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Puella Madoka Magica (un finale… un perché) |
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- SPOILERS ALERT!!! -
Prima di iniziare a visionare la serie di Madoka Magica il primo pensiero che ebbi fu più o meno questo:
“Guardo tutte le puntate e poi le recensisco sul mio blog.”
Avrei voluto rispettare questo proposito e scrivere un articolo che raccogliesse più o meno tutte le mie impressioni in merito a questo anime… lo avrei voluto davvero. Peccato, però, che alla puntata 12, la famosa puntata 12, quella finale, quella che avrebbe dovuto chiudere il cerchio tutto si è disintegrato, polverizzato, atomizzato e la qui presente è stata sottoposta a una vera e propria doccia di fango improvvisa.
Già, perché guardare Madoka Magica è stato come stare 11 minuti sotto un getto caldo al punto giusto, circondata da deliziose bollicine di sapone e da un profumo gradevole per poi ritrovarsi, al dodicesimo minuto, inzozzata da capo a piedi.
Se lo avessi saputo prima mi sarei premunita, avrei preparato gli anticorpi, come feci con Code Geass, del resto, ma in questo caso no.
Perché dalle stelle si passa alle stalle.
Dal semi-capolavoro si passa al trash più assoluto.
Può sembrare una trollata assurda, una cosa assolutamente senza senso, ma per colpa di questa conclusione mi toccherà spendere più parole per argomentare le mie posizioni, piuttosto che per elogiare questa serie. 
Madoka Magica si presenta fin dai primi istanti, un anime apparentemente puccioso, apparentemente majokko, apparentemente rosa.
Madoka, la protagonista, sta di spalle, stringe la gonnellina di maghetta tra le sue mani e PIANGE. Il messaggio implicito è molto chiaro:
“Non mi piace essere ciò che sono. Non mi piace la magia. Tutto questo non è divertente.”
Ed in effetti è così.
Il chara design è volutamente pastellato, volutamente kawaii, volutamente colorato, ma le ambiemtazioni che circondano i vari personaggi sono cupe, così come sono cupe le tematiche trattate, a volte con una logica che ha del sorprendente, sebbene i riferimenti a Claymore (si… avete capito bene. A CLAYMORE.) siano abbastanza lampanti.
Gli sceneggiatori usano questa serie per decostruire con una forza ed una violenza assolute tutti gli stereotipi del genere majokko: Madoka, che è la protagonista, si trasforma “veramente” solo nell’ultima puntata, essere maghe è una fregatura, la morte può colpire chiunque… anche loro e, per ultimo… Kyubei, la mascotte, tanto mascottosa non è perché in essa si cela un essere davvero singolare, privo di qualsiasi emozione.

In realtà, a voler essere pignoli, la discesa qualitativa di Madoka Magica non inizia, improvvisamente, con la puntata 12, ma nei precedenti episodi, con due avvenimenti che mi avevano lasciata un po’ perplessa, ma che erano scivolati tutto sommato via, portati alla deriva da ottimi dialoghi, splendidi combattimenti e atmosfere uniche.
Più in particolare, gli avvenimenti disturbanti cui faccio riferimento sono i seguenti:
- La motivazione di Kyubei -
Ad un certo punto Kyubei spiega a Madoka il sistema che sta dietro alle Puelle: egli è un Incubator e viene da un pianeta che non si sa bene dove sia (questo non voler spiegare certe cose mi da sinceramente ai nervi ) popolato da mascotte come lui (?!) che non sono dotati di emozioni.
Queste “persone”, a fronte del fatto che l’universo sta per giungere ad uno stato di entropia, (?!!!!!) pensano bene di trovare un’energia alternativa che, GUARDA CASO, si trova nelle emozioni degli esseri umani. Emozioni che per l’essere non sono altro che interferenze.
Se la logica di Kyubei è dannatamente coerente e funziona, la stessa cosa non i può dire deli contenuti di ciò che va dicendo.
Innanzi tutto l’anime dà per scontato che l’universo finisca per “morte termica” quando questa teoria non ha certo più valore delle altre due esistenti. Anche giustificando questa presa di posizione, evidentemente necessaria ai fini della trama, non ci vuole certo un astrofisico per capire che la fine dell’universo (qualunque essa sia) non è dietro l’angolo come vorrebbe farci credere Kyubei, ma avverrà tra diversi miliardi d’anni.
MILIARDI.
Tempo che, credo, sia più che sufficiente per trovare una strada alternativa, sempre che si possa ritenere scientificamente accettabile il poter alimentare tutto il cosmo con le emozioni degli esseri umani. 
So che ad una prima visione i concetti tirati in ballo potrebbero sembrare fighi, ma se li analizzate con spirito critico, sono i tipici concetti buttati lì, senza alcuna cognizione di causa solo per far sembrare più “coerente” una scelta narrativa usata già dai tempi di Sailor Moon quando i cattivi risucchiavano l’energia a destra e a manca e facevano resuscitare le peggio cose.
- La spiegazione del potere di Madoka -
Homura è una Puella che viene da numerosi futuri alternativi. Ha il potere di tornare indietro nel tempo grazie al desiderio espresso nel contratto con Kyubei e da allora non fa altro che ripercorrere quegli stessi eventi per tentare di salvare Madoka, la sua migliore amica, dalla Notte di Valpurga (ennesimo concetto usato tanto per, dato che la vera notte di Valpurga non centra una mazza con tutta ‘sta storiella).
Fermo restando la devastante scopiazzatura da Steins;Gate (perché, per chi non lo sapesse, l’anime è tratto da un videogioco che ha la medesima storia e che è stato pubblicato nel 2009, quindi due anni prima di Madoka Magica) dove accade più o meno la stessa cosa, ma forse con più enfasi, al protagonista, in realtà tutta questa sotto-trama è stata costruita a sommo studio per decostruire un altro dei cliché delle maghette e cioè quello secondo il quale tutte le protagoniste sono le più potenti a priori.
In Madoka Magica la Puella rosa è la più forte, ma per effetto di un elemento esterno, ovvero… i viaggi nel tempo di Homura.
A costo di essere alternativi, gli sceneggiatori si sono tirati addosso fango e, in buona sostanza, l’hanno fatta fuori dal vaso. Se non avessero esagerato… se avessero fatto che Madoka era la più debole dall’inizio alla fine (come per Claymore con Claire), allora il meccanismo non si sarebbe inceppato.
