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The Legend of Zelda – Oracle of Seasons
20 Feb
2012

A parte una serie infinita di manga usciti la scorsa settimana e un paio di dichiarazioni da parte di alcuni editori che non mi hanno particolarmente toccata, nessuna notizia davvero allettante questo lunedì.
Sono solo MOLTO indecisa se comprare il manga di Chaos;Head nella (magra) speranza che si decidano anche a pubblicare qualcosa di Steins;Gate, ma il problema è che, qualitativamente parlando, tra il primo e il secondo c’è un abisso senza fine…
Dato che è piuttosto tardi e che questa settimana sarà abbastanza infernale perché piena di impegni, meglio tagliar corto e introdurre il volume!

Era da un bel po’ di tempo che non mi occupavo di un numero di Zelda e colgo l’occasione anche per ricordare che i volumi antecedenti a The Legend of Zelda – Four Swords non risucirò a “recensirli” avendoli letti molto tempo fa quando ancora non mi occupavo del progetto “angolo manga”.
Tonikaku, se ho fatto bene i conti, della collana italiana mancherebbe il “gemello”, Phantom Hourglass e Minish Cap, mentre gli altri sono tutt’ora inediti in Italia.
Brevemente, faccio il solito suntino per chi non sapesse di che cosa vado a parlare: in questo manga Link veste (sempre) i panni dell’eroe di Hryule, questa volta, però, alle primissime armi. Egli è nato con una voglia sulla mano sinistra a forma di triforza che lo rende una sorta di “predestinato”.
Link, infatti, dopo essere giunto al castello di Zelda per diventare un cavaliere di Hryule, è costretto ad affrontare la “prova della triforza”: sbattuto nelle terre di Holodrum, egli incontrerà una giovane ballerina che lavora in una compagnia itinerante che scopriremo essere niente di meno che… l’Oracolo delle stagioni, una sorta di divinità capace di mantenere ordine nel susseguirsi ciclico delle stagioni ed armonia nell’atmosfera terrestre.
La fanciulla, però, verrà rapita da Onox, una creatura oscura che vuole gettare scompiglio in tutto il regno.
Sarà solo in quel momento che Link, presa coscienza di sé e della sua vera missione, brandendo lo scettro delle stagioni e facendosi aiutare da un gruppo di fidati amici, si scontrerà di nuovo con Onox salvando Din dalle grinfie del male.

Oracle of Season… o per lo meno, la sua lettura, ha provocato in me sensazioni abbastanza contrastanti.
Accostando temporaneamente la comparatristica, del tutto dovuta, al videogioco originale, e concentrandosi solo sul prodotto finale cartaceo, direi che questo capitolo, pur presentando dei leit motif molto tradizionali, aggiunge qualche elemento di rottura rispetto al passato.
Link, esattamente come fu nel caso dei primi due Zelda, ha il simbolo della Triforza sulla mano sinistra- ancora mi ricordo l’illustrazione presente sul libretto delle istruzioni delle cartucce del NES dove la saggia di turno ispezionava l’arto del giovane elfo predicendogli un destino da eroe senza macchia.
A differenza del passato, però, la Triforza assume una duplice nomenclatura e così viene anche chiamata: “Sacra Piramide” senza che ne venga, tuttavia, spiegata la ragione.
Come se non bastasse il protagonista non accetta subito il suo ruolo di cavaliere, ma rimane nel dubbio di che cosa fare veramente della sua vita. Il giovane si ciondola, infatti, fino alla città, e decide di affrontare la “prova” per diventare un servitore regale SOLO per vedere se quella era veramente la sua strada.
Infine, Link arriva persino ad innamorarsi di Din e NON di Zelda, almeno nel corso di questo volumetto.
Quanto al resto, ammetto di aver solo intravisto il gioco da un Let’s Play, diverso tempo addietro, quando, per trastullo personale, decisi di gustarmi qualche passaggio su Youtube.
Oracle of Season e Ages sono due giochi “gemelli” che possono essere affrontati con un un ordine diverso, mentre qui viene dato per scontato che la corretta timeline da seguire sia prima Seasons e poi Ages.
Gran parte di quanto accade nella prima metà del manga nel gioco non si vede per nulla e infatti mi pare di ricordare che Link viene immediatamente catapultato a Holodrum senza alcuna introspezione sul suo passato. Come se non bastasse, a parte Din, non ricordo di aver mai visto né la streghetta Maple, né il canguro Ricky, né tanto meno il pulcino Piyoko.
E a proposito di Piyoko, solo io ho avuto il mio momento “WTF?!” quando l’ho sentita dichiarare il suo AMORE a Link prima di diventare una gallina?!

Postato da Marylain, alle 23 : 20
(permalink) (Angolo Manga)


Commenti

Postato il 22/02/12 alle 03:55
tristano79
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Se non sbaglio questo e’ uno di quei capitoli di Zelda dove la principessa non e’ presente (o almeno nel gioco,credo).La storia e’ abbastanza bella e da bravo fan della serie quale sono ti consiglio di giocare entrambi i titoli ^_^
Aaah,l’illustrazione di cui hai accennato viene sicuramente dal manuale del secondo capitolo :si:
Non appena avro’ nuovamente dei soldi (come sai,sono al verde,tanto per restare in tema col protagonista XD ) mi comprero’ tutti i manga di Zelda usciti finora.

“Chi di pancia ferisce,di forchetta perisce!!”  (Da “Le Mitiche Battute Di Tristano79″ Pucciosi Editore.

:?: :down: :sigh: :D :angry: :huh: :P -.- :bandit: ;) O_O :azz: :si: :up: ^_^ :drop: :angel: :yeah: XD :boh: :* :love: :conf: :nor: :shy: :money: :vomit: