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Chiudo il mio reportage dall’Inghilterra con questo post dispiacendomi del fatto di non essere riuscita ad organizzare una galleria di scatti decente in tempi umanamente possibili… Non appena avrò colto la giusta ispirazione, upperò tutto quanto su Facebook. 

National Gallery: Questa è l’unica foto che sono riuscita a scattare alla National Gallery (la vista che si gode nella piazza antistante) perché, in buona sostanza, nell’intera galleria è assolutamente vietato fare foto o riprese di qualsiasi genere.
Anch’essa gratuita, la National Gallery non è poi così enorme da visitare dato che è più piccola del British Museum.
I quadri, purtroppo, non sono tra i più famosi e le luci sono piuttosto basse.
L’ambiente, però, non ci è piaciuto proprio per nulla. 
Capisco che fare degli scatti rovina, in qualche modo, l’osservazione dei quadri, ma devi poter dare la libertà a chi vuole di portarsi un ricordo di quanto ha visto (magari una foto accanto al suo dipinto preferito). A peggiorare la situazione c’è anche l’estrema rigidità delle guardie che ti riprendono qualsiasi cosa fai. Appena metti piede lì dentro ti senti continuamente osservato, quasi come se ti trovassi su di un patibolo. Nessuno disegnava (probabilmente era vietato anche quello ), mentre il Louvre era stracolmo di artisti che, blocco di schizzi alla mano, si dilettavano a riprodurre le opere dando la sensazione, anche a chi si limitava a visitare le gallerie, di vivere dentro e per l’arte.
La National Gallery, invece, è stata un’esperienza fredda e distaccata… al punto in cui, a metà giornata, sfidando il brutto tempo e la stanchezza, abbiamo deciso di andarcene e di visitare altro.

Tate Modern: Tutt’altro posto è il Tate Modern, un museo d’arte moderna PAZZESCO, naturalmente gratis.
L’ambiente è giovanissimo: ci sono un sacco di posti per bivaccare, un ampio bar, diverse postazioni multimediali, un ristorante piuttosto economico posto all’ultimo piano dal quale si gode di una vista bellissima ed una serie di interessanti iniziative.
La galleria è impostata di modo da coinvolgere il visitatore: si gira intorno alle sculture, arrivando quasi a toccarle, con alcune di esse si interagisce perfino, ti puoi sedere per terra dove e come preferisci, disegnare e osservare l’opera da qualsiasi punto di vista.
Siamo passati dalla National Gallery, stracolma di gente anziana, all’interessante commistione generazionale e sociale del Tate Modern: uomini, donne, ragazzi, ragazze, punk, dark, pottini, gente ordinaria, bambini e chi più ne ha più ne metta. Non faccio fatica, adesso, a capire come mai molti utenti del web consigliavano assolutamente di visitare questo museo.
Penso che, assieme al The Globe e al London Eye, questa sia stata l’esperienza in assoluto più appagante tra tutte quelle provate. 

Aeroporto di Heathrow: L’ultimo giorno siamo riusciuti a lasciare in albergo la valigia e questo ci ha permesso di fare un secondo, rapido, giro a Londra. In quell’occasione ho ripreso Carnaby Street (perché mio padre voleva assolutamente vedere quella strada ) dove ho visto un abito uguale identico a quello di Edgeworth (nella serie Saiban, non Kenji). Inoltre siamo riusciti a trovare anche diversi negozietti interessanti di cui uno stracolmo di plushie e gadget giapponesi posto proprio davanti ad un altro che vendeva solo roba avente a che fare con i… panda! 
Abbiamo anche fatto una capatina a Westminster Abbey, ma restando fuori perché i biglietti, senza il London Pass, erano decisamente troppo onerosi da sostenere. Siamo anche andati a fare qualche foto, per la mamma del mio Serchan, a alla stazione di King’s Cross.
Non avendo più molto tempo ci siamo concessi un ultimo giretto in Hyde Park, abbiamo preso la valigia e siamo saliti sull’Heathrow Express che in 15 minuti circa ci ha portati all’aeroporto. C’erano alcuni negozi di elettronica che vendevano a prezzi davvero concorrenziali, per cui se per caso vi capita di partire da quell’aeroporto vi suggerisco di darci un’occhiata! 
Ah!
Teoricamente la foto che vi ho mostrato (di una delle piste del terminale 4) è… illegale in quanto non è consentito fare foto. Un bel WTF ci stava tutto.
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