Secondo Urobuchi, lo scrittore di questa serie, Madoka del presente attuale è diventata potentissima grazie alla disperazione delle altre Madoka nelle altre linee temporali (?!!!!) andando a inglobare in maniera del tutto arbitraria ed assurda la teoria del circolo chiuso di casualità in quella delle linee temporali alternative.
Insomma… sarebbe come sperare che l’olio si mischiasse con l’acqua, tanto per far capire. 
Non esiste NIENTE che possa avvalorare questa tesi, nessuna giustificazione non dico scientifica (perché è chiedere troppo dal momento che lo scrittore chiaramente non ha aperto un libro che sia uno sull’argomento), ma anche persino logica. Una linea temporale è parallela PROPRIO perché non ha niente a che spartire con l’altra, altrimenti ci sarebbe un circolo chiuso nel quale Homura ripercorre lo stesso tempo senza però addizionare alcuna disperazione sulle spalle di Madoka.
Ciò che per molti è stato ritenuto un plauso, è un’epocale cavolata.

Quello che poteva sembrare un attimo di defiance, finisce con l’estremizzarsi in maniera ossessiva fino a toccare punte di ilarità in quello che dovrebbe essere un episodio fatto di amore e di un puro sentimento di speranza.
Ne viene fuori, invece, un melodramma sorretto da scelte narrative talmente sciocche da sembrare uscite dalla mente di un bambino in preda a manie di onnipotenza giovanile.
In sostanza, per fermare la degenerazione di Homura (che sta per diventare Strega, così come… herr… le Claymore possono diventare Risvegliate, ma va beh ), Madoka dice di voler diventare una Puella e chiede a Kyubei, come suo desiderio, di poter essere capace di uccidere tutte le streghe esistite (anche quelle nel passato!).
A quel punto Kyubei se ne esce fuori con una strana battuta che recita più o meno così:
“Una richiesta come questa… trascende le regole. Tu diventerai Dio!”
Ora.
Il sistema di stoccaggio di energia e tutto il ciclo di degenerazione delle Puelle in Streghe non è una regola universale, ma è qualcosa che dipende dal sistema stesso… un sistema creato in maniera ARTIFICIALE, quindi non naturale, quindi non “divina” (ammesso e presupposto che esista un Dio ).
Sarebbe come dire che chi ha trovato sistemi alternativi per far funzionare dei congegni è diventato un Dio.
Madoka avrebbe avuto il potere di stravolgere QUEL sistema, ma nient’altro.
Kyubei acconsente al suo desiderio e la ragazzina inizia a liberare dall’agonia tutte le Puelle iniziando a prefigurare un happy ending luminoso. Ad un certo punto, però, Urobuchi dà inizio al suo delirio.
Non si sa come, non si sa perché, Madoka è diventata un Dio… la SPERANZA.
Mi vergogno persino a dirlo, figuratevi.
Far diventare Dio un personaggio e non sapere come gestire la cosa (e, credetemi, è quasi del tutto ingestibile se lo si vuole fare con cognizione di causa, come è logico che sia!) significa fare una figura di colossale e PURTROPPO è proprio questo il caso.
Anche ammettendo che Madoka possa essere diventata una divinità, come può un essere FINITO come Kyubei essere in grado di dare alla protagonista questo potere?
Far diventare un Dio un mortale equivale ad essere COME MINIMO un Dio a nostra volta.
Quindi infinito.
Quindi trascendentale.
Quindi senza limiti.
Quindi onnipotente.
Eppure Kyubei poneva centomila condizioni, non poteva riportare le Puelle al loro stadio originario né le streghe al suo stadio di Puelle e, cosa più importante di tutte, doveva attingere da loro per accumulare l’energia necessaria per l’universo.
Inoltre, da un personaggio presentato come un essere radicalmente logico ci si aspetterebbe, quanto meno che egli stesso utilizzi per sé questo potere perché consapevole del fatto che sarebbe in grado di adoperarlo meglio di una umana (tra l’altro manco così intelligente se volessimo tagliare il capello in quattro). Un Vulcaniano avrebbe fatto così. Lui no… si limita a commentare come un imbecille diventando una mera mascotte (e questa volta per davvero!) proprio quando avrebbe dovuto dominare l’intera scena.
Se poi volessimo accogliere l’interpretazione secondo la quale Kyubei si limita solo a fare uscire il desiderio usando l’energia della persona la cosa diventa ancora più ridicola perché sarebbe come dire che, attraverso un processo del tutto illogico (cui sopra), un essere umano può usare l’emozione, che è TIPICAMENTE immanente (o umana, per parlare un linguaggio meno forbito) per diventare Dio.
Filosoficamente è la più grande, immane, gloriosa caxxata che abbia mai sentito, ma evidentemente per gli sceneggiatori Dio è un concentrato di emozioni e quindi di imperfezione.
Un plot hole, insomma, che risucchia tutto ciò che di buono costruito fino a quello stesso momento come un gigantesco, spaventoso buco nero.
E non ci sono neutrini che tengano qui.
Purtroppo.
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Postato il 30/09/11 alle 16:40
Non avendo seguito la serie non ho molto da dire, però ho notato che, oltre ai vari riferimenti a Claymore e Stein’sGate… Il finale (senza senso) ricorda molto Pollon e per certi versi anche Eden of the east ma che è ‘sta moda di far diventare i protagonisti Dio???? ._.
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Postato il 30/09/11 alle 20:52
Quando ho visto il post ho quasi fatto un salto sulla sedia perchè Madoka è un anime che ho adorato a dir poco, perciò ero molto curiosa di leggere il tuo parere a riguardo.
