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Avendo ricevuto il quinto ed ultimo volume del manga di Tales of Destiny Director’s Cut, ho deciso di presentarlo come feci con il quarto fermo restando che, nello scannerizzare una di queste pagine (fortunatamente non quella a colori e non della versione Animate ), quella accanto mi si è strappata quasi del tutto per cui è molto probabile che mi comprerò un nuovo volume 5 e userò questo qui per fare eventualmente gli scan al gruppo che si occupava di traduzione – sempre che non interessi a qualcuno. 
Parlando del gruppo di traduzione… non so più che cosa pensare.
E’ già la seconda volta, dopo gli Arcanys, che qualcuno mi chiede scan e poi non pubblica niente. In questo caso ho volutamente aspettato diversi mesi e solo la settimana scorsa ho provato a mandare un PM all’amministratore del gruppo con la scusa di chiedergli se per caso ero stata accettata tra la lista dei collaboratori (con tutti i diritti di visualizzazione del pannello che ne comportano).
Non ho ricevuto risposta alcuna ancora oggi e d’altro canto la piattaforma LJ è ancora ferma al primissimo post.
Avrei tanto voluto vedere almeno il primo tankobon localizzato, ma ho paura che il progetto rimarrà fermo a dove lo hanno lasciato i Wings of an Angel. 

Tornando al volume, esso si apre con delle fantastiche pagine a colori tra le quali spicca questa qua sopra che si ricollega alla scena della Opening di ToD. Caskabe ipotizza che questo passaggio sia avvenuto nel momento in cui Lion stava ad aspettare che l’Occhio fosse caricato per essere portato via.
L’unica cosa è che non capisco, sinceramente, perché cavolo Lion abbia qui gli occhi marroni quando in tutte le illustrazioni a colori del mangaka sono blu scuro quasi cenere.
Che poi… ormai Lion ha cambiato gamma diverse volte: da prima li aveva viola come il suo giustacuore, poi il giustacuore è cambiato in blu e così i suoi occhi e mo, nel fumetto ufficiale, li ha di una tonalità differente.
Mi sta venendo il mal di testa! 

Quando Lion scopre, per puro caso, che Marian ha rischiato la vita, tutti i suoi ricordi sembrano sgretolarsi dietro alla sua siluette nera. Come se quegli attimi felici stessero per frantumarsi in mille pezzi lasciando solo il vuoto della solitudine.
Lo spadaccino, accecato dalla rabbia, entra nella stanza rabbioso e ingaggia una durissima lotta con suo padre il quale, però, con un potentissimo incantesimo scaturito dal suo Swordian, mette il figlio KO, ferendolo.
Il giovane si risveglia in un’altra stanza dove vede Marian, svenuta e costretta a letto. Lì egli le chiederà scusa, perché per proteggerla sarà disposto a tutto.

E così inizia la battaglia contro l’intero gruppo a Libra IV.
Da prima Lion si occupa di Garr, Chelsea, Philia e gli altri, poi si concentra su Rutee la quale, però, riesce ad arrivargli alle spalle. Il giovane, a quel punto, le svela di essere suo fratello gettandola nello sgomento più totale. 
Infine, Lion dovrà affrontare Stahn che riuscirà per la prima volta a battere il suo “Marian”.

Per cartità… la battaglia mi è piaciuta molto e indubbiamente ha un peso rilevante su tutto quanto il manga, ma, in tutta franchezza, penso siano state dedicate fin troppe pagine a questo passaggio quando, invece, si sarebbe potuto dare maggiore enfasi al dopo.
Non a caso, infatti, a seguito della “morte” di Lion, Marian si sveglia e lì trova Stahn&co. (probabilmente ha dormito molto! )
Alla richiesta di dove sia Emilio, Stahn, da bravo campagnolo quale è, per tenere alto il morale dice che egli è proprio lì, tra loro, con il sorriso stampato sulla faccia (l’ho trovato fin troppo sereno… ).
Sconfitto Miktran, il focus torna su Marian la quale fa le valige e abbandona la magione Gilchrist:

Anche lei si ricorderà di tutti i bei momenti vissuti con il figlio del suo padrone e, per la prima volta, si sentirà libera… volendo esserlo non solo per sé stessa, ma anche per la memoria del povero Lion il quale viene qui rappresentato “metaforicamente” come un uccellino il quale spicca il volo in cielo senza più vincoli e catene.
Purtroppo Caskabe non mi ha trasmesso quell’emozione in più che mi sarei aspettata dalle scene conclusive di questo breve, ma intenso manga. In particolare si è concesso pochissime licenze che gli hanno, forse, impedito di approfondire determinati argomenti.
Resta il fatto che è un fumetto, questo, che mi è rimasto nel cuore. 
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