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Sono davvero mortificata di non essere riuscita a scrivere qualcosa in questi giorni, ma sono stata letteralmente oberata dalle ultime correzioni da fare alla mia tesi.
Nonostante l’impegno profuso non so ancora come andranno a finire le cose nel senso che, attualmente ho tutto pronto in versione definitiva (mi manca solo di convertire le pagine in pdf per poterle stampare senza l’ansia che vengano fuori errori di visualizzazione e/o di formattazione ), ma mi trovo in un limbo che non vi dico.
La mia relatrice è stata a dir poco deliziosa e mi ha supportato (e SOPPORTATO!), ma non mi ha ancora detto se e quando potrò stampare il mollettone.
Oltre a questo va detto che la consegna dei volumi è fissata entro 10 giorni prima la data di appello, ma non ho capito bene se si tratta dell’appello generico oppure di quando chiameranno me. In breve, non vorrei non potermi laureare perché, pur avendo le 250 pagine finite, le ho portate in dipartimento con qualche giorno di ritardo…
A causa di questo tram tram non sono riuscita né a seguire il blog né tanto meno mandare qualche SMS alla mia best friend che però penso mi capirà dal momento che ha passato la stessa esperienza con la sua tesi triennale. 
Per farmi perdonare tenterò, questa settimana, di scrivere anche sabato e domenica per non ritardare ulteriormente i vari progetti ancora in corso – voglio finire una volta per tutte Eternal Sonata e portare a termine Pandora Hearts altrimenti non ci cavo più le gambe.
L’unica notizia che esula dalla questione tesi è relativa a questo aggeggio infernale:

Circa un paio di settimane fa, nel correre, inizio a sentire come una sorta di… avvallamento al centro.
Pensavo fosse dovuto al fatto che il nastro era in tiro sui due lati, mentre la parte centrale era più bassa, così la sera chiedo a Serchan il favore di aggiustare la cosa e di rimettere “in pari” la fascia.
Una volta terminato il lavoro, però, nel salire sul tapis roulant sento sempre questo avvallamento, al che dico:
“Amore, a questo punto mi sa che il piano è rotto!”
Naturalmente Serchan pensava che fossi impazzita… d’altronde come fa il piano di un tapis roulant a sfasciarsi?! Posso (e possiamo!) capire che si rompa il motore o che parta qualche altro componente, ma questo proprio no! 
Alziamo la pedana e spostiamo con le mani il nastro: sotto… una crepa verticale che copre circa 2/3 dell’intero piano!
Nello smontare l’apparecchio scopriamo che TUTTO il peso della persona si poggiava su uno strato DI LEGNO sostenuto da due listarelle in metallo spesse quanto uno sputo, attaccate con lo scotch biadesivo, di cui una si era troncata a metà (causando la fenditura) e l’altra si era imbarcata.
Questo capolavoro della meccanica, per chi lo volesse sapere, si chiama Turner x950pro usato per 1 ora di allenamento di jogging al giorno per 5 giorni settimanali ad una velocità di 8km/h.
Ho acquistato il rottame al Nencini Sport, negozio nel quale non comprerò più nemmeno un laccio per le scarpe da ginnastica perché non è possibile che dei tre tapis roulant che io e la mia famiglia abbiamo preso, nessuno abbia superato i tre anni di vita… 
Come pezza per vedere se riesco a tirare avanti un altro annetto, Serchan ha realizzato delle barre di metallo più spesse e resistenti che fisserà con un metodo sicuramente meno opinabile di questo.
Solitamente uso questo blog per i miei intrallazzi, ma in questo caso la mia denuncia la voglio fare: mi chiedo come si possa commercializzare un prodotto del genere e come lo si possa proporre a persone fino a 90kg di peso quando non riesce a reggere nemmeno la metà. 
Vi immaginate cosa potrebbe accadere se il piano si rompesse proprio mentre uno sta correndo?!
Prossimo post… news su Spes 2.0!!!
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