Leggendo la tua analisi però… mi è venuto quasi da chiedermi se avevamo visto la stessa cosa 
Cioè, mica perchè, forse è dovuto anche al fatto che la serie l’ho vista parecchio tempo fa. Ma tipo, il discorso di Kyube… qui soprattutto, quando lo vidi per la prima volta rimasi abbastanza a bocca aperta per il modo in cui era posto e filava, quindi ricordarlo bene adesso senza averlo sottomano non è facile; ma a me risultava che Kyube fosse interessato principalmente al suo pianeta. L’universo era quello che si basava sul principio dell’entropia e filava, mentre il suo pianeta, essendo popolato da esseri come lui non dotati di emozioni rischiava di sparire proprio per questo motivo: donde lo sfruttare le emozioni degli esseri di un altro pianeta come energia. L’universo effettivamente c’entrava lo stesso ma giuro non mi ricordo “XD Ma anche se la fine dell’universo sarebbe avvenuto tra miliardi di anni non so se la situazione sarebbe cambiata: la popolazione di Kyube sempre quella rimaneva, e da essere calcolatore qual’era se ci fosse stata la possibilità di fare qualcos’altro l’avrebbe fatto (anche perchè ci volessero miliardi di anni perchè l’universo muoia non credo che una soluzione avrebbe potuto essere presa tanto più tardi).
Poi… la motivazione del potere di Madoka. Non capisco se questa cosa di Urobuchi sulle Madoka alternative l’hai letta da qualche parte, perchè io ricordo che il motivo della sua forza magica era tutto dovuto ai viaggi di Homura, ma nel senso che, essendo Madoka il centro, la ragione dei continui viaggi spazio-temporali di Homura, questo ha fatto sì che da normale Puella ella abbia acquisito a ogni riavvio sempre più potere fino a diventare la maga dalle enormi potenzialità del presente (e questo, per me, era un motivo davvero geniale). Le altre Madoka non mi sembra c’entrino niente, anzi, non credo neanche che esistano: Madoka è sempre Madoka, come Homura è sempre Homura.
Per quanto riguarda il finale… non so bene come esprimermi perchè io quell’ultimo episodio l’ho visto nell’ottica in cui andava visto, come appunto un episodio di amore e speranza. Quindi probabilmente mi sono persa io qualche passaggio interno o qualche frase, però: il desiderio di Madoka non è quello di essere in grado di uccidere le streghe, quanto quello di poter fare in modo che tutte le Puelle non le diventino mai. Il nocciolo del discorso sta tutto lì: facendo una cosa del genere Madoka rivoluziona sì il sistema delle streghe, ma va inevitabilmente anche a toccare la struttura dell’universo, divenendo lei stessa un’essere astratto. Personalmente non vedo il problema. A parte il fatto che Madoka non diventa la speranza con connotazione divina, ma a livello ideale nei confronti delle Puelle perdute, non credo sia scritto da nessuna parte che un essere finito non possa dare vita ad una divinità (e personalmente, durante la visione non ho considerato Madoka tale, ma ripeto, magari mi sono persa qualche passaggio io). Kyube poneva delle regole alle Puelle, sì, ma perchè dovevano tornare utili a lui, perchè non poteva sballottare troppo le cose, e perchè probabilmente non ne era davvero capace. Ma il bello del desiderio di Madoka è proprio questo: non è un desiderio impossibile, non è che chiede cose tipo “vorrei che nessuna ragazza fosse mai diventata una Puella” o “che nessuna ragazza fosse mai diventata una strega”. E’ un desiderio che non cancella ciò che è stato, ma pone le basi per rivoluzionare il sistema e cambiare il corso degli eventi. Ed è questo che lascia Kyube sbalordito.
Non so, io il finale non l’ho trovato incoerente per nulla. Ero totalmente coinvolta emotivamente, lo ammetto Però boh, date le premesse poteva scadermi in millemila modi diversi, mentre invece nel suo percordo l’ho trovato abbastanza solido.
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Postato il 30/09/11 alle 23:01
@Zory: Non è tanto il fare diventare il protagonista un Dio ciò che mi fa storcere il naso. E’ COME viene gestita la cosa che mi rende MOLTO perplessa. Pensaci bene: nessun essere umano sarà mai capace di definire cosa sia Dio, ammesso che esista, quindi vedersi spiattellata questa definizione così, alla free styla, dà all’opera un senso di triste pressapochismo (se non di superficialità).
@Nekovale: Per prima cosa voglio che tu sappia che ho letto molto volentieri il tuo commento e che la critica era circoscritta alle sole cose riportate nell’articolo. Isolati questi problemi per me Madoka Magica è una serie davvero interessante, anche se non raggiunge la solidità di Steins;Gate (dal quale è pesantemente ispirato per ciò che concerne il sub-plot di Homura).
Inizio cercando di andare punto per punto e con ordine, oky?
- Kyubei -
Mi sono riguardata la puntata in questione e lui parla della morte termica dell’universo (oddio, usa solo il termine “entropia”, ma questo concetto è strettamente correlato a quello della fine del cosmo).
Se fosse stato come avevi detto tu, e cioè che Kyubei era lì per risolvere un problema energetico legato al suo pianeta e basta allora tutto sarebbe effettivamente filato, ma sarebbe crollato il senso di colpa di Madoka perché lei si sente inadeguata in quanto, per salvaguardare sé stessa, non vuole salvare tutti quanti.
Insomma, per come l’ho vista io (e quasi tutti gli altri spettatori), il problema energetico nasce effettivamente dal pianeta di Kyubei, ma è un problema che riguarda tutti quanti. Noi terrestri già lo sappiamo che l’universo prima o poi scomparirà, ma ce ne freghiamo. Loro no.
- Madoka -
Forse non mi sono spiegata bene.
Il fatto che Madoka sia il motivo per cui Homura compie continuamente i suoi rewind non ha alcun valore dal punto di vista scientifico/logico.
Nei viaggi temporali si possono seguire solo due strade interpretative: una che è quella del circolo chiuso di casualità (con annesso il famoso paradosso del nonno, tanto per intendersi), mentre l’altra è quella delle linee temporali alternative.
In Madoka Magica pare venga scelta la prima strada, ma viene gestita in maniera sbagliata perché se io torno indietro nel tempo il passato viene resettato e con esso tutto quello che è eventualmente accaduto.
Madoka è sempre Madoka e su questo non ci piove, ma proprio perché ci troviamo nella medesima linea temporale il giochetto di Uro-san non può funzionare.
Homura, tornando indietro nel tempo DEVE per forza di cose cancellare la disperazione di Madoka la quale torna quella di prima senza accumulare chissà che poteri o sofferenza.
