Vermilion a manetta) e con la collaborazione di tutti siamo riusciti ad arrivare al quarantesimo piano dove, ormai piegati dalla stanchezza e dalle continue disconnessioni, siamo morti fatti fuori dall’Incantation Samurai. 
Nonostante il finale tragico mi sono divertita tantissimo e mi spiace essere andata con un personaggio su un account free perché non ho potuto sfruttare il bonus di exp, senza contare che ho perso il 15% di exp essendo morta 3 volte nel corso della sessione.
Mi sono tagliata un dito! Holé!
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