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Avrei voluto scrivere prima questo post, ma, chi mi sta seguendo via Facebook (maledetta piattaforma di pseudo-micro blogging… mi sta succhiando tutte le energie! ) sa già che l’inizio di questa settimana non è stata tra le migliori.
Un compleanno sola fino alle 17:00, poi in coda alle poste per un’ora e mezza con Serchan per pagare le crocchette ai gattini e un altro paio di commissioni improrogabili. Ciliegina sulla torta – ed in effetti, siamo proprio in tema – è mia madre che mi tratta da schifo al telefono e poi si inventa una versione tutta sua da raccontare a mio padre.
Che bel quadretto invitante.
E pensare che avevo preparato questa torta per loro, per festeggiare i loro rispettivi compleanni perché, in sostanza, non avendo più il becco di un quattrino, manco per spedire un pacchetto alla mia migliore amica, non potevo regalare loro nulla.
Il dolce è stato molto apprezzato e, con ogni probabilità, è stato anche quello che mi è riuscito meglio tra tutti quelli preparati fino ad ora. Peccato che mia madre è costantemente a dieta e che mio padre, poveretto, goloso com’è, è diabetico.
Per il resto volevo ringraziare la mia best friend, Cely e tutti quelli che mi hanno sostenuto il 26 qui o su Faccialibro. Ringrazio anche Nekovale che mi ha scritto una email: anche se erano due righe il solo fatto di aver ricevuto un tuo pensiero mi ha fatto un grandissimo piacere e, anzi… mi dispiace che anche per te non sia un bel periodo così come non lo, evidentemente, pure per il povero Tristano.
Ganbatte a tutti, insomma… prima o poi questo periodo di sfiga collettiva finirà e che caxxo! 
Prima di passare alla ricetta, volevo complimentarmi con Pixel per l’articolo sul “presunto aumento della difficoltà nei videogiochi”. L’ho letto davvero con piacere, ma mi scuso per non essere riuscita a commentare… è una cosa che non faccio da molto tempo, ma rimedierò appena ritroverò una mia collocazione in questo quadro desolante.
Beh, cominciamo con gli ingredienti per 8 persone:
175g di zucchero
175g di burro (più qualcosa in più per lo stampo)
3 uova
175g di farina autolievitante
2 cucchiai di cacao amaro
2 cucchiai di latte
3 cucchiai di succo d’arancia
scorza grattugiata di mezza arancia
Per la glassa:
175g di zucchero a velo
2 cucchiai di succo d’arancia
Per decorare:
Cioccolato fondente fuso
Devo dire che ho parecchio interpretato la torta a questo giro. Per ciò che concerne il burro ho fatto un mix tra quello normale e quello light che già avevo.
Per il succo d’arancia ho preso una “bottiglietta” di Skipper all’arancia rossa, ma ho evitato di inserire le scorze aumentando, piuttosto, i cucchiai di arancia dentro al preparato. Se non volete sentire troppa essenza d’arancia nell0impasto, allora fate come me, altrimenti grattugiate.
Per ciò che concerne il cioccolato fuso, siccome non avevo una barretta di cioccolato mi sono arrangiata con le gocce per la decorazione dei dolci, aggiungendoci anche del latte quando stavano in bagnomaria. Il latte, invece, avendo già quello di riso in casa ho usato quello e vi posso assicurare che la torta è venuta comunque deliziosa. 
In una terrina ho iniziato a mettere il burro con lo zucchero e lì, come al solito, siccome non ho un cavolo di robottino, mi è venuta una sincope al braccio. Dovete fare in modo che il composto diventi spumoso e a quel punto aggiungere piano piano un uovo alla volta e gradualmente la farina.
A questo punto ho preso un piatto fondo e ho diviso il composto in due parti. All’inizio mi pareva una cavolata questo passaggio della ricetta… in realtà ha una sua ragione di esistere. Da una parte aggiungete cacao e latte, mescolando con cura, mentre dall’altra versate il succo d’arancia (e la scorza se avete deciso di mettercela).
Prendete lo stampo circolare per torta, imburratelo per bene e a questo punto, alternativamente e senza provare troppo a mischiare, buttateci dentro prima un cucchiaio di impasto al cacao e poi un altro all’arancia. Il motivo di questo passaggio è presto detto: in questo modo, quando la torta sarà cotta, una volta che la aprirete, l’impasto sarà bicolore e quindi più “kawaii” a vedersi. 
Preriscaldate il forno, mettetlo a 190° e fate cuocere per 25 minuti.
Una volta tirata fuori la torta, nell’attesa che si intiepidisse, ho preso un altro piatto fondo e ho iniziato a fare la glassa. Basta mettere dentro tutto lo zucchero a velo e il succo d’arancia. Nella ricetta c’è scritto “due cucchiai”, ma io vi consiglio di mettercene tre (e non di più) di modo che il composto sia meno “rigido”, ma non così tanto liquido da scivolare prepotentemente ai bordi della torta, qualora vi si incurvasse come nel mio caso.
Messa la glassa ho infilato la torta nel frigo per fare indurire il tutto e nel frattempo ho messo a bagnomaria il cioccolato, aggiungendo del latte di riso, per fare la decorazione.
Ho tirato di nuovo fuori la torta e ho “disegnato” le fantasie con uno stuzzicadenti, spolverizzando anche un po’ di zucchero a velo.
La glassa, se usate l’arancia rossa, diventerà di un colore rosa molto carino. Se odiate il rosa (anche io lo odio, ma va beh ), usate arance gialle.
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