Quindi, schematicamente:
Madoka (disperazione 1) -> combattimento VS Valpurga -> Madoka (disperazione 2) -> Homura torna indietro nel tempo -> reset (perché non ci sono linee alternative) -> Madoka (di nuovo disperazione 1… mica 20, 30 o 40 ) -> combattimento VS Valpurga -> etc etc.
Se ti fermi un attimo a riflettere, l’unico modo logico e corretto che aveva lo sceneggiatore per far accrescere nella protagonista un’altissima dose di disperazione era quello di far viaggiare LEI nel tempo e, di fatto, scambiarla di ruolo con Homura, oppure, al limite, farla viaggiare proprio assieme a lei (ma questo avrebbe incasinato le cose).
Non so se riesci a capirmi adesso.
- FINALE -
La prima cosa che chiede Madoka è quella di far sì che le streghe non siano mai esistite argomentando il fatto di voler salvare le Puelle. La loro liberazione è solo una conseguenza del suo desiderio, non il suo vero desiderio.
E comunque, anche ammettendo che desideri due cose (sia di far scomparire le streghe che di liberare le Puelle, cosa che non potrebbe fare perché sono due cose distinte), tutta la cosa legata al diventare Dio è insensata.
Non capisco come mai molti abbiano percepito il ciclo vitale della Puella come una legge universale.
Ora, io qui sto parlando di Madoka Magica trattandola come un anime “verosimile” e non come opera fantasy dove tutto è consentito. Partendo da questi presupposti, è possibile ammettere che nel nostro mondo l’essere una maga sia una cosa naturale?
Tutto il sistema di Kyubei è un qualcosa INVENTATO dal genio “umano”, non fa parte della natura delle cose.
L’estrazione dell’anima e lo stoccaggio dell’energia sono procedure artificiali per estrarre energia, mentre le Puelle sono semplicemente delle MACCHINE.
E questo mi porta ad un altro concetto chiave: le Puelle NON sono più umane, sono solo delle specie di androidi che non sentono dolore se si fanno male. Ci hanno fatto due puntate intere su questo concetto e il dramma nasceva proprio dal fatto che, sebbene la loro anima fosse ancora intatta, nella Soul Gem, il corpo di carne e sangue veri non c’era più e al suo posto c’era un artificio creato da Incubator.
Homura stessa dichiara di “non essere più umana”.
Alla luce di tutto questo come si può anche solo minimamente intepretare la capacità di sovvertire questo processo meccanico, un modo per trascendere una legge universale?
Una legge naturale potrebbe essere quella, ad esempio, che tutte le donne umane hanno il ciclo mestruale (e anche in questo caso esistono interventi medici che consentono di modificare questo stato di fatto eppure nessuno è diventato Dio per aver reso possibile tutto questo), non che tutte le ragazzine (solo femmine e non si è capito il perché) possano diventare dei robot dotati di poteri speciali.
Infine, vorrei replicare a questa cosa:
> non credo sia scritto da nessuna parte che un essere finito non possa dare vita ad una divinità
E’ praticamente scritto, se pur in forma non diretta, in qualsiasi testo di filosofia.
In linea di massima, come ho scritto, Dio è di per sé e per sua stessa definizione infinito e non potrebbe essere altrimenti. Da qui l’impossibilità logica che da un essere finito si possa generare l’infinito perché l’infinito racchiude qualsiasi “finito”.
La medesima affermazione potrebbe essere fatta partendo dalla qualità di perfezione insita nell’essere Dio. Un essere imperfetto rimarrà tale.
Anche qui se la tua inerpretazione fosse stata seguita, tutto sarebbe filato liscio: Madoka diventa solo la speranza per le Puelle perché capace di liberarle dalla loro prigionia.
Il fatto è che, PURTROPPO, Uro-san non la pensava come te (avresti sceneggiato molto meglio tu il finale! ) perché ad un certo punto, se fai mente locale, fa sparare una serie di deliranti affermazioni del tipo:
“Madoka tu non esisterai più nel tuo spazio perché sei diventata un concetto.”
WTF?! Concetto=Dio?! Ma anche no! 
E comunque, perché sarebbe dovuta essere dimenticata?
Che centra diventare un concetto con la sua abilità di liberare le Puelle?!
“Io ormai sono tutto. Vedo tutto, presente, passato e futuro e vedo anche altri mondi.”
Si… poi?!
E vedi tutto questo mantenendo quella forma ancora umana?!
Del tutto impossibile e, ancora una volta, che cosa centra il diventare Dio con il tuo desiderio?
Assolutamente nulla.
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Postato il 01/10/11 alle 18:20
Grazie per avermi risposto così dettagliatamente! 
Intanto per quanto riguarda Kyubei hai assolutamente ragione, chiedo scusa per la mia orribile memoria Trovo però che il punto della situazione non costituisca comunque un problema, nel senso: dal discorso che fa Kyubei si evince che lui sta creando queste Puelle per contrastare l’entropia e quindi bilanciare l’energia dell’universo. E’ un processo graduale che viene portato avanti praticamente da quando gli esseri umani si sono sviluppati, ed ha una funzione preventiva per mantenere un equilibrio. Kyubei dice che in un futuro gli umani avrebbero potuto unirsi a loro, quindi lui stesso mette in conto che questa situazione verrà protratta per molto tempo. Tra l’altro, bisogna considerare che qui è di un anime fantastico che stiamo parlando: Kyubei stesso dice che oltre alla loro e a quella umana ci sono molte altre civiltà attive nell’universo. Tenendo conto di questo fatto non credo sia adatto fare un paragone con la situazione entropica del nostro universo.
E’ vero che i concetti di Kyubei, se analizzati a fondo in questo modo, sono simili a quelli di altri cattivi alieni di altri anime, ma non per questo sono infondati. Io credo comunque che il modo in cui le cose vengano dette sia sempre importante, in quanto puoi presentare una situazione simile a tante altre, ma a seconda di come la presenti lo spettatore può rimanere più o meno stupito/affascinato; e nessuno prima aveva posto il problema nel modo in cui lo fa Kyubei.
Per quanto riguarda Homura e il potere di Madoka, effettivamente ora caisco meglio quello che intendevi. Però credo che ci sia un fraintendimento: la disperazione non ha nulla a che vedere con la crescita magica di Madoka.
