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Sailor Moon (12)
02 Jan
2012

Mi spiace aver rimandato così a lungo questa notizia, ma non potevo più tenermela dentro…
UBEL BLATT RIPRENDERA’ A FEBBRAIOOO!!!
Oddio.
Sto male.
Ancor di più a sapere che uscirà in contemporanea con il Giappone per la prima volta nella storia dei manga qui in Italia – il che è un altro fattore positivo.
Per festeggiare il lieto evento ho deciso di pubblicare la recensione del primo volume tra questo ultimo numero di Sailor Moon e il resto (che sarebbero i due volumi di Sailor V e gli altrettanti di storie brevi).

Che bel volumozzo quello finale!
Brevemente, perché mi piacerebbe fare un’analisi abbastanza approfondita piuttosto che perdere tempo in suntini…  Kakyu, Usagi, Chibi Chibi e le Sailor Star decidono di dirigersi dove nascono le stelle, ovvero nel Galaxy Cauldron. E’ lì, infatti, che dimorano sia Chaos che Galaxia, alla costante ricerca di un potere che non le appartiene.
E così ha inizio il lungo viaggio delle ultime sopravvissute alla strage che dovranno superare prove terribili, come dover combattere contro dei “golem” dalle stesse sembianze delle Inner e delle Outer Senshi.
Solo verso la fine del volume, Sailor Moon, rimasta letteralmente da sola con Chibi Chibi, se la dovrà vedere con Sailor Galaxia la quale, però, getterà nel “brodo primordiale” del calderone, tutti i Sailor Crystal che aveva raccolto e pefino il povero Mamoru, impendendo, dunque, la rinascita delle amiche della protagonista.
Sull’orlo del baratro, in un paesaggio del tutto apocalittico, Galaxia viene rifiutata da Chaos e uccisa di fronte agli occhi attoniti di Usagi la quale scoprirà che Chibi Chibi in realtà altri non è che Sailor Cosmos, lei stessa in un lontanissimo futuro nel quale Chaos, assunta la forma di una guerriera, era uscito fuori dal Calderone uccidendo e distruggendo tutto e tutti.
La Sailor Cosmos di quel futuro aveva scelto di mantenere attivo il Calderone perché se non lo avesse fatto, avrebbe impedito la generazione di nuove stelle e quindi, lo sviluppo di un futuro. Pentita, tuttavia, di questa sua presa di posizione che aveva provocato l’incarnazione di Chaos, “madre” di tutte le stelle oscure e di tutte le creature maligne come Metaria o Pharaoh 90, ella decide di tornae indietro nel tempo, assumendo la forma di una bambina al solo scopo di sostenere la sé stessa del passato e di farle prendere la giusta decisione… ovvero quella di distruggere il Galaxy Cauldron.
Nonostante il suo intervento, tuttavia, la protagonista intraprende la stessa strada, ma in modo lievemente diverso.
Poiché l’assenza di un futuro non è possibile, si ipotizza che anche distruggendo quel Calderone, se ne sarebbe formato un altro da qualche altra parte nell’universo.
Accettando, di fatto, anche la presenza dell’oscurità, come logica conseguenza della presenza della luce (nel più grande dualismo filosofico MAI esistito), la ragazza prende coscienza di sé, ammettendo di aver combattuto non per una causa generica, quale la salvezza del mondo, ma per scopi forse egoistici, ma invero così umani.
Proteggere l’uomo che amava e tutte le persone a cui teneva.
La consapevolezza della protagonista si espande verso una visione più totalitaria della verità e della realtà: si accetta di non essere niente per sentirsi parte del tutto.
E alla fine si giunge al Cosmo, purificandolo, rendendo più sublimi i Cosmos Seed e più infimi i Chaos Seed.
In questo modo Sailor Moon si apre al mondo, ma sopratutto, alle possibilità perché non esiste realtà senza conflitti dato che il futuro è fatto anche di questo.

Porca zozza.
Non avrei MAI pensato di parlare di dualismo, dinamismo e divenire in un post… DI SAILOR MOON.
Ma l’ho fatto.
E ho ancora un MACELLO di cose da aggiungere.
Direi che dopo questa bella sviolinata, qualche tiratina d’orecchie ci vuole per soppesare i toni idiallici usati – non mi si dica che non sono obiettiva al massimo!

- Astronomia portami via -
La Takeuchi proprio non ne vuole sapere di documentarsi. Si dice, infatti, che il Calderone è ubicato presso la Zero (o Alpha) Star. Quello è il luogo dove si concentrano il maggior numero di stelle, una zona scintillante e luminosa (come ci si aspetterebbe da un luogo del genere) che si trova presso la Costellazione del Sagittario.
Sì.
Peccato che nella realtà la zona designata sia tutto meno che luminosa e stellata. Anzi… direi che è abbastanza smortina.
E che dire delle fantomatiche stelle oscure?
Esistono nella realtà?
No.
Però dai… questa gliela passo dato che il prodotto è prettamente fantasy e che questi errori hanno poco impatto sull’esecuzione della trama.

- Problemi di equilibrio -
Dispiace che le ultime 60 pagine siano state compresse così violentemente a favore di una lunga serie di avvenimenti altrettanto compressi.
Nelle restanti 140 (e passa), infatti, escono fuori dal cilindro magico ventordici Sailor mentre tornano alla ribalta Chibiusa e le sue guerriere.
Nel solito fuggi fuggi generale, quasi tutti i personaggi muoiono e lo fanno rapidamente, senza fronzoli.
Il supplicante percorso verso il castello di Galaxia viene, a mio avviso, tirato troppo per le lunghe con scene che sapevano di già visto come quella di Mamoru che viene prima baciato da Galaxia, poi preso a calci e poi buttato nel Calderone.
Il risultato è un volume con ottimi spunti, ma con la solita esecuzione alla pene d’alano.

- Speedy Galaxia -
Così come era accaduto con Nehellenia, anche Galaxia viene usata solo per assurgere al ruolo di villain di turno. Solo un paio di piccoli stralci vengono usati per mostrare il flashback di questa Sailor, alla continua ricerca dell’energia di una stella che fosse solo sua.
Per il resto, nutro alcuni dubbi sulla versione  manga di questo personaggio che invece di ritagliarsi un suo momento fondendosi con Chaos come era accaduto nell’anime, si inabissa nell’oblio dopo essere stata rigettata dalla stessa luce che ella stessa stava così disperatamente cercando.
Alla fine il prodotto che ne risulta è indubbiamente più epico della versione televisiva (il Galaxy Cauldoron è qualcosa di assurdo! ) anche se con alcune piccole riserve.

- Gravidanza polmonare -
Come mai quando Usagi dice, in soldoni, di sentirsi incinta di Chibiusa, si vede una luce all’altezza del torace?!
La stirpe di Silver Millenium ha delle gravidanze polmonari?
E magari il parto consiste nello sputare il neonato?!
Perché non mettere la luce all’altezza del ventre?! Che c’è di tanto scandaloso nel dire le cose come stanno?!

- Tutto torna -
Individuate le mancanze, torniamo a parlare del finale.
Molti si sono chiesti come mai, se era vero che un’entità proveniente da due “tempi” diversi non può avere un contatto, come stabilito nel volume in cui Usagi incontra brevemente Neo Queen Serenity, Chibi Chibi aka Sailor Cosmos, aka Sailor Moon di un lontanissimo futuro, riuscisse a interagire tranquillamente con lei per ben due volumi.
A questa domanda penso di avere due risposte.
La prima è quella che certamente si sarà data la Takeuchi, mentre la seconda è quella che preferisco dare a me stessa per evitare alcune piccole incoerenze.

Ufficialmente credo che la nomenclatura Sailor Cosmos sia la chiave di risposta alla domanda: molto semplicemente, nella trasformazione finale, Sailor Moon cambia sostanza nel suo essere diversificandosi, di fatto, dalla “Lei” passata. E’ ipotizzabile che il Sailor Crystal (unione con la Luna) diventi un Cosmos Seed (unione con il Calderone stesso) dopo il contatto con la Guardiana, garantendo a Usagi, e solo a lei, l’eternità.
In tal modo, dunque, Chibi Chibi è solo IN PARTE Usagi, risolvendo, quindi l’empasse.

