|
Come avevo anticipato qualche tempo fa, ho deciso che da ora in poi non recensirò più un anime puntata per puntata, ma mi concentrerò su tutta la prima metà e poi sulla seconda (per serie di 13 o 24-26 puntate) e questo sia perché non voglio che lo .::.Shrine of Fate.::. diventi una specie di versione italiana di Random Curiosity (senza nulla togliere a quel blog, ci mancherebbe!).
So che avevo promesso di visionare diverse serie tra le quali “Welcome to NHK” consigliatomi da Minader - che non so nemmeno se continua a leggermi ad essere onesta -, ma non appena mi sono avvicinata a Steins;Gate ho pensato che mi sarebbe potuto piacere.
E pure parecchio.

Se dovessi riassumere in pochissime parole l’incipit di questa serie potrei dire che tratta di “viaggi nel tempo”, ma lo fa con delle modalità che non ho mai visto fino ad ora.
Facendo qualche passo indietro, le dovute premesse: Steins;Gate è ambientato qualche anno dopo rispetto all’anime Chaos;Head. Va detto, tuttavia, che i due prodotti hanno ben poco a che spartire, almeno da quel poco che sono riuscita ad appurare. E meno male, aggiungerei perché, se devo essere onesta, Chaos;Head mi ispirava davvero poco.
Okarin, il protagonista della storia, è un giovane scienziato pazzo che scopre, per puro caso, di essere capace, attraverso un “telefono microonde (nome temporaneo)” <- da notare ciò che c’è scritto tra le parentesi! , di poter mandare dei messaggi SMS nel passato!
Nel perfezionare questo strano apparecchio, il ragazzo scoprirà che un’organizzazione segreta di nome SERN (ogni riferimento al CERN è PURAMENTE casuale… se. come no! ), anch’essa impegnata nel medesimo campo di ricerca, lo sta osservando.
Prima di iniziare la visione di questo anime ho provato a chiedere un parere a dei miei amici su Facebook (che saluto sempre con affetto! ) e mi fu detto che Steins;Gate, nonostante qualche spruzzo di fan-service qua e là, era un anime le cui puntate erano di difficile fruizione.
Questo è stata la molla che mi ha spinto ad iniziare a guardarlo (aggiunta al fatto che sono una patita delle storie che trattano di viaggi temporali – non per nulla uno dei miei videogiochi preferiti da sempre è Chrono Trigger!) e così ho fatto.
Dopo la prima puntata, nebulosa ed inspiegabile come poche, la serie mi ha spiazzata completamente.
Okarin, da qualsiasi parte lo vedessi, era un caxxone patentato, la sua amichetta, Mayuri mi sembrava una mezza ebete la cui funzione sembrava essere solo quella di esclamare “Tu-Tu-Run!”, Daru era il tipico nerd allupato, mentre tutta l’altra rosa dei personaggi, rigorosamente tutti femminili (o quasi, come nel caso di Ruka!), pareva essere uscita da una specie di Love Hina dei poveri. Ammetto che, dopo, tre-quattro puntate tutte sulla falsa riga di uno shonen di serie B, mi sono chiesta se avessi scaricato lo stesso Steins;Gate che avevano visto Marty e gli altri. 
A parte qualche scena interessante, l’anime non aveva mordente e non si prendeva MAI sul serio, ma poi…

Poi tutto è cambiato – e qui ecco che arrivano gli spoiler! .
Dopo aver preso controllo sul sistema di “messaggistica nel passato” anche chiamata D-Mail, Okarin accetta di aiutare tre delle sue assistenti a cambiare il corso degli eventi. Ciò gli permetterà di scoprire la sua straordinaria capacità di mantenere i ricordi delle linee temporali “scartate” facendo esperienza diretta dei cambiamenti tra una linea e l’altra.
Tra una D-Mail e l’altra il gruppo, con l’aiuto della scienziata Kurisu, anche chiamata Christina, mette a punto un macchinario capace di trasferire i ricordi del tempo presente alla mente del passato. Se in un primo momento il protagonista non vorrà saperne di sperimentare questo congegno, delle drammatiche circostanze lo costringeranno a farlo: Mayuri, infatti, verrà brutalmente uccisa da alcuni membri del SERN, capeggiati da una ex componente del gruppo.
Okarin, tornando indietro nel tempo con la mente, conservando i ricordi del futuro, pensa di riuscire a salvare la sua più cara amica, ma non ci riuscirà.
Ad una certa ora Mayuri muore.
Muore.
Muore.
E continua ancora a morire.
L’unico modo di impedire che questo accada pare essere quello di cancellare tutte le nuove linee temporali create con le D-Mail andando, quindi, ad interpellare le tre giovani assistenti ed usando il congegno perfezionato di Christina.
La puntata 17 si ferma, per l’appunto, con la cancellazione della prima di queste linee e propone una sorta di viaggio a ritroso nel tempo che, per i più attenti, porterà inevitabilmente ad un momento drammatico: Kurisu, infatti, muore in quella che sembra la linea temporale originale (tornerò su questo punto tra pochissimo!) per poi salvarsi grazie alla primissima D-Mail spedita da Okarin nella quale egli avverte Daru che la ragazza è stata assassinata.
Partendo da questo assunto, mi pare chiaro che prima o poi il giovane dovrà compiere una tremenda scelta: o Christina o Mayuri.
Se in molti sperano semplicemente che Okarin riesca a raggiungere il controllo del tempo necessario per salvare entrambe le ragazze, io mi chiedo se quella all’inizio dell’anime sia VERAMENTE la linea temporale “alpha”. Kurisu, infatti, dice allo scienziato pazzo che quest’ultimo aveva parlato con lei 15 minuti addietro facendo presagire, a mio modesto avviso, la presenza di una linea temporale nascosta che forse è sfuggita ai più semplicemente perché il focus dell’attenzione era puntato sulla prima D-Mail piuttosto che sul caxxeggio antecedente al fatto. 
Al di là di tutte queste gloriose pippe mentali posso dire che Steins;Gate, dopo un inizio per nulla edificante, assume dei toni dannatamente scuri, complessi e inquietanti.
I viaggi nel tempo, proposti in ben tre diverse varianti (se non di più!), non fungono da contorno, ma sono elemento FOCALE di tutta la trama… una trama che, sebbene si prenda alcune licenze scientifiche abbastanza “WTF” per alcuni esperti, riesce ad intricarsi in una maniera a dir poco sensazionale senza perdere troppa coerenza e sopratutto senza perdersi per strada.
Anche i personaggi, da prima macchiette, dopo la prima manciata di puntate, vengono dotati di uno spessore a volte “commovente”, come nel caso della storia della povera Suzuha.
Ciò a cui assistiamo, dunque, è un intreccio unico di mistero, dramma, comicità e fantascienza fuso in un prodotto abbastanza controverso eppure così squisitamente geniale.
Non per nulla, infatti, in molti reputano Steins;Gate il masterpiece di questa stagione.
E io, per ora, sono FELICEMENTE dello stesso avviso.
|