Durante la discussione con Homura, Kyubei dice che normalmente il potere delle Puelle scaturisce dal loro livello di disperazione, e questo era proprio il motivo per cui Kyubei non capiva il perchè del potenziale di Madoka, che viveva una vita tanto tranquilla. Infatti Madoka non c’entra, perchè la colpa è tutta dei viaggi del tempo di Homura: non è che compiendo numerosi viaggi all’indietro nel tempo la disperazione di Madoka si sia progressivamente sommata. E’ che essendo lei stessa il fulcro, la ragione stessa per cui Homura ha compiuto quei viaggi temporali, Madoka ha acquisito importanza da quel punto di vista. Tutte le linee temporali che Homura ha vissuto erano concentrate sull’esistenza di Madoka, che proprio per questo ha acquisito un potenziale magico stratosferico pur non essendo lei stessa niente di speciale.
Non è un concetto facile da descrivere, non so se mi sono spiegata sufficentemente bene “XD
Per il finale: il processo di creazione delle Puelle non è naturale, è appunto un meccanismo messo a punto dagli Incubator. Ma il modificare e sovvertire l’ordine temporale, in modo ancora più palese e profondo di quanto abbia fatto Homura? Il flusso temporale è naturale, per questo Kyubei dice che diverrebbe un Dio: nel senso che arriverebbe dove i normali esseri non possono. Anche perchè c’è da considerare un fattore importante: Madoka ha un potenziale magico spropositato, e questo va a influire direttamente sul suo desiderio.
E parlando del desiderio: è appunto il modo in cui è articolato che le permette di fare tutto questo. Voler distruggere le Streghe prima ancora che esse vengano create, sia nel passato che nel futuro, fa sì che per poter essere in grado di realizzare ciò Madoka debba diventare un’esistenza particolare, bloccata in una sorta di spazio-tempo. Per questo viene definita un concetto, perchè per il modo in cui le cose vengono riassemblate la sua esistenza stessa viene meno ma il suo ruolo continua a influenzare l’universo. Il nome di Dea della Speranza è puramente simbolico, in quanto Madoka diventa la speranza per le Puelle in punto di morte perchè permette loro di andarsene senza tramutarsi in Streghe. Se poi Madoka diventi effettivamente un dio… bhè, alla fine diventa una cosa talmente complessa che è difficile da definire (in realtà non la mantiene neanche una forma umana alla fine: dopo il discorso con Homura, che avviene quando il desiderio è ancora in fase di realizzazione, la sua forma fisica scompare). E’ vero che i testi filosofici affermano che Dio è per sua stessa definizione infinito, ma è anche vero che di Dio sono state date moltissime interpretazioni diverse. Insomma, da come la vedo io è più una questione di definizione che altro: il fatto che Madoka con il suo desiderio trascenda il concetto di tempo, che è una legge naturale alla base dell’universo, la rende a suo modo qualcosa di trascendentale, anche se non dalle potenzialità infinite (il mondo come viene ricreato contiene ancora delle imperfezioni, anche se il meccanismo è stato migliorato).
Ovviamente questo è il mio punto di vista, come ho interpretato l’ultimo episodio. Ognuno in base alle sue concezioni e conoscenze interpreta ogni cosa in modo diverso, ma credo che la cosa più importante, in un anime cupo e apparentemente senza speranza come questo, fosse rendere ben chiaro il significato dell’episodio :)
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Postato il 01/10/11 alle 23:33
Anche se le nostre idee divergono ti assicuro che adoro scambiare opinioni sugli anime con te, quindi stai pur certa che mi diverto sia a leggere quello che scrivi (in senso buono, eh! ^^), sia a risponderti.
Mi dispiace solo di una cosa e cioè che Serchan non abbia ancora visto questa serie perché lui è moooolto più pignolo di noi due messe insieme e decisamente preparato su qualsiasi tematica fantascientifica (perché, alla fine, io Madoka Magica la vedo come una serie di fantascienza).
Ne sarebbe venuta fuori una discussione ancora più interessante e completa, ma suppongo che quando riuscirà a visionare tutto quanto un intervento lo farà anche lui.
Tornando a noi… riprendo i tre punti e faccio le mie ultime considerazioni:
- Kyubei -
Accettabilissimo il fatto che ci troviamo in universo alternativo (anche se non ci è dato di capirlo… a parte la tecnologia più evoluta non c’è alcun indizio che ci porti a dare per buona questa interpretazione. Tra le altre cose vediamo pure Cleopatra e, mi pare, le deportazione nazifascista. Possibile che ci siano stati gli stessi eventi storici?!).
Il mio problema è, piuttosto, legato alla “soluzione” di Kyubei al problema entropico. Hai idea che cavolo di energia venga generata dall’universo intero?!
Pensare di sostituirla con qualcosa che proviene dalle emozioni degli esseri umani mi pare una scelta un po’ ingenua.
Che poi… anche accettando questa cosa, come risucirebbe Incubator a “immettere” questa energia nell’universo?! Semplicemente sprigionandola?
Messo così mi sembra un concetto buttato lì senza alcuna spiegazione.
- Madoka -
Anche rimescolando le carte in tavola il concetto non cambia. Madoka non avrebbe potuto in alcun modo accumulare niente.
Né disperazione, né potenziale magico.
E questo semplicemente per una ragione: anche se lo era per Homura, Madoka non è, nell’ordine spazio-temporale un fulcro, ma un elemento “dinamico” come tutti gli altri, che si “resetta” di continuo nel circolo chiuso di casualità perdendo inesorabilmente tutta l’esperienza pregressa compreso il potenziale magico e la disperazione derivante il suo decesso.
L’unico fulcro, semmai, è Homura la quale è L’UNICA a rimanere la stessa e ad accumulare esperienza tra un rewind e l’altro.
Anche qui ho l’impressione che Uro-san abbia preso pesantemente in prestito l’idea di Steins;Gate, ma che l’abbia usata malissimo.
In Steins;Gate, infatti, gli sceneggiatori sapevano il fatto loro, e infatti né Mayuri, né Kurisu hanno alcun valore e/o potenziale. Solo Okarin ce l’ha perché è lui che torna sempre indietro nel tempo.
Se in Steins;Gate l’evento viene gestito con rigore e coerenza, in Madoka Magica si scade nel fantasy.
Per me va pure bene se fosse stato dichiaratamente un anime di questo genere, ma mi pareva che l’impostazione fosse stata quella della serie “verosimile” (vedi i drammi psicologici delle ragazze, la fredda logica dei contratti, etc etc. Tutto sembrava plausibile e non strideva con la logica comune).
- FINALE -
In realtà nel mondo di questo anime non c’è assolutamente niente di “trascendentale” in quello che fa Madoka, né in ciò che richiede.
Perché, alla fine, la protagonista chiede, in sostanza, la capacità di viaggiare nel tempo esattamente come aveva fatto Homura, se pur in forma amplificata.
Tornare indietro nel tempo è stato fatto passare come un desiderio che, sì, rompeva un po’ le scatole a Kyubei e ai suoi piani, ma pur sempre un desiderio “normale” (infatti non ci sono state conseguenze se non quella inspiegabile dell’accumulo di potenzialità magica/disperazione).
Madoka può tornare indietro nel tempo e andare avanti, ma questo stato di fatto non dovrebbe farle trascendere alcun che.
Tra le altre cose, poi, nel momento in cui usi come teoria temporale quella del circolo chiuso di casualità (vedi Homura che vuole salvare Madoka che è sempre quella), allora va da sé che il desiderio di Madoka è sbagliato (io direi che è scemo, ma va beh, sono cattiva ) in partenza perché non occorre andare nel futuro per fare in modo che le streghe siano tutte annientate.
Sarebbe stato sufficiente andare indietro nel tempo e risolvere il problema alla radice.
Inoltre (e questa è una mia personale considerazione), è una cavolata immane tirare fuori il discorso, buttato lì, all’ultima puntata secondo il quale “Madoka può vedere tanti mondi”.
Gli universi paralleli non sono altro che le linee parallele di cui sopra, quindi Uro-san prima usa il circolo chiuso e poi fa intendere che assieme al circolo chiuso ci sono le linee parallele?!
Hai idea di che casino immondo ne esce fuori da un’affermazione del genere?
Come lo giustifichi?
Come lo gestisci?
La storia non risponde a nessuna di queste domande perché, per me, non è assolutamente capace di farlo. L’idea che mi sono fatta è che hanno voluto rendere onnipotente Madoka sulla base di… rumore di unghie sui vetri.
Ne è uscito fuori un deus ex machina che, se vuoi, non era nemmeno necessario perché sarebbe bastato fare che Madoka trollava Kyubei fregandolo con le sue stesse armi senza tirare in ballo concetti estremamente complessi di astronomia, fisica, filosofia.
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Postato il 05/10/11 alle 11:06
Guarda, dico subito che anche a me fa piacere discutere con te in questo modo (avevo paura di essere sembrata troppo presuntuosa o altro quindi sono sollevata “XD) anche se le nostre idee divergono, cosa poi che è naturale e lecita 
Per il resto, credo che alla fine il nocciolo della questione sia il modo in cui uno approccia un anime come Madoka. Per esempio, quello che dici sulla faccenda di Kyubei non è sbagliato, ma bisogna considerare che il fulcro di Madoka Magica non è questo. Personalmente, il come Kyubei riesca a immettere quest’energia nell’universo non l’ho trovata una mancanza, perchè non è rilevante: sappiamo già che gli Incubator sono esseri alieni con una propria civiltà e una tecnologia ancora più sviluppata, visto che di fatto hanno portato la razza umana fin dove è oggi. Uno potrebbe benissimo pensare che, visto che da sempre si occupano dell’equilibrio universale, siano attrezzati per farlo. Andare a spiegare ulteriormente questo concetto non avrebbe aggiunto niente all’anime imho, soprattutto perchè credo che Madoka vada visto come un anime fantasy, non fantascientifico. Gli elementi come i viaggi nel tempo di Homura sono fondamentali per la trama, ma sono un fattore secondario.
Io capisco che avendo appena finito Steins;Gate tu sia portata inevitabilmente a fare un confronto, ma (e qui vado a naso perchè purtroppo non ho ancora avuto modo di vederlo) SG è un genere di anime differente e si basa su presupposti differenti: da quello che so è tutto basato sui viaggi temporali, e con una premessa del genere io mi aspetto per esempio che si parli di ciò in dettaglio, con tutte le teorie convalidate al riguardo (che hai menzionato sopra riguardo Homura) e non.
Ma Madoka Magica non è così, e soprattutto: i viaggi nel tempo di Homura sono basati sulla magia, e credo sia questo il fattore determinante (e quello che mi porta a considere l’anime come fantasy; dopo niente gli vieta di presentare anche lati introspettivi o psicologici).
Per come l’hanno messa nell’anime, Homura di fatto è quella che accumula esperienza, matura e cambia, ma il fatto stesso che lei abbia usato la magia per tornare indietro nel tempo e rivivere sempre quel lasso di tempo per salvare Madoka ha fatto sì che Madoka diventasse un fattore determinante, ma al di fuori dellospazio tempo. Non so come spiegarlo… di fatto lei viene sempre resettata e non accumula niente, ma è come se in un piano superiore ed esterno la volontà di Homura (che non viene resettata) abbia fatto sì che sull’esistenza di Madoka si accumulasse tanta importanza e di conseguenza potenziale magico. E’ una cosa che, se si accetta il contesto fantasy e l’elemento magia, non risulta affatto fuori posto, imho (inoltre volevo sottolineare che, solo perchè l’ambientazione è fantasy, non significa che l’anime non possa presentare una verosomiglianza con la realtà: dipende tutto da come e a quali livelli prendi la cosa).
Per il finale capisco quello che vuoi dire, però: come avrebbe fatto Madoka a trollare Kyubei con le sue stesse armi? Imho l’ha fatto proprio con quel desiderio (che comunque è più complesso di quello di Homura che, se ci fai caso, non è stato quello di “viaggiare nel tempo” ma di poter essere lei a salvare Madoka: il potere di viaggiare nel tempo è sempre una conseguenza, per questo per me va inteso in modo diverso nei due casi).
Quale altro desiderio avrebbe potuto evitare la catastrofe imminente della Strega di Valpurga, far diventare Madoka una maga evitando che si trasformasse in Strega e spezzando così il circolo vizioso di Homura, salvare tutte le Puellae magi esistite, esistenti e che sarebbero esistite, il tutto senza evitare compromessi con lo sviluppo della Terra avvenuto grazie all’aiuto degli Incubator?