Altri hanno detto, ancora più banalmente, che Sailor Cosmos trascende la regola stessa, ma a me sembra una soluzione fin troppo eccessiva che non troverebbe giustificazione nel fatto che la forma vista di Sailor Cosmos è, in realtà, incompleta, sicché dovrebbe esserlo anche il suo potere. Avere pieno controllo del tempo credo che sia una capacità che al limite solo la VERA Sailor Cosmos potrebbe avere.

Personalmente, da brava incasinatrice quale sono, preferisco vederla così: Sailor Cosmos-Chibi Chibi viene da una linea temporale diversa (chiamiamola B) e la dimostrazione sta nel fatto che la stessa dichiara la sua impossibilità di diventare forte quanto la Sailor Cosmos della linea temporale A.
Aleggia l’idea che di Sailor Cosmos ne esistano due: l’una già formata, mentre l’altra in formazione.
Se Chibi Chibi si fosse trovata sulla stessa linea temporale, non avrebbe avuto senso la risposta che la stessa dà alle Sailor di sua figlia dato che, ereditando il passato di Sailor Moon e il vero potere di Sailor Cosmos, ella stessa sarebbe diventata la VERA Sailor Cosmos.
Trovandosi su due linee temporali diverse, dunque, si supera l’empasse del paradosso temporale e così si spiega come mai Neo Queen e Usagi non si potessero incontrare più di tanto in quanto entrambe appartenenti alla linea A, mentre Chibi Chibi e la protagonista sì (l’una dalla B, l’altra dalla A).

Fatte tutte queste belle elucubrazioni, mi ha fatto davvero piacere leggere questo numero, non fosse altro perché mi ha fatto riflettere su una cosa: nonostante lo scaxxo della Takeuchi, il finale di Sailor Moon funziona triliardi di volte meglio di quello di Madoka che al primo, evidentemente, si è ispirato.
Non voglio tornare sull’argomento “madokiano”, ma è evidente che già negli anni ’90 c’era qualcuno che sapeva come trattare certi argomenti senza cadere in incoerenze.
Anche qui c’è un percorso carmico, anche qui una purificazione completa, anche qui una trascendenza assoluta, anche qui l’eternità… ma un’eternità fatta di carne e di un filosofeggiare indubbiamente più consapevole.
Non ci si perde in assurde e inutili spiegazioni: Sailor Cosmos è una propria definizione che ingloba parte di alcuni concetti, parte di alcune sostanze, parte di alcune realtà.
Sailor Cosmos E’ il concetto, ma è inevitabilmente figlia dell’Infinito Futuro del Calderone e perciò, anche ereditando poteri trascendentali come quello di viaggiare nel tempo e di creare contatti su vari piani dello spazio, non si vede la ragione per cui debba fare un ulteriore passo in avanti.
Molto meglio affidare il ruolo di Principio a ciò che c’è e c’è sempre stato (il punto dove nascono le stelle) e di rendere Sailor Cosmos umana nel suo generare una nuova vita, nel suo esistere, nel suo singolare divenire.
Stabilendo le regole di un mondo senza la pretesa di voler trattare argomenti che non gli competono, la Takeuchi chiude in bellezza, senza una stonatura, dando l’esempio giusto a chi di dovere.

E in risposta a qualche lurker di Animeclick, no.
Non ci ho impiegato MESI a scrivere questo post.
Ho scritto tutto di getto, ho letto tutto di getto e ho riflettuto di getto.
Come ho sempre fatto.
E come sempre farò.

Postato da Marylain, alle 14 : 16
(permalink) (Angolo Manga)


Commenti

Postato il 02/01/12 alle 18:00
Zorina
1

Mamma mia che commentone *_* Penso davvero di dover riprendere in mano quest’ultima serie e leggerla ora che posso approfondire questi concetti, ammetto di non averli colti affatto 12 anni fa XD  
In particolare mi ha colpita la teoria su Sailor Cosmos, non avevo mai pensato alle due diverse linee temporali, ma effettivamente è un’ottima spiegazione ;)
Per la questione del parto polmonare (LOL), come ti dissi al telefono io l’ho interpretata in base alle due vignette su Selene e quindi con la spiegazione che le principesse della Luna nascano sotto forma di stelle e prendano la forma umana nel Cauldron ^^ ma, ripeto, la Takeuchi avrebbe anche potuto sprecare due paroline a spiegare questi passaggi XD