A me il desiderio di Madoka è sembrato geniale proprio per questo, oltre ad essere in linea con l’andamento della serie. Tu avevi in mente un’idea precisa? Perchè a me sinceramente non è mai venuto in mente altro, quindi nel caso sono curiosa!
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Postato il 06/10/11 alle 10:43
Ribadisco quanto scritto nello scorso commento: mi piace moltissimo leggere tutte le tue argomentazioni che mi hanno aiutata a capire un po’ il tuo approccio verso Madoka Magica.
Mi piacerebbe riuscire, con questo commento, a farti capire il mio. :)
Vorrei iniziare proprio partendo dalla classificazione di questo anime.
Ora.
Premetto che, in linea di massima a me non piace affatto catalogare in generi delle serie perché alcune sono talmente poliedriche che sarebbe davvero riduttivo etichettarle.
Tuttavia sono del parere che, a volte, come forse in questo caso, avere un punto di riferimento è decisamente utile. Qui ci vorrebbe Zory che ha studiato proprio questo argomento all’università, però mi permetto di dire quello che penso.
Per me Madoka è decisamente più orientato sul fantascientifico. O meglio, se volessi definire meglio l’anime direi che è fantascienza camuffata in fantasy.
In superficie si vedono maghette, ma nella sostanza, se ci pensi un attimo, c’è tutt’altro.
Nel caso di specie sono del parere che lo spartiacque che divide un fantasy majokko e una fantascienza sta proprio nell’esecuzione dell’elemento “magico”.
In linea di massima, in un fantasy la magia è fine a se’ stessa ed è del tutto trascendentale: ne “Il Signore degli Anelli”, per esempio, non si perde tempo a spiegare come mai Gandalf sa “evocare” il fuoco. Lo sa fare perché è un mago e perché ha studiato l’arte della magia, presumibilmente.
Alcuni autori di fantasy hanno pensato di dare un approccio più “umano” alla magia, come, ad esempio, la Caravan che accosta la stessa ad una forza di volontà psicologica, un po’ come avveniva in Rayearth.
E, nell’universo majokko (e fantasy in generale) il mago è un mago. Punto e basta.
Nel fantascientifico può esistere l’elemento paranormale pseudo-magico, ma viene trattato in modo del tutto empirico. Ed è proprio questo il caso.
Le Puelle non sono maghette punto e basta. Le loro sono capacità soprannaturali solo perché in loro non c’è nulla di naturale: sono cyborg e quello che riescono a fare lo fanno perché hanno subito un determinato trattamento. Vedi bene che l’elemento magico viene ridimensionato e “spiegato”. Così facendo la magia perde il suo valore e diventa “potere derivante da…”.
Inoltre, pur accostando il fattore magico, l’anime è ricco di elementi caratteristici di una fantascienza: è ambientato in un ipotetico futuro prossimo (vedi le scuole, l’architettura, etc), laddove il fantasy solitamente è ambientato nel passato. Si parla di pianeti diversi dal nostro, di morte termica dell’universo, di viaggi nel tempo, di energia, di entropia, di androidi… tutti elementi, questi, che se te li elencassi al di fuori di Madoka tu li accosteresti naturalmente al genere fantascientifico.
L’idea che mi sono fatta, in linea di massima, è che Uro-san si sia volutamente nascosto nel genere fantasy laddove non era in grado di spiegare/argomentare/risolvere. Insomma, ha parlato la lingua fantascientifica finché è riuscito (perché le serviva per decostruire il genere majokko), poi, ad un certo punto, giunto a dei bivi, non ha avuto il coraggio (o, peggio, ancora la competenza!) di continuare per quella strada e ha cambiato registro.
In tal senso, non avrei avuto problemi a cambiare approccio, ma la storia non me ne ha dato l’occasione.
Forse avrei potuto tralasciare la mia curiosità verso le modalità di rilascio dell’energia nell’intero cosmo, ma sul viaggio di Homura è davvero difficile lasciar passare.
Non si tratta, questo, di un elemento secondario: la storia inizia con Homura che torna per l’ennesima volta nel passato e l’evoluzione che consente a Madoka di salvare baracca e burattini deriva proprio (anche se in maniera che io ritengo ancora illogica) dai viaggi nel tempo di Homura.
Viaggi che, resi possibili dalla tecnologia dell’Incubator, non sono più “magici” di quelli di Steins;Gate che avvengono, solo per via mentale, attraverso delle banalissime cuffie.
L’unica differenza è che nel primo caso non viene spiegato, precisamente, il funzionamento del viaggio nel tempo, mentre nel secondo sì. Resta, però, il fatto, che l’esecuzione avviene in modalità logico/scientifiche e che, quindi, lo spettatore è naturalmente portato ad approcciarsi secondo quelle stesse modalità.
Quanto al desiderio finale, non essendo stati posti dei paletti (se non derivanti dalla forza di disperazione del “richiedente”), considerando l’enorme potenziale di Madoka (ancora molto discutibile IMHO), non ci sarebbero stati limiti a ciò che lei avrebbe potuto chiedere, senza dover per forza di cose scadere in quel ginepraio assurdo ed incontrollabile.
Ad esempio, Madoka avrebbe potuto condannare Kyubei ad esprimere desideri per lei fino al giorno della sua morte. In questo modo avrebbe potuto chiedergli le stesse cose, ma in maniera indiretta: “Evita la catastrofe di Valpurga”, “Libera tutte le Puelle esistite”, “Evita l’entropia” o “Trova un’energia alternativa”.
Una variante, forse più coerente con la struttura dell’anime, avrebbe potuto prevedere che Madoka donasse spontaneamente l’energia del suo desiderio a Kyubei di modo da renderlo l’esecutore di ciò che lei avrebbe dovuto fare. In parole povere sarebbe stato sufficiente l’ordine “Salva tutte le Puelle e tutto l’universo”.
E ci sarebbero mille altre soluzioni che però, su due piedi, non mi vengono in mente (Serchan è molto più bravo di me con le trollate ).
Quanto a tutto il resto, non vorrei ripetermi.
E’ vero che il viaggio nel tempo era una conseguenza, ma lo è sia per Homura che per Madoka, eppure nel primo caso non accade nulla di trascendentale, mentre nel secondo la ragazza diventa un “concetto” (illogicamente accostato all’idea di Dio).
Eppure Homura avrebbe dovuto avere un carico di disperazione uguale se non più grande di quello di Madoka – per le ragioni cui sopra.
Eppure in entrambi i casi si “trascende” il flusso del tempo (fa niente se una torna indietro di poco, mentre l’altra di tanto… in entrambi i casi rompi una “regola”).
Eppure, a partire dalle medesime premesse, si giunge, inspiegabilmente, a due risultati differenti.
Capisci dove voglio arrivare?
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Postato il 06/10/11 alle 15:06
Intervengo al volo, unicamente perché ho letto i vostri commenti e volevo chiarire un punto. Ripeto, non ho seguito l’anime in questione, ma dagli elementi che ho (nonostante anche a me non piaccia classificare in “generi”) non ho nessun dubbio: avete ragione entrambe
Infatti questo anime, per quello che ho letto, ha tutte le caratteristiche del genere Science Fantasy ^^ è un genere poco diffuso, dove “l’impossibile diventa plausibile” ricorrendo alla tecnologia per spiegare la magia o viceversa. Quindi non vi aiuterà attenervi al “genere” per spiegare gli eventi ^^” Bisognerebbe analizzare la sceneggiatura, capire se l’intensificazione tecnologica e l’estensione ontologica (la presenza di altri mondi) siano legate in modo coerente, capire se ci sono delle contraddizioni irrisolte, delle falle di sproporzioni, innesti forzati… Oddio, mi sto perdendo in una lezione di sceneggiatura, scusate Insomma… L’unico consiglio che posso darvi per analizzare la storia è di chiedervi: “Ciò che è accaduto è coerente con il mondo che ci è stato presentato finora o è stata fatta una forzatura nel finale per renderlo figo?”
Spero di essere stata utile, altrimenti potete cominciare il lancio dei pomodori u_u7
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Postato il 06/10/11 alle 17:04
Non riesci proprio a determinarlo tu stessa tramite questi commenti?
Per me il finale ha delle forzature e ho argomentato il perché. Se hai tempo guardati sia Madoka che Steins amika mia che mi piacerebbe sapere, al di là di tutto, il tuo parere su queste due serie.
ADORO i dibattiti che non si fermano al “sì, mi è piaciuto.”, “che figo.”, “che schifo.” e sono felicissima che Nekovale, pur pensandola diversamente, mi ha dato corda.
A proposito Neko… hai per caso qualche altra serie “impegnata” da consigliarmi?
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Postato il 06/10/11 alle 19:48
Guarda… ho riletto tutto il post e tutti i commenti. Posso dare un parere basandomi su questi, ma senza la base della visione dell’opera completa non posso approfondire molto. Comunque….
Kyubei
In generale mi trovo d’accordo con NekoVale. E’ vero che, nella nostra realtà, il concetto di entropia è molto più articolato e lontano miliardi di anni nel futuro, ma ci troviamo comunque di fronte ad un anime che ipotizza “e se, in realtà, l’entropia dell’universo fosse più vicina di quanto credessimo, ma per noi umani non è un problema perché la contrastiamo con l’energia delle emozioni?”. E’ un’ipotesi, molto kawaii, può piacere o non piacere, ma è pur sempre un’ipotesi e in questo caso ci sta anche l’idea di mettere in mezzo degli alieni che non provano emozioni e per i quali, quindi, l’entropia rappresenta una minaccia.
Non mi convince, invece, il “dono” di Kyubei di esaudire i desideri delle Puelle. Da cosa gli deriva? In che modo esaudisce i loro desideri? Se non prova emozioni, in teoria, non potrebbe neanche sviluppare la magia. Magia che, tra l’altro (se ho capito bene) in questo anime è artificiale, quindi perché Kyubei ce l’ha innata?
Se potete chiarirmi questo passaggio ve ne sarei grata, altrimenti mi toccherà vedermi l’anime
Viaggi Nel Tempo
Qui ha già risposto Mary, ma provo a dire la mia. Un viaggio nel tempo può portare o a realtà parallele oppure avanti ed indietro nella stessa realtà. Ora… Se si sceglie la prima linea, chi viaggia nel tempo (in sostanza) torna indietro nel passato e, facendo scelte diverse, può creare dei futuri alternativi. Se si sceglie la seconda, chi viaggia nel tempo può cambiare il futuro della linea temporale, ma, automaticamente, resetta tutto ogni volta. In sostanza, in entrambi i casi l’unico che può accumulare esperienze, dolori e ricordi è solo ed unicamente chi viaggia nel tempo, perché la mente degli altri verrà modificata ogni volta. A tal proposito consiglio anche la visione di un film stupendo: The Butterfly Effect. In questo film i viaggi nel tempo sono descritti in modo geniale IMHO :)
Anche se in questo anime questi viaggi sono dettati dalla magia questo non cambia la sostanza, affinché Madoka accumulasse la disperazione avrebbe dovuto viaggiare lei nel tempo.
Finale
Qui, davvero, ad un certo punto mi sono persa…. Allora…
Madoka esprime un desiderio: “poter essere capace di uccidere tutte le streghe esistite”. Streghe che, a quanto ho capito, sono dei robot… Quindi create artificialmente… In base a cosa Madoka “diventa la speranza e svanisce nello spazio-tempo?”. o.o
Mi spiego… Il suo desiderio mi sembra fin troppo materiale: eliminare degli esseri artificiali. Che bisogno c’è di diventare trascendentale, un “concetto” (WTF? ò_ò) per esaudire questo desiderio? Mi piace molto come l’ha posta Neko-Vale: Lei diventa la Speranza per le altre Puelle. Ma se fosse così non avrebbe dovuto perdere la sua materialità…
Poi, mi chiedo, ma le streghe del passato non erano già morte? Che bisogno c’era di andare ad ucciderle nel passato? Altrimenti, se fossero ancora vive, poteva benissimo ucciderle nel presente. E se, invece, il suo desiderio è di eliminare il sistema di generazione delle maghe… In questo modo non condanna a morte anche se stessa e le sue amiche??? Io qua mi sono persa davvero ò_ò Aiutatemi ò_ò <—-in realtà sa già che le toccherà vedere l’anime
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