Postato il 03/01/12 alle 08:51

Era un volume che secondo me si meritava il commentone e infatti ti posso garantire che ci ho messo poco a scrivere tutto quanto perché mossa dall’entusiasmo e dal marasma di cose da dire. :si:

Quanto alla questione del concepimento, ti rinnovo i complimenti perché io pensavo che fosse tutta una metafora per indicare una gravidanza normalissima. Molto spesso la Takeuchi è poetica al massimo e mi sono fatta trarre in inganno da questo.
Molto probabilmente la tua lettura è la più corretta. :up:

Postato il 03/01/12 alle 15:53
Devib
3

Lo sapevo anch’io di questa bella notizia: ci stiamo facendo prendere in considerazione in ambito fumettistico dai giapponesi e magari raggiungiamo la Francia in quanto reputazione.

Vedo che l’autrice si sia(credo)ispirata,in parte,anche alla teoria filosofica del Chaos(vuoto),che consiste in un vuoto(o disordine secondo i moderni)cosmico dal quale naquero la prima generazione di divinità note come i Titani.
Però si unisce alla teoria del brodo primordiale ma messa su livello astronomico e al concetto del Chaoskampf(lotta contro la bestia)presente in religioni come quella cristiana.

Postato il 03/01/12 alle 21:38
tristano79
4

Forse la Takeuchi per “stelle oscure” intende dire quelle stelle che portano malvagita’ nei cuori delle persone,non si riferisce di certo al buio (e di fatto nella realta’ le stelle sono sempre luminose XD ).

P.S.:Avete notato in copertina come Chibiusa e Chibi Chibi si assomigliano? XD

Postato il 04/01/12 alle 11:19

@Devib: Non vedo l’ora che riprenda Ubel Blatt.
Mi manca moltissimo Koinzell! :love:
Quanto al resto del commento, con i soli incipit che hai inserito ci sarebbe da scriverci un trattato.
Non sono, comunque, molto sicura a quale teoria (semmai ve ne fosse una nella sua testa) si sia ispirata la Takeuchi. Secondo me ci sono pochi elementi per valutare. :boh:

@Tristano: Chibi Chibi è, alla fine, una specie di mamma alternativa di Chibiusa quindi è naturale che si somiglino.
Meno male che la serie si è conclusa lì, altrimenti l’autrice avrebbe sicuramente incasinato ancora di più tutto quanto. XD

Postato il 08/01/12 alle 17:02
Devib
6

Neanch’io vedo l’ora che riprende Ubel Blatt e cosi le tue recensioni. :up: 
Grazie,sempre un piacere teorizzare le ispirazioni di un’artista nelle sue opere(in questo caso Sailor Moon).
Io ho pensato a molte teorie insieme visto che ci sono molti richiami del volume. Però quelle sul brodo primordiale e del Big Bang sembrano quelle più vicine al tema dell’opera. :boh:

Postato il 08/01/12 alle 20:37

Indubbiamente c’è una sorta di poetizzazione del principio dell’universo tramite Big Bang.
Naturalmente la parte grafica non collide con la reale rappresentazione di questo evento, ma possiamo concedere questa licenza poetica dato che si tratta pur sempre di un fantasy.
Alla fine non faccio nemmeno più di tanto caso al pastrocchio astronomico della Takeuchi perché voglio credere che sia voluto.
Anche dal punto di vista degli Star Seed… pure se, in effetti, si dovrebbe parlare di Planet Seed, la sostanza non cambia dato che comunque anche un pianeta produce energia dal nucleo (entropia strikes back! XD ) ed è da questa che, si potrebbe teorizzare, si genera e si alimenta il “seme”.

:?: :down: :sigh: :D :angry: :huh: :P -.- :bandit: ;) O_O :azz: :si: :up: ^_^ :drop: :angel: :yeah: XD :boh: :* :love: :conf: :nor: :shy: :money: :vomit: